"Cronaca: Bambini, adolescenti e giovani"
Ruolo della famiglia, della scuola e del territorio nella società mediatica
Atti del Seminario


ANGELO PRIMO CERVATI
Presidente Distretto Scolastico n° 43
Coordinatore Nazionale dei Distretti


 

Buongiorno a tutti. Non vi nascondo la mia soddisfazione nel constatare, questa mattina, di sabato, una presenza così numerosa.

Sono contento di accogliere autorità e insegnanti, a cui va il mio più cordiale saluto, ma sono oltremodo felice di avere qui, presenti, numerosi studenti delle scuole superiori del territorio e giovani e meno giovani impegnati in importanti testimonianze di servizio nel campo educativo. La loro partecipazione e il loro impegno sono anche una bella prospettiva in positivo e "un bel guardare" al nostro domani.

Un ringraziamento doveroso va all’Amministrazione Comunale di Verolanuova per l’immediata adesione all’iniziativa, per il supporto anche economico e per l’opportunità accordataci di utilizzare la Galleria del Palazzo Gambara, offrendo così testimonianza di un’attenzione rivolta non solo ai fatti sociali e culturali, ma anche alla bellezza artistica recuperata. Ringrazio il Sindaco dott. Stefano Dotti, gli assessori e i consiglieri del Comune, ma non posso dimenticare l’impegno profuso a nostro favore dal segretario comunale, dott. Basso Basset e di tutti i suoi collaboratori.

Saluto anche i colleghi del Coordinamento Nazionale dei Distretti Scolastici che mi fanno l’onore di essere presenti: con loro sono impegnato ad affrontare il difficile iter degli organi collegiali territoriali che, sembra quasi una maledizione, continuamente vengono rimessi in discussione.

Saluto anche i colleghi del Consiglio regionale dell’Associazione Genitori che sono qui presenti; con loro, per un’altra funzione e per la comune militanza, mi trovo a dover affrontare temi che riguardano sempre e comunque gli obiettivi che mi sono prefisso nella vita, la valorizzazione della famiglia, la difesa di chi è più debole, il supporto a chi ha più bisogno di noi.

IL NOSTRO CONVEGNO

Veniamo al nostro convegno: come è nato? Come Organo Collegiale il Distretto Scolastico si trova in una situazione di estrema difficoltà; non dico soltanto il Distretto di Verolanuova, che è una delle realtà che si è impegnata a portare avanti le iniziative in modo attento, ma gli organi collegiali in quanto tali. Il D.M. 233 del 1999 che proponeva una "soluzione" è stato sospeso ulteriormente dall’attuale Governo; il fatto è che non sappiamo più cosa possiamo fare e cosa non possiamo fare. Con i colleghi del Consiglio Distrettuale (mi sono sempre stati molto vicini sviluppando iniziative nel campo dell’aggiornamento e dell’orientamento scolastico, ma anche attraverso i Giochi della Gioventù), a febbraio del corrente anno ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso che "Se i distretti vanno a finire, non possiamo non lasciare una traccia tangibile che rappresenti lo spirito e la ratio con i quali si è lavorato guardando al domani".

Da tempo siamo impegnati sul tema della famiglia e del suo supporto. Nel nostro progetto abbiamo trovato naturale coinvolgere l’Associazione Genitori di Verolanuova e Verolavecchia (sezione locale dell’A.Ge). Questa Associazione, che non sempre è capita, non sempre appoggiata, ma comunque apprezzata per la costanza dell’impegno e del modo con cui si mette al servizio della comunità, naturalmente porta avanti quei valori, che prima il presidente Colla richiamava, citando quelle iniziative che servono veramente a essere di supporto alla famiglia.

Nelle comuni intenzioni, assieme abbiamo cercato e trovato una risposta alle nostre idee tramite una persona, anzi una famiglia, che ci ha fornito tutto il supporto, l’idea e la capacità professionale necessaria. Permettetemi l’inciso: di questo ringrazio il mio amico Nino e la signora Enza, i coniugi Sutera. Grazie.

Per portare avanti le cose, oltre all’aiuto e all’interessamento che abbiamo trovato da parte del Comune, della Provincia e del Provveditorato, abbiamo avuto adeguate collaborazioni anche d’ordine economico.

