La parrocchia di San Lorenzo in Verolanuova   Angelino2.gif (996 byte)
                                                                                                                 Le Diaconie

Le Diaconie

"...dobbiamo far nostro lo spirito missionario
per portare la Chiesa fra le case della Comunità Verolese"

1 - Cosa sono e perché sono state istituite
2 - I Simboli, i colori e il loro significato
.

Cosa sono e perché sono state istituite le Diaconie.

 

Prima di tutto dobbiamo chiederci: Che cos'è la Parrocchia?

Molti la pensano come una stazione di servizio, un ufficio burocratico dove si rilasciano certificati o dove si offrono prestazioni devozionali... Della parrocchia si hanno tante immagini che nascono da varie sensibilità, necessità e precomprensioni.

Ma questa non è la parrocchia che il Signore vuole dai fedeli di Verolanuova. Dio vuole che sia una famiglia, la Sua famiglia, una fraternità unita dall’opera del Suo Spirito..

Il Signore (sia concessa l‘immagine) vuole che viviamo come "componenti una grande orchestra" dove ogni battezzato è chiamato a suonare uno strumento particolare offerto dallo Spirito Santo; poiché tutti siamo invitati a prestare un suono per eseguire una grande sinfonia: quella dell’amore.

In questa orchestra hanno un loro ruolo non solo i sacerdoti o le religiose, ma anche i laici.

Il Signore vuole che lavoriamo insieme; Lui desidera entrare in tutte le case di Verola per essere il più vicino possibile a chi soffre, a chi lotta, a chi spera, a chi è angosciato, a chi è nella gioia.

Vuole entrare nella nostra vita e per questo chiede ad ognuno di farsi strumento del Suo amore.

Sarà solo un desiderio?

Tutto ciò è troppo bello perché rimanga solo un sogno e per questo dobbiamo attivarci.

Il Consiglio Pastorale della nostra Comunità parrocchiale, già al termine del 1996, ha studiato il modo per organizzare la parrocchia in otto "diaconie" o zone pastorali.

Non si vuole dividere la parrocchia in tante frazioni, ma l’intento è quello di arrivare in ogni casa della comunità per rendere credibile l ‘amore di Dio che deve circolare in tutti.

É un dono grande che il Signore sta offrendo, ma è pure un dono che va accolto nella responsabilizzazione di tutti.

Dobbiamo camminare tenendoci per mano alfine di realizzare questo progetto. Ognuno è chiamato ad impegnarsi almeno con la preghiera senza la quale ogni programma é destinato al fallimento.

(Da "L'Angelo di Verola" n° 1 1997 - pag- 17)

 


Dall’incontro di venerdì 28 febbraio 1997, organizzato per presentare la proposta del nostro Consiglio Pastorale circa la suddivisione della Parrocchia in 8 diaconie, è emersa una visione realistica della nostra comunità parrocchiale.

Realistica nell’individuare i problemi, altrettanto realistica nel cercare di capirli per poi trovare la strada per possibili soluzioni.

Si è sottolineato un grande desiderio di rapporti profondi tra laici e sacerdoti, pur comprendendo le difficoltà nel viverli a motivo dei troppi impegni di questi ultimi.

Sono state evidenziate le tante aspettative da parte della nostra comunità nei confronti delle strutture parrocchiali, in modo particolare ci si aspetta tanto dall’Oratorio per risolvere i problemi educativi della gioventù.

Ci si aspetta tanto dalla Parrocchia, tanto dai preti, ma è giusto aspettarsi tutto da loro? La risposta è stata chiara: anche i laici devono ricoprire il loro ruolo a fianco dei sacerdoti, anche i laici devono dare il loro contributo fattivo alla vita parrocchiale e questo in virtù del Battesimo ricevuto.

Un ruolo che diventerà sempre più importante nella misura in cui si camminerà e si lavorerà insieme per migliorare la nostra realtà.

Dobbiamo rimboccarci le maniche valorizzando quanto già esiste, ma è pure importante imparare a volare sempre più alto credendo al progetto di suddividere la nostra parrocchia in 8 diaconie, possibilità concreta che abbiamo per meglio organizzarci ed essere così vicini il più possibile a tutti, nella vita di ogni giorno.

Pur sottolineando le difficoltà si è apprezzata la proposta anche se ci si rende conto che la strada da percorrere è lunga: per questo ci siamo augurati che a percorrerla non siano sempre i soliti, ma ad essi si affianchino nel tempo sempre più persone di buona volontà.

(Da "L'Angelo di Verola" n° 4 Aprile 1997 - Inserto: Speciale Diaconie)

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Le Diaconie

Diaconie:
"...di che segno sei?"

