L'Oratorio
"Giacinto Gaggia" di Verolanuova |
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| Cammino di Iniziazione
Cristiana Documenti da: "L'Angelo di Verola" |
1996: Celebrata il 28 gennaio L'ammissione dei ragazzi di prima media di don Giovanni Dopo aver vissuto per la prima volta, nel mese dicembre, l'Ammissione Ufficiale al Cammino di Iniziazione Cristiana con i fanciulli di seconda elementare, la nostra comunità parrocchiale ha celebrato l'altra novità di questo anno pastorale, conseguenza dell'avvio del nuovo Cammino catechistico di Iniziazione Cristiana: l'Ammissione tra i Candidati alla Cresima e alla Professione Pubblica di fede dei ragazzi e delle ragazze di prima media. E' vero che da una dozzina d'anni, fino al '94, è stata celebrata qualcosa di simile: la "Presentazione Ufficiale alla Comunità" dei Cresimandi, a distanza di pochi mesi dal conderimento della Confermazione. La celebrazione non avveniva però in questa forma e allo scopo indicato già dalla diversa dicitura del nuovo rito: "Ammissione tra i candidati alla Cresima"; non solo alla Cresima, ma a questa "e alla Professione Pubblica di Fede". Ciò due anni e qualche mese prima di tale Sacramento e sèi anni prima, rispetto alla Professione di Fede. Il significato della "Presentazione" consisteva nel dire alla Comunità parrocchiale: "Questi sono i ragazzi che tra pochi mesi riceveranno la Cresima"; il loro essere accolti a compiere un cammino e al Sacramento stesso -salvo la mancata partecipazione alla catechesi e/o alla Messa- era cosa già fatta. Ora invece, la Comunità cristiana, nella persona del Parroco, li dichiara "candidati" al raggiungimento di determinate tappe (Cresima e Professione di Fede) del cammino di piena appartenenza ad essa. E' il "via libera" della Comunità credente a questi ragazzi; per usare una terminologia elettoralistica americana, è la loro "nomination" (mi si perdoni la banalità dell'accostamento) per mettersi in corsa non verso la Casa Bianca, ma la Casa comune, la Comunità cristiana stessa; con la differenza -note-vole- che ognuno può arrivare all'obiettivo, senza che ciò comporti l'esclusione degli altri, a meno che non siano questi, a un certo punto, ad autoescludersi; non si tratta infatti di riscuotere preferenze o consensi -se si decide di seguire Cristo, sul serio!, non se ne riceveranno molti- ma di corrispondere alla chiamata, rivolta a tutti, da parte del Signore, che ci invita a seguirlo. Se vogliamo usare un altro paragone, è un po' come la tappa che una volta, nel cammino verso il sacerdozio, corrispondeva alla "vestizione" o, per riferirci ad oggi, all'Ammissione tra i candidati al Diaconato e Presbiterato; una sorta di "fidanzamento ufficiale". Potremmo appunto dire così: l'Ammissione vissuta dai ragazzi sta alla Cresima e alla Professione di Fede come il fidanzamento sta al Matrimonio. Si tratta, dunque, di una tappa di grande valore, la cui importanza è stata sottolineata dalla solennità della celebrazione: i primi banchi riservati ai ragazzi, i loro genitori a fare corona accanto a loro, negli altari del transetto, uniti ai loro fogli nella preghiera e, in molti casi, nella Comuniuone eucaristica, il rito stesso, non privo si una sua solennità, la foto ricordo, come in altri momenti importanti; la continuazione "mangereccia" della festa è stato un modo per esprimere la festosità e significatività del momento. Una tappa da ricordare, perché impegna: le promesse, non certo ciclopiche, ma alla loro portata, richieste ai ragazzi e da loro formulate, attendono di essere mantenute. Anche a tener viva la memoria su questo punto è stata consegnata la pergamena-ricordo dell'avvenimento. Questi ragazzi sono quindi ufficialmente incamminati verso le tappe (tappe, non punti d'arrivo) già ricordate, precedute da quella della Traditio Symboli: la "consegna" di quella professione di fede che dovranno "restituire" (Redditio) a 18 anni. E' un cammino di scoperta di ciò che il Battesimo significa per la loro vita. Al Sacramento della rinascita si è fatto continuo riferimento nel corso del rito, al quale erano invitati anche Padrini e Madrine. La Cresima non sarà altro che la Confermazione di esso. La Traditio dell'anno prossimo e la Redditio a diciotto anni non saranno altro che un esprimere ciò che il Battesimo ha già dato: esso è sacramento della fede; questa, a sua volta, è rapporto vivo, personale e comunitario, con il Dio, il cui volto si manifesta nelle opere del suo amore. Di esse la professione di fede che proclamiamo nell'Eucaristia altro non è che la sintesi. A narrarcele è la sacra Scrittura che il cristiano, nel suo cammino di scoperta, deve imparrae ad ascoltare e a scoprire come Parola di vita. All'interno del rito di Ammissione è stato perciò significativo il gesto di inginocchiarsi davanti al Libro della Parola di Dio, ponendo le mani su di esso: accogliere la chiamata ad essere discepoli e testimoni di Gesù , significa accettare di essere parte di quella storia che, da Abramo, attraverso Mosè, Davide e i profeti, porta a Gesù Cristo e diventa nostra. Ci sarebbero da proporre ulteriori riflessioni sulle scelte richeste da un Cammino di Iniziazione Cristiana impostato nella maniera già a suo tempo presentata (v. bollettino del novembre 95). Ci sono alcune "obiezioni" da parte di qualche genitore che possono fornire qualche buono spunto, e domande del tipo: è opportuna la Cresima in terza media? Non è troppo tardi? Non si corre il rischio che qualcuno non ci arrivi? Collocare la professione di fede a 18 anni non significa richiare l'eventualità che molti abbandonino il Cammino senza averla compiuta? Dovremo tornare sull'argomento. |