L'Oratorio
"Giacinto Gaggia" di Verolanuova |
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| Il Cammino di
Iniziazione Cristiana La Catechesi di fanciulli, |
Il Cammino Catechistico dellOratorio don Giovanni Gritti
1- La proposta di "ristrutturazione" La Visita pastorale effettuata dal Vescovo mons. Bruno Foresti alla nostra Zona pastorale nel 1995 e la Lettera Pastorale ad essa seguita hanno stimolato l'impegno al rinnovamento della vita cristiana. Se numerose sono le urgenze in questo senso per quanta riguarda la Liturgia e la Carità, ancor più impellenti sono risultate le stimolazioni ad un rinnovamento dell'impegno di Evangelizzazione. Ormai diventa sempre più necessario favorire nei credenti una forte coscientizzazione della serietà e dellimpegno che la vita cristiana richiede, ma anche della sua bellezza, consapevoli che essere cristiani è, prima ancora che impegno nostro, dono grande, attraverso Gesù, nello Spirito Santo, del Padre che ci ama. Il cammino catechistico dellOratorio è stato ristrutturato in modo da favorire questa progressiva presa di coscienza, come Cammino di Iniziazione Cristiana. Del resto, è questa l'indicazione che ci viene dai Vescovi Italiani. Trovandosi a preparare le nuovi edizioni dei Catechismi, non li hanno più presentati come Catechismo dei Fanciulli, Catechismo dei Ragazzi e Catechismo dei Giovani; li hanno invece raccolti sotto l'unica dicitura di Catechismo dellIniziazione Cristiana. Non è più possibile considerare la catechesi come l'insieme di cammini frammentati (tali comunque non avrebbero dovuto essere neanche prima), ma un unico cammino verso la maturità cristiana. Cosa significa "Iniziazione Cristiana?". Presso molte religioni, ma anche in culture di altro tipo, vi sono riti iniziatici: si tratta di azioni rituali, prove di abilità, consegne di conoscenze segrete, celebrazioni di passaggio da una stagione all'altra della vita, attraverso le quali il soggetto viene "fatto entrare" in una determinata categoria o abilitato a svolgere funzioni particolari. "Iniziazione" è dunque il "far entrare" in una cerchia, in un nuovo stadio di conoscenza o di vita. L'Iniziazione Cristiana è il cammino con cui la persona viene "fatta entrare" nella Chiesa, popolo di Dio, introdotta nella vita cristiana, avviata alla conoscenza - esperienza dell'incontro con il Dio che salva, con il mistero grande, incommensurabile e infinito di Dio - Trinità.
Si tratta di Cammino graduale e progressivo (caratteristiche proprie di ogni cammino iniziatico), suddiviso in tappe ben definite, segnate da momenti forti a livello comunitario che le scandiscano e aiutino il soggetto, la famiglia di lui e la comunità cristiana che lo accoglie a prendere sempre maggiore coscienza della Realtà che va scoprendo e incontrando nella sua vita. Non vi è nulla di nuovo in tutto questo: si tratta di pratiche attuate fin dai primi secoli della Chiesa. Si tratta di valorizzarle nuovamente. E' quanto già si fa in alcune esperienze ecclesiali in atto da tempo, come il Cammino Neocatecumenale, anche se non è da queste esperienze che è sorta la spinta a dare la nuova impostazione di cui stiamo parlando: tale progetto "covava" già da anni. La sua attuazione è parsa un modo opportuno di corrispondere ai già accennati stimoli della Visita Pastorale. 2- Il progetto Presentiamo ora, commentandole brevemente, le tappe del cammino di Iniziazione Cristiana (IC).