Una collaborazione molto importante ci è stata assicurata dall’Istituto Pascal, che è qui grandemente rappresentato, sia come presenza attiva rispetto ai temi che venivano proposti, sia come servizio a questo Convegno (le ragazze che vedete così carine, così graziose sono tutte studentesse, non sono professioniste, ma di certo sono decorosamente professionali).

Non posso non citare la collaborazione del prof. Tonino Zana per quanto riguarda la pubblicizzazione dell’iniziativa, della dott.ssa Marina De Vito per il collegamento con l’Università e di Massimo Calvi per la grafica. Essi sono stati oltremodo preziosi per la dedizione con la quale hanno offerto la loro disponibilità. Un ultimo grazie, ma doverosamente dovrebbe essere il primo, alla signora Caterina Lama: lavoriamo assieme da tanti anni e vi assicuro che è un piacere svolgere un'attività con chi dà sempre il meglio di sé. Grande merito della riuscita anche organizzativa di questo Seminario va ascritto a lei.

PARTECIPAZIONE . UN’ESIGENZA

Partiamo con il discorso del nostro Seminario. Ho sempre presente, quando affronto questi temi, tre riferimenti:

  1. Un passo sulla libertà scritto nel 1854 da John Stuar Mill, che vede nelle articolazioni di partecipazione "un ingrandimento della persona umana" e che "senza istituzioni locali e senza partecipazione alla vita delle persone, una nazione può darsi un governo libero, ma non lo spirito della libertà". È una pietra sulla quale occorre costruire, perché se non abbiamo questo senso della libertà, della tolleranza, del rapporto con gli altri e del servizio, probabilmente abbiamo in noi qualcosa che non funziona e di certo non si favorisce l’avanzamento della persona.
  2. Un altro riferimento: non va mortificata l’applicazione del "combinato disposto" fra l’art. 3 della nostra Costituzione, che parla della partecipazione e l’art. 5 della stessa, che parla del decentramento e dell’autonomia che vuole (per evitare di essere frainteso cito Luciano Corradini) - "accanto agli Enti istituzionali, Enti di servizio o aggregazioni di scopo, con finalità di rendere sempre più proficuo il sistema formativo: cioè sempre più efficace (non solo efficiente), perché più vicino, secondo una distanza ottimale, ai destinatari della società civile".
  3. Un rapporto del Censis riportante dei dati che fanno rilevare che tra gli italiani la fiducia nella scuola è bassissima, mentre l’indifferenza è altissima. In effetti dice: "Tenuta fuori dalla scuola, la società civile nel suo complesso manifesta bassa sensibilità verso le tematiche educative". È sempre un problema di partecipazione, è sempre un problema di coinvolgimento, è sempre un problema di servizio.

Quindi è chiaro che le istituzioni, a qualsiasi livello siano, devono comunque avere presente che non bisogna tagliare i ponti con la base, con chi vive la normalità di tutti i giorni, con chi ha bisogno, siano esse persone normali o svantaggiate, rispetto alle problematiche che si presentano a livello sociale, a livello fisico, a livello ambientale.

L’attenzione a questi temi si fa sempre più importante; se tutti assieme riusciremo a lavorare concordemente in queste direzioni, probabilmente riusciremo a costruire qualcosa di solido.

In questo momento noi ci troviamo davanti a tanti problemi con innovazioni e riforme abbozzate, a volte scarsamente condivise; ad esempio: i cicli scolastici (chi è addetto ai lavori vedo che alza subito le orecchie) sono la preoccupazione di questi giorni: "si parte, non si parte, ci saranno o non ci saranno modifiche, una situazione veramente di incertezza.

La stessa parità scolastica è un tema sul quale il dibattito è estremamente aperto: ognuno di noi ha la propria idea, però è chiaro che bisognerà trovare una sintesi capace di offrire una risposta.

Ho citato prima gli organi collegiali territoriali da riformare. Io come tanti altri "volontari" ho cercato, come dice il caro amico Giovanni Bisson, di tenere alta la lucerna della partecipazione del territorio intorno alla scuola e, il più delle volte "senza olio, controvento". Non credo in apparati che propongono che la scuola si esaurisca in un rapporto tra potere politico e potere tecnico. Potrà essere anche democratica, ma se non è pienamente partecipata mi fa tanto pensare alla curiosa preghiera composta da Tommaso Moro, prima che lo statista e umanista inglese del cinquecento venisse decapitato per non aver approvato lo scisma anglicano: "Signore – diceva – dammi una buona digestione, ma naturalmente, anche qualcosa da mangiare!".

