Sant'Arcangelo Tadini

Canonizzato
il 26 Aprile 2009
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- COMPENDIUM
- VITAE, VIRTUTUM ac
MIRACULORUM
- necnon Actorum
- in CAUSA
CANONIZATIONIS
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- BEATI
- ARCANGELI TADINI
- SACERDOTIS
DIOECESANI
- FUNDATORIS
- CONGREGATIONIS
SORORUM OPERARIARUM A S. DOMO NAZARETANA
- (1846-1912)
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- E TABULARIO
- CONGREGATIONIS DE
CAUSIS SANCTORUM
- MMVIII
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- BEATO
ARCANGELO TADINI
- SACERDOTE DIOCESANO
- FONDATORE DELLA
CONGREGAZIONE DELLE SUORE OPERAIE
- DELLA SANTA CASA DI
NAZARETH
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- Nel prossimo Concistoro gli Em.mi Padri Cardinali, i
Patriarchi, gli Arcivescovi, i Vescovi e quanti hanno diritto a parteciparvi, saranno
chiamati ad esprimere il loro voto in merito alla canonizzazione del Beato Arcangelo
Tadini, Sacerdote della Diocesi di Brescia.
- A questo
scopo, secondo la prassi, si presenta un breve compendio della vita, delle opere e delle
virtù dello stesso Beato, oltre alliter della Causa di canonizzazione.
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- I
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- VITA E OPERE
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- 1. Formazione
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- Arcangelo Tadini nacque il 12 ottobre 1846 a Verolanuova
nella Diocesi di Brescia, ultimo di undici fratelli nati dai due matrimoni di Pietro
Tadini con Giulia e Antonia Gadola.
- Venne battezzato una settimana dopo la nascita, il 18 ottobre
1846, e ricevette il sacramento della Cresima alletà di nove anni, il 14 maggio
1855.
- A Verolanuova frequentò le scuole elementari con molta
lode, lasciando fondata speranza di ottima riuscita nel suo futuro.
- Nella normalità della fanciullezza si distinse per la sua
serietà, pur amando il gioco. In casa era obbediente, semplice e schietto, molto
affezionato ai genitori per i quali nutriva grande stima e venerazione.
- Terminati gli studi elementari, Arcangelo passò al Collegio
di Lovere per il ginnasio e liceo. Il padre Pietro lo sognava avvocato e lui, a sua volta,
vagheggiava una carriera da ingegnere; ma Cristo lo volle per sé per farne suo ministro,
apostolo del mondo del lavoro e zelante propulsore della famiglia cristiana.
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- 2. Sacerdote
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- Nel 1865, alletà di 19 anni, il Beato, pur provato da
una salute cagionevole, rispose alla chiamata del Signore ed entrò nel Seminario
diocesano di Brescia per gli studi filosofici e teologici, distinguendosi per pietà e
profitto.
- Don Arcangelo ricevette a Brescia, gli Ordini Minori il 13
dicembre 1868 e il Suddiaconato il 19 dicembre 1868, il Diaconato a Padova l1l
giugno 1870 e lOrdinazione sacerdotale a Trento il 19 giugno 1870.
- Celebrò la prima Messa a Verolanuova nella prepositurale di
S. Lorenzo. Fu un prete intransigente, atteggiamento che si
inquadrava nella tradizione dei cattolici bresciani. Fu luomo del sacro che nella vita attualizzava il
sacrificio di Cristo e, come buon pastore, dava la vita per il suo gregge correndo alla
ricerca della pecorella smarrita: in poche parole fu uomo di Dio e uomo per gli altri.
- Il Tadini visse il suo sacerdozio come dono, spezzando anche
il pane della cultura nelle scuole elementari rurali di Lodrino (1871-1873) e della Noce
(1873-1885), luoghi dove prodigò i primi quindici anni del suo ministero.
- Fin dallinizio, ebbe viva la coscienza che il
principale suo dovere dovesse essere la predicazione: lannuncio della Fede
attraverso la Parola.
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- 3. Parroco
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- Alletà di 39 anni, don Arcangelo Tadini arrivò a
Botticino Sera prima come vicario cooperatore, poi come economo spirituale. Il 22 marzo
1887 venne nominato parroco di questa comunità cristiana, avendo già assunto tutte
le funzioni ministeriali con zelo e soddisfazione della popolazione.