È la tappa fondamentale, la prima. La nostra adozione a figli amati del Padre, la nostra unione a Cristo morto e risorto, la presa di possesso del nostro essere da parte dello Spirito santo, avviene qui. Dal Battesimo prende avvio tutto quanto. Col Battesimo, nella nostra esistenza fa irruzione l'Eternità. Non trattiamo qui del maggiore impegno nella preparazione dei genitori a questo evento e nell'accompagnamento di essi nel periodo successivo. Si tratta di materia che esula dalla diretta competenza della catechesi dellOratorio per rientrare nella pastorale degli adulti e dei giovani - adulti. Passiamo perciò al cammino catechistico dell'Oratorio. -1a elementare: si tratta di un anno in cui la catechesi riveste una funzione preparatoria: prime conoscenze sulle verità di fede, apprendimento di alcune preghiere, conoscenza della storia della salvezza. Prima parte -2a elementare:
In seguito all'iscrizione-richiesta da parte dei genitori all'inizio dell'anno catechistico, con atto solenne, davanti alla Comunità Cristiana, presentando l'attestazione del loro essere battezzati, i fanciulli vengono ammessi ufficialmente al Cammino di I.C. L'incontro con il Signore, che ora iniziano a conoscere meglio, viene scoperto come esperienza di gioia; incontrare Lui è fare sperimentare un Amore che non conosce limiti, continuamente accoglie e perdona. Al tempo stesso, per effetto di contrasto, risalta subito il fatto che questo amore non potremo mai meritarcelo. Dio ci ama gratis. Il suo amore è misericordia. Lavvio alla celebrazione del sacramento della Riconciliazione trova perciò, a questo punto, logica collocazione. -3a elementare:
Nessuno potrà esaurire mai la magnifica bellezza della Preghiera del Signore. Noi possiamo chiamare Dio "Abbà" (=Papà)! Siamo suoi figli! In questa preghiera è proclamato perciò il motivo più grande della nostra grandezza, quello vero: siamo figli! Una vita intera non basta a farci penetrare a fondo e a farci gustare la stupendevolezza meravigliosa di questa nostra condizione e la gioia indicibile che ne deriva. Perciò, il "Padre nostro" non basta conoscerlo a memoria e saperlo "recitare", magari in fretta e distrattamente, per poter dire di conoscerlo. Occorre penetrarlo con la mente, ma più ancora con il cuore e la vita. Come un tesoro prezioso, nel corso della celebrazione eucaristica festiva, il testo della preghiera viene consegnato ai fanciulli affinché si sentano chiamati a scoprire ciò che essa ci annuncia e imparino a comprendere quale dono sia per noi uomini poterci rivolgere a Dio, l'Infinito, l'Eterno, l'Onnipotente, Colui che i cieli non possono contenere, Colui di fronte al quale dovremmo tremare, Colui la cui Santità è come fuoco che ci consuma nella nostra impurità, il Tutto di fronte al quale scopriamo il nostro nulla. E chiamarlo così: "Papà". Scoprire la grandezza di questo dono, la dolcezza e la gioia che derivano dal sapersi gratuitamente amati in tale misura, è il compito, anzi, il dono, da realizzare in questi anni. In questa luce trovano il loro giusto significato i Comandamenti ("Sia fatta la tua volontà"), soprattutto il Comandamento Nuovo dell'amore. Gesù è il maestro che ci annuncia questo amore e ci insegna ad accoglierlo e a donarlo a nostra volta ai fratelli ("Padre nostro"). I Sacramenti vengono scoperti come tramite attraverso cui lo Spirito santo ci rende sempre più capaci di vivere da figli di questo Padre, nella Chiesa, comunità dei figli di Dio.