Anche la stessa autonomia, pur essendo da tutti voluta, perché tutti sono d’accordo su di essa, desta interpretazioni variegate, a volte contrastanti, con riferimenti ideologici decisamente in contrapposizione.

È evidente che, davanti a un quadro di questo tipo, chiedere collaborazione è difficile, ma è comunque doveroso, è comunque necessario, è comunque indispensabile, altrimenti corriamo il rischio di perniciosi scivoloni, senza messaggi concreti.

L’ho detto prima, la valenza educativa è l’oggetto principe di questo seminario. Sono sicuro che, quando si parla dei nostri figli, non troviamo difficoltà ad essere d’accordo che quello è l’obiettivo. È quindi chiaro che in questa direzione noi ci siamo mossi. Ma non basta essere d’accordo nell’individuare gli obiettivi, occorre operare nel concreto facendo tesoro del passato, interpretando il presente, lavorando per il futuro; poiché il domani sarà quello che avremo lasciato "imparare" a chi, come ben ci ha fatto capire Abramo Lincoln, prenderà il nostro posto.

Ieri sera in biblioteca c’è stato un incontro per ricordare la figura del verolese Beato Don Arcangelo Tadini, portato all’onore degli altari due anni fa in una cerimonia che ci ha visti coinvolti come comunità. Negli interventi è uscito uno squarcio di quello che egli ci diceva sul tema della famiglia. Non lo conoscevo. Mi limito a leggere un piccolissimo brano: "Alcuni sospirano in tempi passati, vedono terribile l’avvenire, altri salutano la nuova era (siamo alla fine del 1800). Io sono d’avviso che sono le generazioni stesse che preparano i tempi. Il padre prepara i destini dei figli e i figli a loro volta formano i destini di quelli che verranno. Dunque, la società dipende dai padri e dalle madri, il presente racchiude in sé l’avvenire. Una mano al petto genitori, voi avete in mano la società, provvedete dunque all’avvenire dei figli. La natura e la grazia, la religione e la società, il cielo e la terra, gli uomini e Dio aspettano silenziorum l’opera vostra. Ricordatevi che i figli saranno come voi li vorrete e Dio concorrerà con minori o maggiori benedizioni in proporzione del vostro zelo nell’allevarli".

Parlavamo prima di Abramo Lincoln; un figlio della nostra terra ci dice questo; penso che il buon senso ci dica altrettanto, mi sembra quasi di essere banale nel ricordarlo, ma non tutti sembrano lavorare in questa direzione.

CRONACA: BAMBINI ADOLESCENTI E GIOVANI

Parlando prima dell’Associazione genitori, ho ricordato come la vivo da tanto tempo, come si tribola a far capire la sua validità, il fatto che i genitori si mettano assieme per affrontare le problematiche comuni, non per fare grosse rivoluzioni, ma per essere presenti e dire comunque la loro opinione, non per sostituirsi agli altri, ma per contribuire con altri a modificare e migliorare le situazioni. È evidente che, nel momento in cui abbiamo davanti questo quadro, l’oggetto del nostro Seminario penso cada come si suol dire a "fagiolo".

Entrando nel merito, io mi limiterò a lanciare alcuni flash; il seguito dei lavori farà emergere un minimo di convergenza, di analisi e di proposte. Cerco sempre almeno un minimo comune denominatore sui problemi emergenti, stiamo a vedere cosa succede.

Oggi grazie ai media, in tempo reale, siamo informati su tutto ciò che accade nel mondo, brutto o bello che sia. Entrano così nel nostro salotto o nella nostra cucina anche le azioni o gli avvenimenti più cruenti e/o di eccezionale efferatezza o crudeltà. Trasmettere tali notizie e informazioni ai bambini e agli adolescenti è la stessa cosa che trasmetterle agli adulti? O piuttosto c’è il concreto rischio di far nascere paure e "complessi" oppure, all’opposto, suscitare e stimolare elementi di emulazione? Allora, la censura? No, non sono d’accordo sulla censura. Prima Mantelli, parlando di questo. ha sottolineato molto bene qual è lo spirito che dovremmo avere rispetto a questo problema. A mio modo di vedere basta unicamente una cosa, l’ho detto prima, il buon senso. E’ evidente che ci sarà pure, però, una possibilità, un modo di fare informazione che non sia traumatico per i giovani e che addirittura possa essere formativo, senza far nascere in loro altre problematiche o peggio ancora fuorvianti patologie.

