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VANGELO
A) Dal
SALUTO DEL SANTO PADRE B)
Dal DISCORSO DEL SANTO PADRE C) DISCORSO
DEL SANTO PADRE D)
OMELIA DEL SANTO PADRE E ANGELUS |
A) Dal SALUTO DEL SANTO PADRE GIOVANNI
PAOLO II Brano I - Cari giovani amici! la consuetudine di vita con i vostri Pastori vi aiuti a scoprire sempre di più e a gustare la bellezza della Chiesa vissuta come comunione missionaria. Ascoltando il lungo elenco dei Paesi da cui provenite, abbiamo fatto insieme quasi il giro del mondo. Dietro ciascuno di voi ho visto il volto dei vostri coetanei, che ho incontrato nel corso dei miei viaggi apostolici, e che in qualche modo voi qui rappresentate. Vi ho immaginato in cammino allombra della Croce del Giubileo in questo grande pellegrinaggio giovanile che, passando di continente in continente, vuole stringere il mondo in un abbraccio di fede e di speranza. Oggi questo pellegrinaggio fa tappa qui, sulle rive del lago Ontario, che richiama a noi un altro lago, quello di Tiberiade, sulle cui rive il Signore Gesù rivolse una proposta affascinante ai primi discepoli, alcuni dei quali erano probabilmente giovani come voi (cfr. Gv. 1, 35-42). B) Dal DISCORSO DEL
SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
Brano II - 1. Quella che abbiamo or ora ascoltato è la Magna charta del cristianesimo: la pagina delle Beatitudini. Abbiamo rivisto con gli occhi del cuore la scena di allora. Una folla di persone attornia Gesù sulla montagna: uomini e donne, giovani e anziani, sani e ammalati . Sono tutti in attesa di una parola, di un gesto che possa dare loro conforto e speranza. Anche noi siamo qui raccolti, stasera, per metterci in ascolto del Signore. Vi guardo con grande affetto: venite da varie regioni del Canada, degli Stati Uniti, dellAmerica centrale e meridionale, dellEuropa, dellAfrica, dellAsia, dellOceania. Ho ascoltato le vostre voci festose, le vostre grida, i vostri canti ed ho percepito lattesa profonda che pulsa nei vostri cuori: voi volete essere felici! Cari giovani, numerose e allettanti sono le proposte che vi sollecitano da ogni parte: molti vi parlano di una gioia che si può ottenere con il denaro, con il successo, con il potere. Soprattutto vi dicono di una gioia che coincide con il piacere superficiale ed effimero dei sensi. 2. Cari amici, alla vostra giovane voglia di essere felici il vecchio Papa, carico di anni ma ancora giovane dentro, risponde con una parola che non è sua. È una parola risuonata duemila anni or sono. Labbiamo riascoltata stasera: "Beati...". La parola - chiave dellinsegnamento di Gesù è un annuncio di gioia: "Beati...". Luomo è fatto per la felicità. La vostra sete di felicità è dunque legittima. Per questa vostra attesa Cristo ha la risposta. Egli però vi chiede di fidarvi di Lui. La gioia vera è una conquista, che non si raggiunge senza una lotta lunga e difficile. Cristo possiede il segreto della vittoria. Dio mandò il suo Figlio sulla terra per ridare alluomo una prospettiva di cielo ancora più bella. Dio si fece uomo - i Padri della Chiesa lo hanno rilevato - perché luomo potesse diventare Dio. Questa è la svolta epocale, che lIncarnazione ha impresso alla storia umana. 3. Dove sta la lotta? La risposta ce la dà Cristo stesso. "Pur essendo di natura divina", ha scritto san Paolo, Egli "non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma... assumendo la condizione di servo..., umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte" (Fil. 2, 6-8). È stata una lotta fino alla morte. Cristo lha combattuta non per sé ma per noi. Da quella morte è sbocciata la vita. La tomba del Calvario è diventata la culla dellumanità nuova in cammino verso la felicità vera. Il "Discorso della Montagna" traccia la mappa di questo cammino. Le otto Beatitudini sono i cartelli segnaletici, che indicano la direzione da seguire. È un cammino in salita, ma Lui lo ha percorso per primo. Ed Egli è disposto a ripercorrerlo con voi. Ha detto un giorno: "Chi segue me, non cammina