- Durante il suo ministero parrocchiale il Beato si adoperò
instancabilmente per edificare una comunità cristiana impegnandosi nella fioritura di
molte iniziative. Queste si espressero nelle forme più diverse, dalle più
tradizionali, quali gli oratori, le Figlie di Maria, le varie Confraternite,
le Compagnie del Rosario, delle Anime del Purgatorio, della Congregazione del Santissimo
Sacramento, il TerzOrdine Francescano ecc..., alle più innovative,
quali il rinascere e il fiorire della Compagnia di SantAngela, lo zelo per la Liturgia,
il canto sacro ecc. ... Infine le opere tipicamente a sfondo sociale, ma vissute in
chiave pastorale, quali la Scuola di canto maschile, la banda musicale, la società
operaia cattolica di Mutuo Soccorso, il progetto di una linea tramviaria per collegare
Botticino alla città di Brescia, limpianto filandiero con annesso convitto per dare
lavoro alle giovani del paese e dei dintorni.
- Unattenzione peculiare nella pastorale del Beato fu la
famiglia: egli era convinto che, se si voleva una società sana, si doveva curare la
famiglia; se si volevano genitori esemplari, si doveva dare esemplarità di vita
cristiana già ai bambini, agli adolescenti e ai giovani.
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- 4. Fondatore
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- Il Tadini sentì il bisogno di affidare le giovani
lavoratrici della filanda alle cure di persone carismatiche e per vocazione e per
genuina freschezza interiore. Alcune sue parrocchiane, già Figlie di
SantAngela e operaie filandiere: così allinizio del 1900 con quattro
aspiranti il Beato poté iniziare la sua Opera, la Congregazione delle Suore Operaie.
- Cosciente dellintuizione dello Spirito, dirà più
tardi alle sue figlie spirituali: Primo vostro impegno deve essere di continuare a
far fiorire questOpera incominciata nel principio del secolo ventesimo consacrandola
alla Sacra Famiglia.... Ecco allora la denominazione della nuova Istituzione:
Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth approvata ad experimentum nel
1902 dal vescovo di Brescia e riconosciuta ufficialmente a livello diocesano nel 1931. Dal
1962 la Congregazione è di diritto pontificio. Da allora la Congregazione, è fiorita nei
diversi continenti: Europa, Africa e America.
- Il titolo della nuova Istituzione dice non solo la devozione
del Padre fondatore alla sacra Famiglia, ma anche il suo intento di formare un gruppo di
persone che vivano insieme con spirito di famiglia, di semplicità, di accoglienza e di
condivisione dei beni materiali e spirituali.
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- 5. Il carisma della Suore operaie
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- Il carisma
delle Suore operaie emerge da vari documenti del fondatore. La presenza della suora operaia in fabbrica (setifici, i
lanifici, i laboratori di stoffe, i cotonifici) è chiara testimonianza di alcuni
principi: che Dio non va escluso dal mondo del lavoro; che il lavoro è luogo di
incontro tra uomini di diverse classi e di interazione tra valori materiali e spirituali,
redimendolo dallegoismo, che lo rende maledizione per molti e occasione di profitto
per pochi; che vi è un apostolato da svolgere anche nel settore del lavoro, a vantaggio
dei più deboli, come le donne operaie, minacciate nella loro dignità di persone e di
donne.
- I doveri della suora al lavoro sono: amare il lavoro perché
è momento di redenzione e di santificazione, di carità e di esercizio
dellintelligenza e mezzo di sostentamento delluomo; sacrificarsi per le
operaie, onde educarle con lesempio e la parola perché la suora, oltre ad avere
una vita buona, dovrà essa stessa istruirsi.
