La SPIRITUALITA'

e le REGOLE della Casa Tabor

 

  1. O Sapientia, quae ex ore altissimi prodisti,

attingens a fine usque ad finem fortiter

suaviter disponens omnia

veni

ad docendum nos viam prudentiae.

 

O Sapienza, che sei uscita dalla bocca dell’Altissimo, che realizzi tutti i tuoi disegni con forza e soavemente disponi tutte le cose, vieni ad insegnarci la via della saggezza.

(dalla 1^ antifona della Novena del Natale)

 

  1. Domando al Signore di assistere l’umile intento di ciò che la Sua Provvidenza e la Sua volontà fanno nascere sempre di più dentro di me.

  2. Sia sua espressione tutto ciò che compio e contemplo. Sia Sua irradiazione quello che costruisco e percepisco. Sia Sua Sapienza, figlia e regina che con Lui lavora continuamente all’opera della creazione, la maestra del progetto che Dio mi domanda di realizzare.

  3. Sento infatti la necessità di offrire ai giovani in modo particolare un luogo di silenzio e di preghiera che sia accessibile durante tutta la giornata, per orario e per vicinanza al paese. Tale necessità nasce da esperienze vissute come oratorio con i ragazzi e i giovani, che ho visto desiderosi di esperienze di fede decisive e impegnative, come la preghiera prolungata e silenziosa, unita alla vita comune e fraterna. Senza cercare “chissà dove” la casa Tabor vuole offrire, non solo ai giovani, quell’opportunità.

  4. “Il cristiano di domani sarà un mistico, cioè uno che ha sperimentato qualche cosa, oppure non sarà nulla” (K. Rahner)

  5. “Oggi il mondo ha più che mai bisogno di un ritorno alla contemplazione…Il vero profeta della Chiesa futura sarà colui che verrà dal deserto come Mosè, Elia, il Battista, Paolo e soprattutto Gesù, carichi di misticismo e di quello splendore particolare che hanno solo gli uomini a parlare a tu per tu con Dio”. (A. Hortelano)

  6. Sento spesso parlare – con senso di paura e di sconforto – della condizione di “povertà spirituale e di fede” non solo delle giovani generazioni, ma di ogni cristiano in genere, oggi alle prese con il famoso “processo di secolarizzazione o mondanizzazione”.

Siamo nel mondo ma non del mondo”, avverte Gesù.

Mi domando se la vita di intimità con Dio venga così impedita dal “mondano diabolico”.

 

  1. Anche io immerso in questa storia, vivo quella realtà come un momento di prova illuminante: la notte oscura dei sensi, purificatrice essenziale dell’immagine che di Dio l’uomo va costruendo.

  2. Il Signore disse a satana: Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di Lui”. (Gb 1, 12)

  3. In quella lunga prova di notte oscura in cui Giobbe viene privato di ogni cosa, compresi gli affetti, ecco la fede e la preghiera del giusto:

Nudo uscii dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerò.

Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,

sia benedetto il nome del Signore” (Gb 1, 21)

 

11.  Di quanti paludamenti l’immagine di Dio è stata rivestita!…I nostri timori, sistemi, progetti, ambizioni e ignoranze…Dio non può risultare la soluzione magica di ciò che umanamente è “impossibile”.

  1. Abbracciamo finalmente l’avventura più bella, quella della fede, come Abramo, come i grandi uomini di Dio, come Maria e Giuseppe, come i discepoli che “hanno lasciato tutto per seguirlo”. La fede sarà un gesto così pienamente umano e divino insieme che sarà totalizzante: spiccare il grande salto nel vuoto della notte oscura, abbandonandosi nel “Totalmente Altro”, nella fede resa pura da quella stessa notte dei sensi di cui ben parla S. Giovanni della Croce.

  2. Questo l’invito: buttarsi nell’oceano del Mistero, “perdendosi” per ritrovarsi nell’Uno, nel Vero, nel Bene, nel Bello…quel Bello capace di trasfigurare il mondo e di averlo salvato.

Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà. Chi perderà la propria vita – per causa mia – la troverà”.

 

  1. Chi è Dio? Qual è l’esperianza di Lui?

Egli è l’Altissimo e il più Profondo, l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine, l’Oriente e l’Occidente; è il Veniente e l’Atteso, il Fascino, lo spavento, il dramma e la gioia, annientamento e stupore.

Egli è Oceano di pace da cui nasce e germoglia ogni fiore.

