Piazza Libertà
Nel portare la preziosa acqua funge da ornamento d'arredo urbano, elegantemente impreziosito da balaustre e da paracarri in pietra di Botticino Piazza Libertà dista dalla piazzetta della Basilica solo poche centinaia di metri. |
Dal passaggio "a volta si entra nel cuore civico di Verola. |
Sui pilastri d'ingresso a palazzo Gambara sono collocate le Statue di Marte e Pallade, ovvero forza e saggezza. Le statue sono attribuite a Santo Callegari, capostipite di quella straordinaria dinastia di scultori che opererà a Brescia fino all'inizio dell'800. I Callegari ebbero in Antonio il più fantasioso e geniale interprete del barocco bresciano. Le due statue hanno una presenza assai rilevante anche per i significati simbolici. Marte, sinonimo di guerra significava capacità di portare offesa, Pallade, uno dei vari nomignoli attribuiti ad Atena (la Minerva romana), era la protettrice delle scienze e dell'arte, ispiratrice di nobili imprese ma armata per saper difendere gli ideali che perseguiva. |
Palazzo Gambara
La costruzione del palazzo risale agli inizi del Cinquecento per iniziativa di Gianfrancesco e Brunoro Gambara. La costruzione proseguì con Nicolò Gambara (1538-1592) mentre non è stato possibile, sino ad oggi, conoscere quando e ad opera di chi sia avvenuto il completamento. Dai 1835 divenne di proprietà di Annamaria Ghisi, detta "La Rovettina" perché madre dello scrittore e commediografo Gerolamo Rovetta. Dal 1922 è sede del Municipio e della Biblioteca Civica. L'intemo è ricco di fastosi affreschi attribuiti in gran parte alla scuola del cremonese G. Battista Trotti detto il Malosso (1556-1611). Visitabile anche un'elegante galleria al primo piano ed il cui decorato soffitto ligneo è venuto alla luce e restaurato nel 1983. Con la Basilica è il monumento sempre maggiormente visitato da turisti italiani e stranieri.
Vale la pena confrontarlo con lo scenario proposto dalla tela nell'altare di San Carlo nella Basilica di San Lorenzo a Verolanuova. I suoi beccatelli smessa la loro funzione difensiva, si fanno ammirare quale elemento decorativo dei cornicioni che caratterizzano ancora tante architetture originali del '500 e del '600. |