Il Padre buono, che con la Traditio abbiamo ricevuto il compito di conoscere meglio, imbandisce ai suoi figli la mensa della Parola e del Pane di vita. Nel cammino di incontro con il volto di Dio Padre, si inserisce perciò la prima scoperta dell'Eucaristia, memoriale della Pasqua del Signore. Si tratta di una prima scoperta. Cosa sia e cosa significhi l'Eucaristia per un credente e per la Comunità lo si dovrà scoprire continuamente e sempre di più. -5a elementare:
Consapevoli che l'intera esistenza rimane cammino di scoperta dell'amore del Padre e che mai a sufficienza si sarà imparato a lasciarsi amare da Lui né a vivere da figli suoi, come Gesù, né a vedere negli altri dei fratelli da accogliere e perdonare, i fanciulli hanno però iniziato a intravvedere qualche spiraglio della Luce infinita. Se la famiglia ha offerto loro un ambiente adatto, li ha aiutati a fare in modo che questi spiragli siano entrati "dentro", trasformandosi in esperienza vissuta. Solennemente, i fanciulli annunciano davanti alla Comunità quello che hanno scoperto, attraverso la proclamazione della Preghiera insegnataci dal Signore. Si conclude, con questo gesto, la prima parte del Cammino di Iniziazione Cristiana. Seconda parte , sezione 1.-1a media:
Le famiglie, attraverso l'iscrizione, chiedono l'ammissione dei figli a questa seconda parte del Cammino di I.C. Per alcuni mesi la catechesi proclama la Bella Notizia del progetto d'amore di Dio per ognuno e presenta alcune esigenze tipiche della vita cristiana: essere discepoli di Gesù, nella forza dello Spirito santo, parte viva di una Comunità, imparare a compiere le sue scelte di amore e servizio fedele. I ragazzi che ritengono di voler accogliere questo Progetto e desiderano realizzare la sequela di Gesù Cristo, vengono ufficialmente ammessi a questa parte del cammino e presentati alla Comunità, di fronte alla quale, ormai capaci, in qualche misura, di compiere scelte autonome, assumono i loro impegni. La riflessione catechistica che segue è approfondimento del progetto al quale stanno imparando ad aderire. -2a media:
Il grande Progetto di Dio è sintetizzato nella Professione di Fede che la Chiesa proclama nell'Eucaristia domenicale, nella celebrazione del Battesimo e della Cresima, vale a dire nei momenti più importanti della sua vita. L'esistenza di ciascuno e di tutti è parte della storia delle grandi opere di Dio, Padre, Figlio e Spirito, sintetizzata dal "Credo" e raccontata nella Sacra Scrittura. Comprendere come il Progetto di Dio è il solo valido, scoprire che la sua Parola è capace di parlare alla nostra vita e di gettare luce su tutti i vari aspetti che la compongono è il compito che attende i ragazzi in questi anni. E' la stagione della vita in cui si risveglia un certo modo di vivere l'affettività, l'amicizia è sentita come importante, la sessualità si avvia a raggiungere la sua maturità, si sente un crescente desiderio di autonomia, si cominciano ad avere idee personali; si inizia anche a sperimentare le proprie contraddizioni, il desiderio del bene, di essere in un certo modo, e la propensione all'egoismo, alla sfiducia, all'indifferenza verso Dio e gli altri: il peccato. Poiché la nostra storia è parte della grande storia d'amore di Dio con l'uomo, Egli ha qualcosa di grande e di bello da dirci su tutto questo. La nostra vita, grazie a Lui, trova il suo senso più vero, le varie esperienze di essa vengono aperte ad orizzonti infiniti, in contrasto a quelli gretti e meschini propagandati e vissuti attorno a noi e, non poche volte, da noi. Vivere secondo questo progetto è impegnativo, perché esso è grande e bello. Non è cosa che possa riuscire alle nostre povere forze. Occorre il "Dono dall'alto", lo Spirito. Giungiamo così alla tappa successiva. -3a media:
Essa è innanzitutto dono, chiamata all'incontro costante, al rapporto di amicizia con quel Gesù che ci chiama amici e ci invita ad essergli discepoli e testimoni. E' la risposta personale e consapevole alla chiamata già ricevuta nel Battesimo. Al preadolescente viene rinnovata la consacrazione ad essere immagine di Cristo Sacerdote, Re e Profeta. Essa poi è impegno: a vivere con fedeltà il proprio discepolato, continuando il Cammino di formazione e a rendere, con il coraggio e la fortezza donati dallo Spirito, la propria testimonianza di cristiani nei vari ambienti. Tale capacità va alimentata attraverso l'incontro costante con il Signore nel dialogo personale con Lui e con i Sacramenti, primi fra tutti, l'Eucaristia e la Riconciliazione. Seconda parte , sezione 2.Il dopo - Cresima è il momento in cui si ha modo di verificare l'autenticità del gesto compiuto chiedendo e ricevendo quel sacramento. Attraverso l'auto - iscrizione alla catechesi degli adolescenti e giovani, l'adolescente che intende continuare il Cammino, si impegna a vivere con serietà e gioia gli impegni assunti nella Cresima. Si sente impegnato a vivere nella Comunità cristiana quale testimone, innanzitutto attraverso la fedele partecipazione all'Eucaristia domenicale, poi attraverso l'impegno di coerenza negli ambienti in cui si trova a vivere. L'Eucaristia, la Riconciliazione e la preghiera personale sono i mezzi attraverso cui mantiene e intensifica la propria unione a Gesù Cristo e chiede al suo Spirito la capacità di essere fedele. Nel suo cammino di formazione catechistica, finalizzata alla comprensione sempre più profonda della Fede cristiana, ricevuta in consegna nel Simbolo, impara a comprendere come Gesù Cristo sia un Tu vivo, a sentirsi sempre più parte viva della Comunità credente; con il gruppo con cui condivide l'esperienza del Cammino costituisce un comunità nella Comunità, aperta ad esperienze concrete di servizio. Le sempre nuove esperienze della vita che la crescita e la maturazione progressive inducono ad incontrare, i problemi nuovi o ricorrenti, le proprie debolezze e il peccato, la tentazione di abbandonare la fede o di entrare nella cerchia della mediocrità di una fede a buon mercato, utile a tenere farisaicamente tranquilla la coscienza: tutto viene illuminato e valorizzato dal confronto con la Parola di Dio e la fede della Chiesa. La vita viene scoperta come dono da donare, chiamata all'amore. La fiducia nel Padre, l'amicizia con Gesù Cristo, l'abbandono alla guida dello Spirito portano alla riflessione e alla scoperta del ruolo attraverso cui si è chiamati a vivere e realizzare nella Chiesa il proprio Battesimo e la propria Cresima. L'Eucaristia viene riscoperta sempre più in profondità nella sua immensa grandezza e sublime bellezza, "fonte e culmine" della vita del cristiano e della Comunità dei credenti. Si giunge così all'ultima tappa del Cammino di I.C.: -18/20 anni:
Davanti alla Comunità, quegli adolescenti che non avranno preferito perdersi per strada e avranno compiuto con costanza e serietà il Cammino, ormai divenuti giovani, si dichiarano per Cristo, proclamano che Egli è il senso della loro vita, dichiarano che del Vangelo vogliono fare la guida del loro agire. Non si tratta di un punto di arrivo, ma di partenza: consapevoli che la fede è un dono inesauribile, essi continueranno a cercare, a mettersi in ascolto; coscienti del proprio continuo bisogno di conversione, seguiteranno a lasciarsi interpellare dalla Parola sempre viva del loro Signore e amico: le sempre nuove stagioni della vita richiedono sempre nuove risposte alla Parola di Dio. La continuazione della partecipazione alla catechesi o a forme simili di formazione cristiana sarà perciò la conseguenza logica di questo gesto. Il gruppo con cui si è compiuto il cammino, rimane punto di riferimento e costituisce una cellula viva all'interno della Comunità parrocchiale. Nella Chiesa antica, quello che nel cammino sin qui delineato costituisce il punto di partenza, il Battesimo, era il punto d'arrivo, insieme alla Cresima e all'Eucaristia. La nostra prassi pastorale occidentale (non così quella delle Chiese d'Oriente) ha, oltretutto, invertito l'ordine di ricezione dei sacramenti, posticipando la Cresima rispetto alla Prima Comunione. La Cresima è stata così ritenuta, in questi anni, il Sacramento della maturità cristiana. Questa qualifica è però frutto del progressivo aumento dell'età in cui questo Sacramento viene ricevuto. Assieme alla Professione di fede è perciò prevista la Grande Comunione Eucaristica: è l'Eucaristia il vero sacramento della maturità cristiana, pienezza della partecipazione alla vita della comunità credente, alimento per l'impegno di testimonianza nella carità e nella verità, sintesi delle grandi opere di Dio che il simbolo della Fede proclama. La Grande Comunione Eucaristica, quasi una Prima