  1. il vero Dio – il Dio della Rivelazione – non è un Dio che aliena, ma Colui che rende adulti, maturi e liberi gli uomini di ogni tempo.

 

  1. Ecco il perché – ancora in germe – di un luogo tangibile e splendidamente umano, capace di accogliere i desideri, le speranze, i tempi umani con  preghiere, momenti di fraternità cristiana, catechesi serali, pace silenzio e quiete dell’anima per coloro che cercano di sperimentare il Mistero di Dio.

  2. Venite in disparte in un luogo solitario e riposatevi un po’” (Mc 6,31). “Restate qui e vegliate con me. Lo spirito è pronto ma la carne è debole” (Mt 26,28): questo invito di Gesù, di mettersi in disparte a riposarsi e restare in un luogo solitario a vegliare e pregare diviene il motivo fondante della spiritualità della casa. La cura e l’amore per la vita interiore diverranno fermento di una umanità riconciliata con il suo Signore e testimonianza del comando del Cristo:

  3. pregate incessantemente, sempre e senza stancarvi mai”. (1 Ts 5, 17) “Ecco sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da Lui, cenerò con lui ed egli con Me”. (Ap 3, 20). Questi quattro importanti passi biblici siano ben visibili nella casa, ricordandone la spiritualità.

 

 

  1. L’ambiente della casa Tabor sarà poveramente evangelico: tutto di quel luogo dovrà condurre a Dio. Occorre che allora Lo si guardi e Lo si contempli molto. Chi è veramente libero? Il credente: uno che, credendo, comprende; colui che, vivendo, vive di Dio, della Sua Parola e dei sacramenti. Sa di muoversi nella fedeltà dello Spirito…Quando l’anima trova Dio, comprende solo allora di essere stata trovata perché più volte cercata, e trova Tutto.

  2. Nella casa ci sia lo stretto indispensabile, una cucinetta per eventuali forestieri, stanze di accoglienza per eventuali riunioni e momenti di preghiera e stanze per il riposo allestite con letti. I gruppi che stanno nascendo in oratorio (in particolare gli scout, la schola gregoriana), troveranno luogo e tempi per una giusta esperienza.

  3. Sia allestita in una stanza una cappella per l’incontro con Gesù, dedicata al Sacro Cuore, fonte inesauribile di amore per tutti i suoi figli. Aperta dal mattino alla sera, questa cappellina possa accogliere ogni pellegrino che lì cerca, nel silenzio, di stare con Gesù.

  4. La sistemazione della casa della parrocchia, in cui viveva il parroco della Breda Libera, richiede l’impegno di essere seguita, per quanto possibile. Si propone l’utilizzo della stessa attraverso la presenza di gruppi già impegnati a vivere serate e/o giornate di preghiera e di ritiro spirituale. Penso, ad esempio, al gruppo dei giovani che ogni giovedì dalle 21 alle 22.30 circa si trovano con me per la catechesi; ancora penso alla fraternità francescana, presente a Verolanuova: l’ambiente della casa Tabor sia per loro un valido strumento e la loro preghiera vissuta la domenica sera sia un valido punto di riferimento a coloro che vorranno unirsi, di volta in volta.

  5. l’invito di Gesù di “adorare in spirito e verità” trovi conferma nella comunità parrocchiale con una vita di forte catechesi, liturgia e carità pastorale. Sia la casa Tabor uno strumento di comunione (comune-unione), dove sia visibile la “bellezza e la soavità dello stare insieme come fratelli”.

  6. Sia anche punto di riferimento per ogni persona non solo delle parrocchie limitrofe a Verolanuova, ma per tutti coloro che cercano un luogo di contemplazione che possa accogliere anche per la notte, concordando previamente col sacerdote responsabile e curatore del progetto. Non ci sia alcuna raccolta di denaro, se non un’offerta data liberamente da coloro che, eventualmente, richiedono l’ospitalità di qualche giornata nella casa. Tale offerta resti al Tabor per le spese di manutenzione o al parroco reggente di Verolanuova: a sua discrezione venga usato quel denaro.

  7.  Il mondo giovanile, ricco di attese e di risorse, trovi nel piccolo centro di spiritualità, il tempo e lo spazio di incontro con Dio, stando con Lui, in disparte. Trovi ogni persona il luogo significativo di silenzio, educativo alla fede cristiana del Dio che, nascondendosi, si rivela. Trovi ognuno l’opportunità di un tempo sincero di rapporto con Dio.

  8. Il silenzio sia la voce di Dio.

Il silenzio costruisca le mura della casa.