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- 6. La morte
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- Il 21 marzo 1912 il Tadini
celebrò solennemente il 25° di parrochiato. Fu, in effetti, il suo testamento pubblico
prima della morte, che sentiva vicina. Nellomelia affermò: Io non vivrò
ancora molto. E non ho nulla da lasciare a Botticino in ricordo. Ma vi è una cosa che
vivrà dopo di me e che lascio a voi: mi sono sacrificato per dare il pane ai miei
parrocchiani, fabbricando a stento e con grandi fatiche la filanda affinché le figliuole
non uscissero di paese con loro pericolo. Ma questo non bastava perché lopera
fosse compiuta. Ed ecco anime generose che abbandonano la famiglia e ciò che hanno di
più caro per seguire la voce di Dio che le chiama a mettersi tra le operaie, a lavorare
con loro, procurando con il buon esempio di essere di stimolo a far amare il lavoro e a
non maledirlo. Se tutto ciò continuerà nel timore di Dio e nella fedeltà
allopera, allora le difficoltà saranno, con laiuto di Dio, superate,
altrimenti io pregherò il Signore che tutto si sciolga.
- Il Beato,
ormai ridotto in carrozzella per una paralisi progressiva, mentre celebrava la messa il
12 maggio 1912 si sentì male. Il 13 maggio ricevette la comunione e lunzione dal
suo confessore. Morì il 20 maggio 1912 e le sue esequie vennero celebrate il 21
maggio, compianto da tutta la popolazione. Il Cittadino di Brescia ne diede
notizia con un necrologio, ricordando il suo impegno parrocchiale, la sua austerità e
sacrificio, la sua malattia.
-
- II
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- LE VIRTÙ
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- Ricco di pregi umani, nonostante una certa fragilità fisica,
e dotato di carattere rigido e battagliero, Don Arcangelo si lasciò condurre
docilmente dalla grazia, sempre fiducioso nellaiuto del Signore.
- Vigoroso stimolo alla perfezione ed allazione
caritativa fu la sua costante preghiera e la continua attenzione alla presenza di Dio. E
tutta questa sua esperienza venne tradotta in norme ascetiche, trasmesse alla
congregazione religiosa da lui fondata. Una profonda pietà eucaristica ed una tenera
devozione alla Vergine ne contrassegnavano la spiritualità. Lamore verso il
Cristo lo spingeva ad amare Maria, così lamore di Maria lo spingeva verso Gesù.
- È stato sottolineato come lintensa attività che
caratterizzò la vita del Servo di Dio si sia svolta nel quadro di unesistenza
modesta ed in perfetta linearità, senza nulla di altisonante, interamente orientata
verso la santità.
- La sua fiducia nella Provvidenza non venne mai meno. Davanti
a situazioni umane disperate, quale il pignoramento dei mobili della canonica, davanti
alle maldicenze, non pronunziò una parola contro: Tutto ciò che Dio vuole è
bene e sommo bene.
- Si è dimostrato sempre obbedientissimo verso i suoi
superiori, anche quando lobbedienza gli ha chiesto il sacrificio della sua Opera.
Come Abramo, accetta il sacrificio della propria creatura e scrive alla Congregazione dei
Religiosi:Per mio conto non metto nessuna condizione alle decisioni della Santa
Sede; e, riaffermando la fiducia nei suoi superiori:sicuro che tutto sarà disposto
a bene mio e dellistituto.
- La sua umiltà gli fa dire che
il fondatore della sua opera è soltanto il Signore: Sì, ad onta dei miei
spropositi, Dio lha voluta, la guida, la perfeziona, la conduce al suo
termine. Riconosce la bontà dellopera, ma non si attribuisce nessun merito.
- La sua fede rocciosa, la sua carità operosa esprimono la sua
intima e costante unione con Dio.
- Va anche evidenziato che la sua formazione umana venne
arricchita da un intenso lavorio spirituale sotto linflusso della grazia. Ciò
condusse Don Arcangelo ad ispirare ogni atto della sua vita al principio soprannaturale
della fede, che fu sempre il movente della sua esistenza, in un continuo anelito verso la
santità ed in una generosa azione apostolica a beneficio materiale e spirituale di tanti
fratelli bisognosi e di tante anime consacrate.
- Egli mise infatti la sua cultura al servizio della
evangelizzazione, convinto che il Vangelo possiede la capacità di forgiare
lesistenza individuale e di plasmare il tessuto sociale.
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- III
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- ITER DELLA CAUSA
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- a) In vista della beatificazione
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- Il Processo Ordinario Informativo iniziò nella Diocesi di
Brescia nel 1960 e si concluse nel 1964.