Oltre ai media, dai quali non si pretende un prioritario impegno formativo, nemmeno però – su tali argomenti – un’esclusiva attenzione al business, perché mi sembra altrettanto il giusto contrario, come possono e devono atteggiarsi in merito le famiglie e le scuole? Qual è il ruolo di mediazione che possono e devono assumere queste due fondamentali realtà? E il territorio – o meglio la comunità locale – in tutte le sue articolazioni, il territorio appunto dove vivono, crescono e si formano questi giovani deve limitarsi a un atteggiamento neutro? Che poi, a ben guardare, neutrale, asettico non può mai esserlo, perché ognuno di noi ha la sua testa, come ci ricorda Gioppino, la famosa maschera dei tre gozzi di Bergamo, con la frase "sento có, sento gràpe" (cento teste cento zucche).

Per tentare di dare una risposta a questi interrogativi e avviare una riflessione su questi problemi, abbiamo organizzato la tavola rotonda del pomeriggio, alla quale sono stati invitati, oltre agli esperti, anche gli esponenti dei vari settori coinvolti: dalla stampa alla televisione, dalla famiglia alla scuola, alle istituzioni, che, coordinati, come prima ho detto, dalla dott.ssa Enza Corrente Sutera, a cui rinnovo ancora i miei ringraziamenti, ci aiuteranno a riflettere insieme e ad individuare dei possibili percorsi utili, che ogni famiglia, ogni insegnante e ciascuno dei soggetti coinvolti potrà utilizzare e/o adattare alle singole specifiche e diverse situazioni.

Gli esperti che saranno al tavolo: ci aiuterà il dott. Domenico Barrilà, noto psicoterapeuta che abbiamo già avuto il piacere di apprezzare in alcune riunioni tenute ai genitori nella nostra comunità. Non sarà presente purtroppo la prof.ssa Besozzi, bloccata in Svizzera con un po’ di febbre e che ci ha fatto comunque pervenire, tramite la sua collaboratrice la dott.ssa De Vito, l’assicurazione che ci sarà una grande attenzione da parte dell’università per seguire l’evolversi di questo nostro Convegno e aiutarci a divulgarne gli atti.

Stiamo attendendo, e sta arrivando a Verolanuova, la dott.ssa Luisa Santolini, presidente del Forum delle famiglie, un personaggio, vi assicuro, di notevole spessore; se dovessi leggere il curriculum di questa signora, probabilmente all’una saremmo ancora qui. Saranno presenti, per i media, la dott.ssa Marina Corradi di "Avvenire", il dott. Piero Damosso, giornalista del TG1, responsabile per quanto concerne le tematiche riguardanti la scuola, che ho avuto il piacere di conoscere a un incontro a Roma di qualche giorno fa.

Non sarà presente invece il senatore Paolo Guzzanti: mi ha telefonato ieri e mi ha mandato cortesemente una e-mail: "Mi spiace disdire la mia partecipazione al vostro Convegno, causa un improvviso impegno parlamentare (è componente la Commissione Esteri, in questo momento le campane suonano in una certa direzione, penso che la presenza nella Commissione Esteri del Senato, ora sia oltremodo importante). Desidero comunque comunicarvi il mio totale appoggio e il mio sincero apprezzamento per un’iniziativa che esamina un tema così delicato e di estrema attualità. Sarò lieto di ricevere, se vorrete, un resoconto. Augurandomi di aver in futuro un’ulteriore possibilità di collaborazione, vi saluto cordialmente". Io devo ringraziarlo dell’attenzione che ha avuto nell’accettare e nel riconoscere la validità della nostra iniziativa.

Quando abbiamo individuato il dott. Guzzanti, senatore e giornalista, volevamo cogliere un tocco di brescianità. A questa non ho voluto rinunciare, per me era importante. Ho chiesto e ottenuto la cortesia dell’accettazione da parte del prof. Tonino Zana che, sappiamo tutti, di brescianità ne ha tanta. E poi è un "bassaiolo", quindi più di questo… e per me è il massimo: parteciperà ai lavori del pomeriggio.