Il silenzio diventi il canto del cuore umano innamorato verso il suo Dio.

 

  1. La casa sia sempre sotto la responsabilità ultima del parroco di Verolanuova; egli ne potrà disporre secondo fini e progetti, necessità e bisogni. Per il tempo che mi è dato di collaborare come vicario parrocchiale, mi sono impegnato alla sistemazione essenziale e adeguamento della casa attigua alla Chiesa della Breda Libera, di proprietà della parrocchia di Verolanuova, avendo trovato persone competenti  che, gratuitamente, presteranno del proprio lavoro per l’adeguamento della stessa. Il sottoscritto si impegna all’attivazione e piccola animazione della casa, senza interferire all’attuale servizio di curato dell’oratorio di Verolanuova.

  2. Si abbia cura, per quanto si riesca durante la settimana, nel garantire la presenza del sacerdote responsabile, sia per la preghiera che egli già compie e che vivrebbe aprendola ad altri, sia per l’eventuale direzione spirituale e/o confessione. Tutto questo venga svolto senza intralciare impegni e responsabilità già esistenti. La cappella sita nella casa e indipendente da essa resti aperta dal mattino alla sera; abbia al suo interno poco, se non qualche sgabello per inginocchiarsi o sedersi, insieme a qualche libro di preghiera (liturgia delle ore, vita di santi…).

  3. La terra Verolese e della bassa bresciana risulta ricca di santi e figure di alta e profonda spiritualità.

Siano protettori e veri benefattori spirituali uomini e donne quali la beata Paola Gambara, il beato don Tadini, il vescovo G. Gaggia, il sacerdote Primo Mazzolari, la beata Stefana Quinzani, il Beato padre Giovanni Piamarta…

La cappella del Tabor potrà essere affidata all’intercessione, oltre che della Beata Vergine Maria, al beato PierGiorgio Frassati.

Le stanze del Tabor saranno loro dedicate. La loro vita e spiritualità sia fatta conoscere.

 

  1. Alcune riflessioni sulle “costanti” dell’orazione.

O Dio tu sei il mio Dio,

all’aurora ti cerco, di Te ha sete l’anima mia,

a Te anela la mia carne,

come terra deserta, arida, senz’acqua

 

·         Quando diciamo “orazione” intendiamo un personale contatto con Dio che ci ama; un procedere nell’intersoggettività intima e profonda in e con il Signore che si offre a noi come compagno di vita.

·         A livello spirituale, l’uomo è, secondo il pensiero di S. Agostino, una saetta scagliata verso un universo (Dio), cioè il centro di gravità che esercita su di lui un’attrazione irresistibile: più si ama Dio, più lo si vorrebbe amare. Orazione è dire a Dio: ti voglio bene.

·         L’orazione è vita, e la vita è semplice – non facile – coerente. Quanto meno si prega, tanto meno Dio ha senso; e quanto meno significato ha Dio, tanto meno si ricorre a Lui. Eccoci presi nella spirale della morte spirituale. Se per lungo tempo si trascura di pregare, Dio finisce per “morire”: non in se stesso, perché è per essenza il Vivente, Eterno e immortale, ma nel cuore dell’uomo. Dio “muore” come una pianta rinsecchita che si è trascurato di bagnare.

  1.  per fede (Mosè) lasciò l’Egitto, senza temere l’ira del re; rimase infatti saldo, come se vedesse l’invisibile” (Eb 11, 27).

Nel suo piccolo e nella sua modestia la casa sia una palestra di preghiera, permettendo a chi vi trascorrerà qualche ora, di trovarsi a tu per tu con Dio e con i fratelli.

  1.  La sera, al mattino e a mezzogiorno narrerò e annuncerò, ed egli ascolterà la mia voce” (Ps 54, 19).

La proposta del piccolo centro Tabor sia resa nota, una volta sistemata, sia alle congreghe zonali che alla macrozona diocesana della bassa centrale, orientale e occidentale. Potrà essere ben utilizzata per gli incontri di spiritualità dei giovani, promossi dalla diocesi e animati dalle parrocchie  e oratori.

Secondo le normali vie di comunicazione, sia fatta conoscere anche in internet, con una pagina sul sito della parrocchia di Verolanuova.