- Nel 1996, da aprile a maggio si svolse linchiesta
diocesana per lesame di un presunto miracolo attribuito allintercessione del
Servo di Dio don Arcangelo Tadini.
- Nel dicembre del 1998 la Consulta medica ha approvato
allunanimità il miracolo attribuito alla intercessione del Tadini,
- Il 21 dicembre 1998 il Santo Padre Giovanni Paolo II ha
riconosciuto leroicità delle virtù del Servo di Dio.
- Il 23 marzo il Congresso dei Teologi ha espresso voto
positivo sul miracolo.
- Il 18 maggio 1999 lOrdinaria dei Cardinali e Vescovi
giudicò come vero miracolo lasserito caso prodigioso.
- Il 21 giugno 1999 il Santo Padre Giovanni Paolo II promulgò
il decreto sul miracolo del Servo di Dio Arcangelo Tadini.
- Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II celebrò il rito della
beatificazione il 3 ottobre 1999.
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- b) In vista della canonizzazione
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- Per la canonizzazione è stata presentata alla Congregazione
per le Cause del Santi la inspiegabile risoluzione spontanea e duratura da
sterilità di coppia multifattoriale, perdurante da 4 anni di due giovani
coniugi.
- Linchiesta diocesana è stata celebrata nella diocesi
di Brescia dal 16 giugno al 16 luglio 2006.
- Nella seduta del 15 novembre 2007 la Consulta medica del
Dicastero ha riconosciuto allunanimità levento inspiegabile
scientificamente.
- Il caso è stato esaminato con esito positivo dai Consultori
Teologi il 22 aprile 2008 e dai Cardinali e Vescovi il 28 ottobre successivo.
- Sua Santità Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione
delle Cause dei Santi a promulgare il decreto sul miracolo il 6 dicembre 2008.
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- IV
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- LITTERAE APOSTOLICAE
- de peracta
beatjficatione
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- IOANNES PAULUS PP. II
- ad perpetuam rei memoriam
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- «Perindignus presbyter sum Sanctae Dei Ecclesiae eiusque
pauper legatus: omnis scientia mea Cmx est et omnis fortitudo mea stola». His sane verbis
presbyter Archangelus Tadini humilitatem ostendebat ingentemque fiduciam in Iesu cruci
affixo, hominis redemptore. Ipse quidem, verus Domini Iesu discipulus et amicus, pastor
exstitit animarum omnino intentus voluntati Dei, necessitatibus spiritalibus suae gentis
nec non socialibus sui temporis difficultatibus. Hic dignus Ecclesiae minister in urbe
vulgo Verolanuova, ex dioecesi Brixiensi, die XII mensis Octobris anno MDCCCXLVI
a christianis parentibus natus est, et aliquot post dies in paroecia natali baptismali
aqua ablutus. Infinna affectus valetudine, peculiari sollicitudine et cantate a matre
Antonia Gadola est custoditus. Rudimenta litterarum ibidem didicit, deinde in urbe Lovere
studia perrexit. Pater eius, Petrus Iosephus Tadini, volebat eum advocatum; ipse vero
munus fabri aedium cupiebat; Dominus tandem ut suum ministrum vocavit. Seminarium
Brixiense ingressus est, ubi comitate, morum probitate et pietate sibi omnium
aestimationem conciliavit. Tridenti die XIX mensis lunii anno MDCCCLXX presbyteratus
ordine insignitus, sacrum explicavit diversis in locis ministerium et in oppido vulgo Botticino
Sera archipresbyter-parochus est constitutus. Ardenti pastorali studio varia obivit
munera pro pueris, iuvenibus, adultis, infirmis. De pauperibus et operariis singularem
adhibuit curam, pro quorum humano et christiano progressu, licet gravia oppetens
incommoda, vires profudit.
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- Omnibus iugiter adfuit et gaudia aerumnasque participavit.
Proximi necessitatibus tractus, auxilium et solamen illi adeo ferebat ut aliquando quandam
provocaret asperitatem et popularem contemptum. Assiduus et efficax concionator exstitit,
quin tumido indulgeret sermoni. Quandoquidem a Deo missum sese profitebatur, aperte et
incunetanter integrum salutis nuntium ubique diffudit. Cum verbum Dei responsionem
obtineat in anima orantis, hac de causa Servus Dei, orationi deditus, miro fuit omnibus
exemplo.