La domanda è frequente:
"Ma quale è il significato del simbolo dato alla mia Diaconia? Perché questo simbolo?":
Di certo la scelta non è stata fatta a caso, anzi.
Ad ogni Diaconia è stato assegnato un nome, che è di per sé tutto un programma,
ed è stato consegnato un simbolo che trasmette un’idea, una virtù cristiana
facendo riferimento al Santo a cui ogni Diaconia è stata dedicata.
Se in ogni diaconia si vivranno queste virtù mettendole poi al servizio degli altri,
unendole insieme per il bene della comunità ecco che avremo realizzato
l’8x1=1

Otto
diaconie che operano tutte
per uno
stesso scopo otterranno quell’unità che le porterà ad essere
una sola comunità in Cristo
 
Per questo nelle righe che seguiranno crediamo sia utile soddisfare la curiosità di alcuni,
anche perché capendo il significato di ogni simbolo,
in tutti potranno nascere nuovi stimoli nel cammino intrapreso dalle nostre otto Diaconie
per testimoniare il Vangelo nella nostra Parrocchia.

 

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SAN LORENZO:
 
Simbolo: La Palma del martirio: LA TESTIMONIANZA - Colore: Bianco
 
Martire in greco significa Testimone. Il nostro Patrono, essendo martire, è rappresentato con una "palma del martirio", segno di gloria per aver testimoniato con la vita il suo amore per Dio:
ci ricorda che la vita è un dono che Dio ci ha dato e che il modo più bello per ringraziarlo è quello di ridargliela amando intensamente.
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CROCIFISSO:
 
Simbolo: La Croce: IL SACRIFICIO - Colore: Rosa
 
Gesù è morto per amore. La croce ci ricorda che il vero amore di cui dobbiamo vivere è fatto di sacrificio. Qualche anno fa si diceva "và dove ti porta il cuore"; noi con l’aiuto di Dio dovremmo dire per poter amare veramente "andiamo dove ci porta la croce".
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MADONNA DI CARAVAGGIO:
 
Simbolo: Corona del Rosario - LA PREGHIERA - Colore: Azzurro
 
Con la corona del Rosario vogliamo sottolineare l’importanza di lasciarci adottare dalla Madonna e ricordarci che la preghiera è il fondamento della vita cristiana e che senza la preghiera, che è il contatto diretto con Dio, la vita del cristiano è monca. La preghiera deve essere costante e umile proprio come l’umilissima preghiera del Rosario.
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SACRO CUORE:
 
Simbolo: Il cuore di Gesù e una Croce - LA CARITA’- Colore: Rosso
 
Dice San Paolo: "Se ho il dono di essere profeta, di svelare tutti i segreti, se ho una fede che smuove i monti, se distribuisco ai poveri tutti i miei averi ma non ho la Carità, l’Amore, tutto questo non vale nulla".Essere caritatevoli come lo era Gesù. Amare con amore disinteressato. Il cuore sormontato dalla croce ci ricorda che è bello scegliere Gesù come re e centro dei nostri cuori.
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SAN DONNINO:
 
Simbolo: La Mitria - IL MAGISTERO - Colore: Giallo
 
La mitria, è il copricapo dei Vescovi, come San Gottardo, venerato nella chiesa di san Donnino, e come Mons. Giacinto Gaggia, Vescovo di Brescia, nostro concittadino nato in questa Diaconia. Questo simbolo ci ricorda che bisogna sempre affidarsi al magistero della Chiesa ma ci dice che anche ognuno di noi con la rettitudine della sua vita può essere guida spirituale per gli altri. La conversione di uno porta spesso alla conversione di molti.
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SAN ROCCO:
 
Simbolo: La Conchiglia del Pellegrino: IL PELLEGRINAGGIO - Colore: Verde
 
S. Rocco era un pellegrino e i pellegrini usavano la conchiglia per dissetarsi lungo il loro cammino.
"I cristiani sono su questa terra, ma non sono di questa terra" e la conchiglia ci ricorda che in questa nostra vita "pellegrinaggio" è importante dissetarci all’acqua viva che è Dio: senza Lui siamo terra deserta, arida.
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SANT’ANNA: (Breda Libera):
 
Simbolo: la Bibbia aperta: LA PAROLA - Colore: Blu
 
Nella chiesa della Breda, Sant’Anna è rappresentata mentre educa sua figlia, la Madonna, parlandole attraverso le Sacre Scritture: ha la Bibbia tra le mani. Il simbolo ci ricorda che pure noi dovremmo avere un po’ più spesso tra le mani la Bibbia, leggerla, meditarla, pregarla, per lasciarci guidare da Lei nella nostra vita, per far diventare Gesù l’inizio (alfa) e la fine della nostra vita (omega).
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SANT’ANTONIO:
 
Simbolo: Giglio: LA PUREZZA - Colore: Arancio
 
Sant’Antonio, compatrono della nostra comunità, viene abitualmente raffigurato con un giglio fra le mani: un fiore segno di candore, purezza, innocenza, verginità. Il giglio ci invita a riscoprire sempre più la purezza nei nostri pensieri, nelle nostre parole, nelle nostre azioni. Ci invita a vivere solo per dire al Signore: ti voglio bene.

Ad informazione avvenuta, ora non possiamo che augurarci
di incarnare nella vita di tutti i giorni i simboli presentati.
Otto simboli diversi, otto Diaconie, otto strumenti nelle mani di Dio,
diversi fra di loro ma uniti nel nome del Signore per portare un po’ del Suo amore nella nostra vita.

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