 

  1. Siano proposte anche alcune feste al fine di raccogliere fondi per la sistemazione e la conduzione della casa.

  2. La devozione al Sacro Cuore di Gesù è antica quanto la chiesa che è nata dal cuore trafitto del Redentore (cf Haurietis aquas, n. 39). Il Signore per donarci il suo immenso amore, non solo si è fatto uomo, ma ha patito ed è morto per noi sulla croce, versando sangue dalla ferita del suo cuore. Quando i primi cristiani baciavano il costato di Gesù, come non potevano rivolgere un pensiero a quel Cuore che aveva amato ogni uomo e donna? “Venite a Me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò…Imparate da Me che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime” (Mt 11, 28-29).

  3. Il desiderio di vita interiore portò anime elette a entrare oltre la piaga del costato di Gesù, fino a scoprire il Cuore, trafitto d’amore. Padre Tessarolo scj, storico della devozione e della teologia del Sacro Cuore, afferma che, con tutta probabilità Giovanni di Ravenna, vescovo di Fécamp in Francia, morto nel 1078, fu il primo ad associare queste due idee: Cuore ferito e Amore redentore, in modo da vedere proprio nel cuore di Gesù il simbolo di tutto il suo Amore. Così dopo di lui sorgono figure spirituali attorno al Cuore di Gesù.

  4. Nel Medioevo S. Bernardo di Chiaravalle, Guglielmo di Saint Thierry, Riccardo di S. Vittore, S. Francesco d’Assisi; più tardi S. Matilde, S. Geltrude, S. Antonio di Padova, S. Bonaventura; il Ven. Giovanni Taulero, il beato Enrico Susone e S. Bernardino da Siena, i quali parlano del Cuore di Cristo come di un rifugio, un riparo offerto al povero cuore degli uomini. Santa Lutgarda, S. Angela da Foligno, S. Margherita da Cortona, S. Caterina da Siena insistono sulla necessità di comprendere sempre più quel Cuore per conformare la propria vita a quella del Maestro Divino.

  5. Dal secolo XVI la devozione al Sacro Cuore corre come fiume sotterraneo per fecondare la spiritualità cattolica, e affiora nel Ven. Lodovico Blosio, in S. Ignazio di Loyola, S. Pietro Canisio, S. Francesco Borgia, nel Ven. Luigi da Granata, in S. Teresa d’Avila e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, spingendoli alle vette della perfezione.

  6. S. Pio X promosse la consacrazione delle famiglie al S. Cuore; Benedetto XV emanò tre documenti pontifici per diffondere il culto al S. Cuore ed elevò all’onore degli altari la B. Margherita Maria Alacoque, alla quale eresse pure un altare nella Basilica Vaticana. Pio XI, il papa della Conciliazione, il 5 maggio 1926 con l’enciclica Miserentissimus Redemptor si ricollega al magistero di Leone XIII e indica i fondamenti e la finalità della devozione verso il Sacro Cuore, soprattutto insistendo sulla riparazione all’Amore offeso.

  7. La devozione al Sacro Cuore di Gesù rivolge ai fedeli un duplice invito: anzitutto conoscere Cristo in profondità, intimamente. Infatti, come ci ricorda Paolo VI: quando col catechismo in mano si arriva a dire che Gesù è Figlio di Dio, bisogna andare avanti, esplorare intimamente e giungere fino in fondo perché Dio è amore.

In secondo luogo non basta una religione esteriore, fatta di pratiche, magari frettolose.

 

  1. Le promesse del Sacro Cuore di Gesù, secondo gli scritti dell’apostola del S. Cuore: Margherita Maria Alacoque:

    1. Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato

    2. Metterò la pace nelle loro famiglie

    3. Li consolerò in tutte le loro afflizioni

    4. Sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte

    5. Spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese

    6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l’oceano della misericordia

    7. le anime tiepide diverranno fervorose

    8. Le anime fervorose s’innalzeranno rapidamente a grande perfezione

    9. benedirò le case dove l’immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata

    10. darò ai sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti

    11. Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non sarà mai cancellato

 

  1. Mi accompagni La Beata Vergine Maria, Regina degli apostoli e madre del Buon Consiglio.

 

  1. Benedetto il Dio nostro in ogni tempo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Re celeste Paraclito, Spirito di verità, tu che ovunque sei e tutto riempi, tesoro dei beni ed elargitore di vita, vieni e poni in noi la tua dimora, purificaci da ogni macchia e salva, o buono, le nostre anime.

Santo Dio, Santo fedele, Santo immortale, abbi pietà di noi.

Noi siamo tuo popolo e gregge del tuo pascolo.

Io sono tuo.

 

  don Valentino Picozzi                   

 

il Vescovo di Brescia
mons. Giulio Sanguineti

 

 

 


preghiamo!

 

 

 

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