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- Eius coniunetio cum Christo, pia divinorum mysteriorum actio,
fervens caritas, arduum asceticum studium fulcrum exstiterunt efficacitatis pastoralis
adeo ut communitas paroecialis vitam religiosam et socialem participaret. Socialem asserens renovationem, dignitatem laboris et defendit et
proclamavit, conferens ad validius verae humanae promotionis instrumentum reddendum.
Servus Dei femineum ingenium permagno habuit pretio; peculiari praeditus sensibilitate
erga mulieres operarias, pro eis haud parva promovit incepta: oratorium femineum
constituit, Societatem Sanctae Angelae Merici condidit, lanificii officinam aedificavit ut
puellis sanam laboris condicionem largiretur. Convictum quoque mensa et cubiculis
instructum exstruendum curavit; anno MCM fundavit Congregationem Sororum Operariarum a
Domo Nazarethana, quibus commisit munus significandi Dei praesentiam in ambitu laboris, et
vestigia Iesu divini opificis sequendi. Spiritales fihias his hortabatur verbis: «Probis
laboribus Verbum honorate, eiusque exempla sequimini». Deo, Ecclesiae et populo
inserviens, in universum mundum lumen profudit et caritatem Christi. Meritis onustus
famaque sanctitatis circumdatus die xx mensis Maii anno MCMXII obdormivit in Domino, post
quinque et viginti elapsos annos in paroeciali munere. Causa beatificationis et
canonizationis Brìxiae anno MCMLX est incohata. Servatis de iure servandis, die XXI
mensis Decembris anno MCMXCVIII declaravimus Servum Dei heroum in gradum virtutes
theologales, cardinales iisque adnexas exercuìsse. Die XX VIII mensis lunii hoc
anno Nobis coram Decretum prodiit de miraculo intercessioni eiusdem Servi Dei adscripto.
Deinde statuimus ut ritus beatificationis die III mensis Octobris hoc ipso anno Romae
celebraretur.
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- Hodie igitur
in foro ante Patriarchalem Vaticanam Basilicam inter Missarum sollemnia hanc ediximus
formulam:
- «Nos, vota Fratrum Nostrorum lacobi Cardinalìs Biffi,
Archiepiscopi Bononiensis, Arturi Luysterman, Episcopi Gandavensis, lulii Sanguineti,
Episcopi Brixiensis, Mauri Meacci, Abbatis Ordinarii Sublacensis, et Ottorini Petri
Alberti, Archiepiscopi Calaritani, nec non plurimorum aliorum Fratrum in episcopatu
multorumque christifidelium explentes, de Congregationis de Causis Sanctorum consulto,
Auctoritate Nostra Apostolica facultatem facimus ut Venerabiles Servi Dei Ferdinandus
Maria Baccilieri, Eduardus Ioannes Maria Poppe, Archangelus Tadini, Marianus ab Arce
Casali, Didacus Oddi et Nicolaus a Gesturi Beatorum nomine in posterum appellentur,
eorumque festum: Ferdinandi Mariae Baccilieri die prima lulii, Eduardi Ioannis Mariae
Poppe die decima lunii, Archangelì Tadini die vicesima prima Maii, Mariani ab Arce
Casali die trigesima Maii, Didaci Oddi die sexta lunii et Nicolai a Gesturi die octava
lunii in locis et modis iure statutis quotannis celebrari possit. In nomine Patris et
Filii et Spiritus Sancti».
Quae vero hisce Nostris Litteris edicta sunt et decreta, tam in praesens ea singula
valere et suam exserere vim volumus quam posterum in
tempus et rata firmaque perpetuo, contrariis quibusvis causis rebusque minime
obsistentibus.
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- Datum Romae, apud Sanctum Petrum, sub anulo Piscatoris, die
III mensis Octobris anno MCMXCIX, Pontificatus Nostri vicesimo primo.
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- De mandato Summi
Ponfificis
- ANGELUS card. SODANO
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- Loco Sigilli
- In Secret. Status tab., n. 45.322
- AAS XCIV [2002], pp. 604-606
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