Sarà presente anche il dott. Mauro Parolini, assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Brescia che potrà essere, ne sono sicuro, altrettanto utile e valido come lo è stato Mantelli stamattina.

Coordinerà il tutto la dott.ssa Enza Corrente Sutera che avrà il suo bel da fare. Mi auguro che la presenza vostra di oggi pomeriggio (so che sono in arrivo, sono annunciate altre presenze, il che mi fa oltremodo piacere) serva soprattutto a individuare forme e possibilità di intervento future. È chiaro che bisogna gettare le basi, seminare per vedere e raccogliere qualcosa.

Se il dibattito e le determinazioni di questo Seminario lo riterranno utile, ci dichiariamo senz’altro disponibili a promuovere degli incontri di servizio per l’elaborazione di impostazioni comuni intorno alle quali ottimizzare le risorse e modulare le sussidiarietà.

Non possiamo permetterci il lusso di lasciare al caso certe problematiche. Bisogna dare continuità allo studio di soluzioni comuni. Ecco, quello che chiedo con forza a tutti, a me in primis, è quello di essere il più semplici possibile. So bene che una dotta presentazione dà spessore culturale, ma se non è comprensibile per tutti, è veramente servita a tutti? Per me è importante che le cose vengano metabolizzate, altrimenti diventa estremamente difficile anche lavorare.

Di questo incontro noi stiamo registrando tutti gli interventi, abbiamo intenzione di pubblicare gli atti e darne la migliore divulgazione possibile con tutti gli strumenti che la tecnologia ci permette. Ecco, qui ci sono i ragazzi che mi diranno subito "internet": va tutto bene, ma io non so da che parte cominciare. Quindi sta anche a voi darmi una mano su questo tipo di lavoro. Quello che so è che a livello di tutta Italia, e non sto scherzando, le varie radio, le varie agenzie che abbiamo informato, ci stanno chiedendo questi atti perché l’argomento che stiamo affrontando, a quanto sembra, è veramente importante, è utile. Questi atti li metteremo a disposizione perché, ne sono convinto, se riusciremo a dare corpo alle idee, riusciremo a dare sostanza a ciò che ci ha motivato nell’organizzare questo incontro e cioè contribuire a promuovere e aiutare i nostri "eredi" che sono il domani di questo travagliato mondo. Solo se si riuscirà a sviluppare tolleranza, condivisione e amore, la vita sarà degna di essere vissuta. Ne sono più che convinto.

Vorrei terminare, sperando di non avervi annoiato, con una battuta. In casa mia si utilizzava normalmente e si utilizza ancora il dialetto, c’erano queste tre frasi che giravano sempre, lo dico in dialetto poi farò la traduzione simultanea: " Daga trà ai vecc, ‘mpara pö che ta pödet, ma ragiuna col tò có " (Dai ascolto ai vecchi, impara più che puoi, ma ragiona comunque con la tua testa). Beh, su questa strada ci sono, poi vediamo un po’ se riuscirò a trasmettere, insieme a voi, questa grande verità alle generazioni future.


 Ripresa pomeridiana

ANGELO PRIMO CERVATI

Devo dare un saluto che mi ha inviato il presidente della Commissione Cultura l’onorevole Ferdinando Adornato, che si impegna a darci una mano per eventuali future possibilità.

"Caro Cervati, impegni inderogabili non mi consentono di partecipare alla bella iniziativa che si svolge oggi a Verolanuova. Ti chiedo quindi di far pervenire a tutti i partecipanti e gli organizzatori i miei auguri di buon lavoro".

Mi è gradito salutare il primo presidente del Distretto Scolastico 43, il nostro maestro Rino Bonera, che a Verola è un’istituzione, ma per me è soprattutto il mio maestro: grazie. Non dico altre cose, lascio immediatamente lo spazio, saluto gli intervenuti e mi auguro che i relatori presenti riescano veramente a sintetizzare quello che noi stamattina abbiamo a grandi linee sottolineato. Lascio immediatamente la parola alla dott.ssa Sutera, che gestirà il tutto. Siamo nelle sue mani. Grazie.