Comunione-bis, ad indicare una nuova consapevolezza del valore di essa, esprime l'impegno della partecipazione fedele all'Eucaristia domenicale. Alcune considerazioni 1) Il Cammino di I.C. che abbiamo delineato richiede costanza e serietà, continuità richiesta dalla gradualità. E' cammino formativo nel suo complesso. Va superata la mentalità secondo cui la catechesi è vista in funzione di un Sacramento (v. anche più sotto): per es. landare a catechismo in 2a el. perché c'è la Prima Confessione. Va promossa e inculcata la convinzione che si è abilitati a ricevere un Sacramento se e in quanto si compie un cammino nella fede. La ricezione dei Sacramenti e le altre tappe del cammino di I. C. sono il riconoscimento di un camino effettivamente attuato. 2) L'Eucaristia è parte fondamentale dell'esperienza cristiana. L'Eucaristia partecipata e vissuta con consapevolezza è l'obiettivo dell'intero Cammino di I.C. e suo punto d'arrivo, come sè detto pocanzi. La presenza alla Messa è perciò un requisito imprescindibile per poter parlare di un cammino catechistico serio. La sola partecipazione alla catechesi non è sufficiente a consentire l'ammissione alle varie tappe sopra descritte, soprattutto ai Sacramenti. 3) In questo Cammino, come da sempre del resto, a giuocare un ruolo fondamentale è la famiglia. Essa verrà aiutata a seguire il Cammino dei figli. Con la creazione di un maggiore numero di tappe specifiche, con momenti rituali che segnano il raggiungimento della tappa e l'avvio della successiva, si creano maggiori occasioni di incontri preparatori con i genitori, distribuiti nel tempo, in modo che le richieste nei loro confronti non sembrino troppo assillanti. Ciò permette anche di attuare maggiormente quanto il Vescovo scrive nella sua Lettera alla nostra Zona, quando dice che i genitori vanno coinvolti nel cammino dei figli verso la meta dei Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana. Gli incontri, però, serviranno a poco se non vi sarà nei genitori la capacità di sentirsi essi stessi in cammino con i loro figli, quali primi responsabili anche dell'educazione alla fede. La famiglia rimane il perno fondamentale della educazione alla fede dei fanciulli, dei ragazzi e dei giovani. Dal clima di fede e dall'atteggiamento religioso che vedono incarnato nei genitori, i figli ricavano la convinzione che la fede è qualcosa di importante o, viceversa, che essa non conta granché o punto. 4) I vari riti e formulari della varie tappe andranno costruiti tenendo cont del coinvolgmento dei genitori e facendo preciso riferimento al cammino catechistico con il quale i fanciuli, i ragazzi e i giovani vi si sono preparati. 5) Nel Cammino di I.C. su delineato, il punto di partenza è dato dal Battesimo, seguito da Prima Confessione, Prima Comunione e Cresima. Abbiamo già notato come il vero sacramento della maturità cristiana sia l'Eucaristia. In alcune Diocesi cattoliche d Oltremanica si stanno facendo sperimentazioni, approvate dalla Santa Sede (la notizia richiede però conferma), per restituire ai tre sacramenti dell'Iniziazione Cristiana la sequenza più corretta, quella secondo la quale, non a caso, abbiamo imparato ad elencare i Sacramenti e che è sempre rimasta in vigore nelle Chiese Orientali: Battesimo, Cresima ed Eucaristia. In attesa che questo accada, tra qualche decennio o secolo, anche da noi, il susseguirsi delle tappe viene adattato a quella che è la prassi già ricordata. La "consegna" (Traditio) e la "restituzione" (Redditio) del Padre Nostro e del "Credo" erano, in origine, tappe verso il Battesimo. Ora dovranno configurarsi come tappe di approfondimento e riscoperta di questo Sacramento. 6) Due parole per quanto riguardo la tappa iniziale e fondamentale: il Battesimo. In vista di esso, la Parrocchia dovrà programmare un valido accompagnamento per le famiglie, sia prima che dopo, offrendo
+ momenti post battesimali di spiritualità: per es., ritiro per i genitori dei battezzati nell'anno precedente. Sarebbe forse opportuno, per quanto possibile, concentrare i battesimi nelle tre date più indicate (v. Chiesa antica): Veglia Pasquale, Pentecoste, Epifania. Si dovrà anche fornire particolare assistenza formativa ai genitori degli alunni delle scuole materne, al fine di abilitarli all'uso del "Catechismo dei bambini" con i propri figli.
