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Cammino di Iniziazione Cristiana
Documenti da: "L'Angelo di Verola"

1997: Celebrata il 20 aprile u.s.

La Traditio Symboli
(Professione di fede)

 

Dopo la celebrazione, in gennaio, della Traditio del Padre Nostro ai fanciulli di 3a elementare, che l'anno scorso avevano avviato il nuovo Cammino di Iniziazione Cristiana, lo scorso 20 aprile è stata effettuata, per la prima volta secondo la nuova impostazione, la Traditio Symboli ai ragazzi di 2a media, vale a dire il gruppo che aveva avviato, parallelamente a quello di 3a el., la seconda fase del Cammino di Iniziazione Cristiana, con l'Ammissione tra i Candidato alla Cresima e alla Professione Pubblica di Fede.

Rimandiamo all'articolo pubblicato a febbraio a proposito della già citata Traditio del Padre Nostro, per ciò che riguarda il significato di questo termine ( Traditio ).

Riflettiamo sul significato che questo gesto ha avuto per i ragazzi di 2a media che hanno ricevuto il Simbolo della Fede (il Credo).

Essi già lo conoscevano a memoria; ma questa è ben altra cosa rispetto al comprenderlo. Ma nemmeno la comprensione intellettuale dei vari articoli che compongono il "Credo" costituisce il principale e tantomeno l'unico compito che attende questi ragazzi. Del resto, lo spiegavo anche ai loro genitori, anche un ateo potrebbe conoscere teoricamente, attraverso approfonditi studi, il significato delle singole affermazioni del Credo e spiegarle in maniera magistrale. Il sapere concettuale, non è la fede.

Ancora da parte di molti si crede che la fede consista prevalentemente in un tipo di conoscenza intellettualistiche: fede è credere che Dio c'è, per es. Da questo deriva, per es., la fatica che a distinguere tra l'incontro di catechesi e l'ora di religione a scuola.

La fede è accogliere nella propria vita quel Dio alla cui esistenza affermo di credere;; essa ne viene cambiata. Fede è incontro, con una Persona che mi ama e lasciare che la mia vita sia trasformata dal suo amore.

Per i ragazzi che hanno ricevuto il Simbolo della Fede si tratta allora di imparare a scoprire, nelle affermazioni che lo compongono -altro non sono che una sintesi della Storia della Salvezza- non delle "verità" astratte, freddamente elencate, ma realtà che parlano alla vita.

Non è solo questione di sapere che, secondo il cristianesimo, Dio è Padre, Figlio e Spirito; si tratta invece di scoprire che questo Essere tri-personale mi ama, mi cerca, vuole entrare in rapporto con me, perché io per Lui -qui è lo stupore e la gioiosa meraviglia- io per Lui sono importante.

Prova di questo amore sono le grandi cose che Egli ha compiuto per me: la vita ( creazione), la possibilità della salvezza eterna nella gioia senza fine, offerta a me attraverso la Passione, la Morte e la Risurrezione del Signore Gesù, Figlio di Dio fatto uomo; il suo desiderio di darmi se stesso attraverso la presenza in me dello Spirito santo, il quale è Dio che mi abita e mi trasforma fino a rendermi divino.

Dio mi ama e perciò mi offre la speranza della vita eterna; Dio mi ama e perciò mi donala possibilità di dare un senso alla mia vita già da ora.

Egli è Creatore e Signore: l'Infinito, Colui di fronte al quale l'intero cosmo non è un granello di polvere; eppure, Egli ama me, proprio me. E mi offre la sua amicizia.

Tutto questo Egli lo fa non perché abbia bisogno di me, ma perché mi ama e io ho bisogno di Lui, che è fondamentale per la mia vita.

Questo e altro ogni credente è chiamato a scoprire; di questo è invitato a fare esperienza. Il testo della nostra Professione di Fede ci presenta queste realtà magnifiche da gustare. Un vero autentico preziosissimo tesoro, ricevuto dalle generazione di credenti che ci hanno preceduto e che siamo chiamati a trasmettere alle successive..

Ora, "gustare" è uno dei significati collegati al verbo latino "sàpere". E' molto di più di un sapére che tocca la mente ma che potrebbe anche non coinvolgere la vita e il cuore.

Avviarsi a questo gustare, sperimentare Dio e il suo amore nella propria vita è il cammino al quale, attraverso la Traditio, questi ragazzi ( e le loro famiglie) sono stati invitati e sul quale si sta cercando di avviarli ( anche se si tratta di un cammino che essi hanno in pratica iniziato da quando hanno sentito parlare di Dio).

La collocazione di questo gesto in prossimità della Cresima, che essi avranno la possibilità di ricevere il prossimo anno, ha dei precisi significati:

-la Cresima non è punto d'arrivo, ma tappa per continuare, guidati dallo Spirito;

- scoprire chi sia Dio per noi e approfondire, nel senso sopra esposto, le ricchezze della nostra fede non è " impresa" che possiamo presumere di affrontare da soli: ci vuole lo Spirito del Padre e di Gesù risorto, con i suoi doni, la sua presenza -che è Amore- in noi.

Con la sua guida, questi ragazzi, saranno invitati, dopo la 3a media, a continuare il cammino verso la Professione Pubblica di Fede, con la grande Comunione Eucaristica, a 18 anni.

La partecipazione consapevole all'Eucaristia è, infatti, manifestazione essenziale della maturità della fede, espressione del proprio sentirsi parte viva di quella Comunità alla cui mensa partecipiamo e nella quale siamo inseriti, chiamati a portare il nostro contributo attivo. La riscoperta dell'Eucaristia dovrà perciò costituire per questi ragazzi parte integrante dell'approfondimento della fede, sintetizzata nel Simbolo.

Accompagnamoli con la preghiera e il sacrificio offerto al Signore per loro e le loro famiglie.

Il nostro desiderio è che tutti proseguano, dopo la Cresima, verso quest'ultima tappa del Cammino di Iniziazione Cristiana, entrando così in maniera sicura nella vita cristiana, nella quale, con sufficiente autonomia, potranno essere in grado di gestire la costante crescita della loro fede e di approdare alle scelte di vita alle quali il Signore li chiamerà.

Anche la Professione di fede non costituirà un punto d'arrivo definitivo, ma un nuovo punto di partenza.

Da una formazione alla vita cristiana matura potranno nascere non solo vocazioni alla vita di speciale consacrazione, ma anche alla scelta consapevole del matrimonio cristiano; potranno nascere famiglie davvero cristiane, ove i genitori saranno finalmente in grado di svolgere il ruolo che a loro compete per diritto di primi educatori alla fede dei figli.

Possiamo così osservare che obiettivo fondamentale del Cammino di Iniziazione Cristiana è il raggiungimento della finalità generale che la Parrocchia ha individuato in occasione della Visita Pastorale: la famiglia come obiettivo primario dell'azione pastorale.


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