"Cronaca:
Bambini, adolescenti e giovani"
Ruolo della famiglia, della scuola e
del territorio nella società mediatica
Atti del Seminario
ENZA CORRENTE SUTERA
Psicologa - Giornalista
Buon pomeriggio, permettetemi innanzitutto di esprimere sentimenti di grande simpatia per la vostra presenza. È una presenza numerosa e giovanile, e questo è, per chi si occupa di educazione, una grossa spinta e un grosso motivo di fiducia. Lattenzione e la presenza oggi significano certamente sensibilità al problema. Daltra parte il numero dei presenti convenuti sta a indicare che il problema è un problema reale, è un problema sentito. Oggi non basta più accontentarsi di analisi perché può essere soltanto del tempo sprecato, stamattina Cervati ce lo ricordava, se ci fermiamo soltanto lì. E io sono convinta che tutti noi che siamo presenti sentiamo di dover fare qualcosa nel nostro piccolo familiare, nel nostro sociale più grande, dove in qualche modo ci occupiamo di queste cose, vuoi perché siamo politici o perché siamo educatori, vuoi perché siamo insegnanti ecc. Questo incontro è stato voluto e rientra nello stile dellA.Ge. LA.Ge, Associazione genitori, da sempre è impegnata a stimolare al dibattito e ad agire sui temi più forti, o comunque sui temi indissolubilmente legati alleducazione. LA.Ge non si è mai arresa a indifferenza o sconfitte e non si è mai chiusa in posizioni arroccate. Stimolazioni positive o stimolazioni di eventi drammatici, come magari sta succedendo ultimamente, lhanno sempre spinta a impegnare le sue energie in questo campo coinvolgendo nelle sue azioni e nei suoi interventi, sia le istituzioni, che le realtà sensibili e attente; daltra parte, questo di oggi è proprio lesempio di quanto sto dicendo. Tutto questo, per trovare dei percorsi che qualifichino, migliorino e valorizzino il servizio. Stamattina Cervati raccontava anche il modo semplice in cui questa iniziativa è partita: quando allinizio dellestate il responsabile di questo distretto, nonché il rappresentante dellA.Ge, appunto il signor Cervati, mi chiese collaborazione nellelaborare lidea e il progetto di uniniziativa forte e attuale, nessuno di noi, vi assicuro, nessuno di noi, anchio che mi occupo a fondo di questi argomenti, nessuno di noi immaginava neppure lontanamente che un tema come questo fosse così penetrante da occupare le pagine dei quotidiani di questa mattina. Ed è passato qualche mese. Allora, questo incontro ha un significato particolare, nel senso che è stato pensato ed elaborato quando un forte clamore, suscitato da eventi di cronaca che hanno avuto come tragici protagonisti ragazzini, quasi bambini, ricordo Erika e Omar a Novi Ligure, ricordo Roberto, che assassina la sua compagna Monica a scuola, ricordo le tre ragazze di Chiavenna, ricordo i ragazzi dei sassi sul cavalcavia ecco, dicevo, quando questi eventi hanno scosso lopinione pubblica per più settimane, a quel punto, emerse un altro problema, di cui però, a livello di media, si parlò quasi niente, e questo problema fu: ma questi eventi, questa cronaca, fatemi usare un aggettivo brutto, questa cronaca così "disgraziata", che ricaduta ha sui nostri ragazzini? E noi che siamo lì nella quotidianità dellintervento educativo, perché siamo insegnanti piuttosto che genitori, cosa andiamo a dire a questi ragazzini? Noi vogliamo chiederci questo oggi e tentare di trovare una possibile soluzione. Certo, cè una "Carta di Treviso". Chi è tecnico della cosa sa che cosè la "Carta di Treviso" che tutela i minori; sono passati dieci anni, noi non vediamo più il volto del minore protagonista di queste storie tragiche in televisione, lo vediamo un po mimetizzato. Poi ci sono quegli altri problemi: noi bombardiamo comunque questi minori con film osé, con pubblicità equivoca, quasi al limite delloscenità, e per questo magari protestiamo, scriviamo ai giornali, spegniamo la televisione di corsa, ma noi non parliamo di questo oggi! Noi parliamo di quellaltra cosa, che non si può spegnere, perché è la cronaca; dellaltro pericolo più sottile e affrontabile con difficoltà; cioè quando è la cronaca, noi come facciamo a tutelare questi bambini, questi ragazzi, questi nostri figli, e ad attrezzarci per poterli difendere meglio? E poi ancora: è di ieri e di oggi la discussione sulla "libertà", tra virgolette, concessa sì o no ai ragazzi di Novi Ligure. La Tv ieri sera, e i quotidiani stamattina, si pongono il problema di cui noi oggi andiamo a discutere. Noi, molto semplicemente, come andiamo ai giustificare i nostri bambini, ai nostri ragazzini, un richiamo, una severa punizione, per un loro comportamento scorretto? Capite che noi, questo problema, ce lo dobbiamo porre! E poi, dopo l11 settembre, una cronaca terribile di proporzioni spaventose ci ha travolto; qualche giorno dopo tutti i giornali riportavano consigli e suggerimenti per genitori sgomenti davanti a tanto male, che non è più cronaca, ma è storia, da spiegare ai nostri figli. E forse, dopo l11 settembre, anche le nostre riflessioni prenderanno qui, oggi pomeriggio, qualche piega in questa direzione, non lo so! Non lo so: perchè è interessante sentire che cosa ci dicono quelli che sono seduti con me a questo tavolo, che già ringraziamo, che ci offriranno la loro competenza. Sono: la dott.ssa Luisa Santolini, che è presidente del Forum nazionale delle Associazioni familiari, che interverrà per la famiglia; poi il dott. Giuseppe Colosio, dirigente regionale che parlerà nella sua veste di dirigente scolastico. Per i media, la dott.ssa Marina Corradi, di "Avvenire", il dott. Piero Damosso, giornalista del Tg1 e il dott. Tonino Zana, giornalista che conoscete tutti nella vostra realtà; poi ci sarà la voce dellesperto; il dott. Barrilà, psicoterapeuta molto conosciuto in questa zona, che cercherà di darci anche una chiave scientifica del problema. Per una questione di tempi legati al fatto che alcuni dei nostri esperti vengono da lontano, e quindi hanno problemi di rientro, seguiremo una successione di interventi che non è rigorosamente quella che trovate sul depliant. Per prima darà la sua testimonianza la signora Santolini del Forum. |