3 Una valutazione dopo alcuni anni di sperimentazione Quanto viene detto a illustrazione del significato dellultima tappa (la Redditio Symboli), fornisce una sintesi sul senso di tutto questo Cammino e ricorda che primi destinatari della catechesi non sono in primo luogo i fanciulli e i ragazzi, ma gli adulti. È in quella lunga stagione della vita quale appunto è l'età adulta che la fede deve aiutare a trovare risposte ai perché che ci portiamo dentro e, all'occorrenza, farli risvegliare ove la coscienza tentasse di assopirsi. Quello che stiamo cercando di fare è promuovere la convinzione che la ricezione di un Sacramento non è tanto il fine, quanto invece lespressione del cammino nella fede: poiché credo, celebro e, celebrando, credo di più, poiché lo Spirito che mi viene donato agisce in me. Su questo punto, come sera previsto, la mentalità radicata si sta mostrando un osso molto duro da rosicchiare: le resistenze a superare lottica che si deve ricevere la Prima Comunione perché si è in 3a elementare o la Cresima in 3a media, quando e perché la fanno anche gli altri, unita ad una diffusa, anche se non generale, indifferenza verso il significato profondo dei Sacramenti e della catechesi, ha in buona parte vanificato quelli che erano gli obiettivi dellimpostazione data al Cammino. Rimane il fatto che un poco di consapevolezza in più, almeno in qualche genitore ha maggiore possibilità di crearsi, visto il maggior numero di occasioni nelle quali la famiglia è chiamata a coinvolgersi: se non altro rimangono queste occasioni in più nelle quali ai fanciulli e ai ragazzi è dato di vivere una celebrazione insieme ai genitori; per questi, esse sono occasione catechetica di richiamo al valore e agli impegni della vita cristiana, anche indipendentemente dal fatto che essi partecipino o meno agli incontri mensili. Va anche detto (v. più sopra) che la successione delle tappe, pur ispirandosi ai primi secoli del Cristianesimo, tuttavia se ne discosta; ciò è dovuto al motivo che là il Battesimo era il punto di arrivo, non di partenza. La Traditio del Padre Nostro aveva luogo dopo quella del Simbolo. Ma noi dobbiamo fare i conti con il fatto che lEucaristia, vero sacramento della maturità cristiana, viene celebrata da tempo come tappa intermedia tra il Battesimo e la Cresima; così la Professione di Fede (Redditio Symboli), in alcune zone (v. le vicine diocesi di Milano e Bergamo) è stata collocata in relazione al dopo - Cresima. Da tale prassi non era possibile discostarsi, se non per il posticipo di età: i 18 anni o oltre che noi proponiamo sembrano più opportuni per la professione di fede. Una possibile obiezione: "In questo modo tanti non giungono a professare la fede!". Rispondo: cambia qualcosa se la professano a 14 15 anni e poi non si fanno più vedere? È come per la Cresima: se essa deve conservare lattuale funzione, ne auspico con convinzione lo slittamento ad età ancor più matura di quanto non sia la 3a media: quelli che non la riceverebbero sono gli stessi che, ricevutala da ragazzi, da Sacramento della maturità cristiana la trasformerebbero nel Sacramento del congedo cristiano. In conclusione, limpostazione qui suggerita è un esperimento, segnato dalla provvisorietà: se e quando le cose cambieranno dovranno cambiare, perché non potremo continuare a far finta che chi pratica la fede cristiana sia, se non totalità, maggioranza si dovrà procedere ad una nuova impostazione che, cè da augurarselo, sarà indicata per tutti da ciascuna Chiesa diocesana o nazionale. Per un esempio dello snodarsi del calendario delle celebrazioni del Cammino di Iniziazione Cristiana, v. la pagina in rete di questo sito. Lo stesso per il calendario degli incontri per i genitori e dei ritiri mensili. Da "LAngelo di Verola" sono presentati alcuni articoli che illustrano la prima celebrazione di alcune delle nuove tappe. |