L'Oratorio "Giacinto Gaggia" di Verolanuova   Angelino2.gif (996 byte)
                                                                                                        Quaresima Giovani 2002

Zona pastorale X - Verolanuova
 
 
 " Sentinelle del mattino "
Quaresima 2002
 
 
Spazi notturni di preghiera per i giovani 

9 marzo - Cadignano

"…la luce…" :
giovani, sentinelle del mattino

Gmg2002f.jpg (17507 byte)


Bene in vista, un’icona della Trasfigurazione o altra icona del Cristo. Immagini da distribuire alla fine.

Abitualmente la prima icona che dipinge un iconografo è quella della Trasfigurazione, "perché Cristo faccia splendere nel suo cuore la luce della sua gloria inaccessibile, come fece per gli apostoli". Poiché ha il compito di predicare attraverso l’immagine i misteri di Cristo, l’iconografo deve vivere la

Trasfigurazione come Pietro, Giacomo e Giovanni, esserne un testimone oculare, udire la Voce di Dio sul santo monte. Questa celebrazione ci aiuti ad accogliere dalla luce dell’icona l’immagine della Parola che Dio oggi rivolge a noi.

La visione di Dio

Dal Vangelo secondo Luca 9,23-36

23A tutti, diceva: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
 
24Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. 25Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?
 
26Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi.
 
27In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno prima di aver visto il regno di Dio".

28Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. 32Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: "Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia". Egli non sapeva quel che diceva. 34Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura. 35E dalla nube uscì una voce, che diceva: "Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo". 36Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

 

Otto giorni dopo, l’ottavo giorno:
è il giorno in cui si aprono gli occhi dei discepoli di Emmaus
allo spezzare del pane,
è il giorno della risurrezione,
è il giorno del suo "spiegare le Scritture"
è il giorno del Signore: l’OGGI di Dio
è la Domenica: è l’oggi eterno del cielo aperto sull’oggi terreno
del presepio a Betlemme, del battesimo al Giordano, del Calvario a Gerusalemme.
Il destino dei creato non è la "sfigurazione" e la morte,
ma la "trasfigurazione" e la vita: è l’OGGI della GLORIA di Dio.

Silenzio di contemplazione

Dalla prima lettera di Giovanni 3,1-2

Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!... Sappiamo che quando egli si sarà manifestato noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

Non è meravigliosa questa prospettiva? Lo vedremo, finalmente! E saremo come lui: rivestiti della sua gloria, luminosi della sua luce indicibile. Fermati e pensaci e rendi lode e di’ il tuo grazie.

Sul monte a pregare

Gesù prende con sé i tre discepoli e li conduce nello spazio segreto della sua comunione con il Padre.

Egli va a pregare sul monte: per eccellenza il luogo della preghiera, dell’elezione e della rivelazione.

E mentre pregava il suo volto cambiò d’aspetto, diventò "altro".

Il volto altro è la gloria di Dio nel suo splendore di bellezza e verità. Quel volto che Gesù indurirà per salire a Gerusalemme, dimostrando la fermezza della sua decisione nei compiere la volontà dei Padre.

Silenzio di contemplazione

Provo a sintetizzare le "esperienze" di preghiera che mi hanno illuminato, orientato, cambiato: come è avvenuto?

Mosè ed Elia

Gesù nella trasfigurazione si rivela il centro di tutto:
di Dio e dell’uomo, uniti in un’unica storia...
incredibile se non fosse testimoniata da Mosè ed Elia.
Essi parlavano dei suo "esodo":
il compimento a Gerusalemme.
Dicendo "esodo" si carica la morte di Gesù di tutto il significato della Pasqua.
Gesù è il nuovo Mosè per il nuovo esodo.
C’è una nuova manna: il pane spezzato.
C’è una nuova Legge : il volto de Figlio, obbediente per amore.

Silenzio di contemplazione

Rileggo il brano del vangelo: dimora sulla parola che sento più vera per me.

È bello per noi stare qui

La Trasfigurazione
è l’esperienza anticipata della resurrezione. Pietro e gli altri, da svegli,
contemplano Gesù che prega, vedono la sua trasfigurazione,
lo comprendono nel suo mistero: la Croce.
È quanto basta per affrontare lo stesso cammino.
Quando, invece di "vegliare", dormiranno,
saranno sopraffatti dalla fuga.
dal non seguire Gesù nel suo esodo.
La Trasfigurazione
corregge la comprensione dei discepoli:
il Padre comanda di accettare il Cristo
che passa attraverso lo scandalo della Croce.
Dal Tabor c’è uno squarcio di luce che lascia intravedere la meta.

Silenzio di contemplazione

Nella narrazione del Vangelo riconosco sette passi:

1. Salire con Gesù sul monte; 2. Stare con lui; 3. Guardare; 4. Ascoltare; 5. Contemplare; 6. Restare con Gesù nella nube; 7. Scendere.

In quale passo mi trovo? Chiedo al Signore la grazia di fare altri passi.

Ti sei trasfigurato sul monte, o Cristo Dio, mostrando ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto era a loro possibile. Fa’ splendere anche su di noi peccatori la tua luce eterna, per le preghiere della Madre di Dio: Datore di Luce, gloria a te!

Datore di Luce, gloria a te! (a ogni invocazione, nella celebrazione comunitaria)

Dio "dimora in una luce inaccessibile" (1Tim. 6, 16)

Cristo, tu "splendore della gloria del Padre" (Eb. 1, 3)

Vieni, per "illuminare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte" (Lc. 1, 78-79)

Luce che risplende nelle tenebre (Gv. 1, 5)

Stella fulgida del mattino (Ap. 22, 16)

Io sono la luce del mondo: chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita (Gv. 8, 12)

Voi o fratelli non siete nelle tenebre... Voi tutti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre... (1Ts. 5, 4-5)

Dio ci ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce (Ef. 5, 14)

E noi fummo illuminati (Eb. 6, 4)

Viviamo da figli della luce (Ef. 5, 8)

Nella preghiera comunitaria il celebrante consegna l’immagine dell’icona davanti alla quale si è pregato dicendo:

Rassomiglianza e preghiera. Ricordati di chi sei luce

Amen.

Nella preghiera singolarmente vissuta, ciascuno prende l’immagine prima di lasciare il luogo della preghiera.


Home Parrocchia Mappa del Sito Indice Quaresima Home Oratorio