nelle tenebre" (Gv. 8, 12). E in unaltra circostanza ha aggiunto: "Vi ho detto queste cose, perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena" (Gv 15, 11). È camminando con Cristo che si può conquistare la gioia, quella vera! Proprio per questa ragione Egli vi ha ripetuto anche oggi un annuncio di gioia: "Beati...". Accogliendo ora la sua Croce gloriosa, quella Croce che ha percorso insieme ai giovani le strade del mondo, lasciate risuonare nel silenzio del vostro cuore questa parola consolante ed impegnativa: "Beati...". Brano III - (Processione con la Croce dellAnno Santo) 4. Raccolti attorno alla Croce del Signore, guardiamo a Lui: Gesù non si è limitato a pronunciare le Beatitudini; le ha vissute. Ripercorrendo la sua vita, rileggendo il Vangelo, si rimane meravigliati: il più povero dei poveri, lessere più dolce tra gli umili, la persona dal cuore più puro e misericordioso è proprio Lui, Gesù. Le Beatitudini non sono che la descrizione di un volto, il suo Volto! Al tempo stesso, le Beatitudini descrivono il cristiano: esse sono il ritratto del discepolo di Gesù, la fotografia delluomo che ha accolto il regno di Dio e vuole sintonizzare la propria vita con le esigenze del Vangelo. A questo uomo Gesù si rivolge chiamandolo "beato". La gioia che le Beatitudini promettono è la gioia stessa di Gesù: una gioia cercata e trovata nellobbedienza al Padre e nel dono di sé ai fratelli. 5. Giovani del Canada, di America e di ogni parte del mondo! Guardando a Gesù voi potete imparare che cosa significhi essere poveri in spirito, umili e misericordiosi; che cosa voglia dire ricercare la giustizia, essere puri di cuore, operatori di pace. Con lo sguardo fisso su di Lui, voi potete scoprire la via del perdono e della riconciliazione in un mondo spesso in preda alla violenza e al terrore. Abbiamo sperimentato con drammatica evidenza, nel corso dellanno passato, il volto tragico della malizia umana. Abbiamo visto che cosa succede quando regnano lodio, il peccato e la morte. Ma oggi la voce di Gesù risuona in mezzo alla nostra assemblea. La sua è voce di vita, di speranza, di perdono; è voce di giustizia e di pace. Ascoltiamola! 6. Cari amici, la Chiesa oggi guarda a voi con fiducia e attende che diventiate il popolo delle beatitudini. Beati voi, se sarete come Gesù poveri in spirito, buoni e misericordiosi; se saprete cercare ciò che è giusto e retto; se sarete puri di cuore, operatori di pace, amanti e servitori dei poveri. Beati voi! Solo Gesù è il vero Maestro, solo Gesù presenta un messaggio che non muta, ma che risponde alle attese più profonde del cuore delluomo, perché Lui solo sa "quello che cè in ogni uomo" (Gv. 2,25). Oggi Egli vi chiama ad essere sale e luce del mondo, a scegliere la bontà, a vivere nella giustizia, a diventare strumenti di amore e di pace. La sua chiamata ha sempre richiesto una scelta tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, tra la vita e la morte. Lo stesso invito è rivolto oggi a voi . Brano IV - 7. Quale chiamata sceglieranno di seguire le sentinelle del mattino? Credere in Gesù significa accogliere ciò che Egli dice, anche se è in contro - tendenza rispetto a ciò che dicono gli altri. Significa rifiutare le sollecitazioni del peccato, per quanto attraenti esse siano, e incamminarsi sulla strada esigente delle virtù evangeliche. Giovani che mi ascoltate, rispondete al Signore con cuore forte e generoso! Egli conta su di voi. Non dimenticate: Cristo ha bisogno di voi per realizzare il suo progetto di salvezza! Cristo ha bisogno della vostra giovinezza e del vostro generoso entusiasmo per far echeggiare il suo annuncio di gioia nel nuovo millennio. Rispondete al suo appello ponendo la vostra vita a servizio di Lui nei fratelli! Fidatevi di Cristo, perché Egli si fida di voi.
C) DISCORSO DEL SANTO PADRE
GIOVANNI PAOLO II
Brano V Carissimi giovani! 1. Quando, nellormai lontano 1985, ho voluto dare inizio alle Giornate Mondiali della Gioventù, immaginavo le Giornate Mondiali come un momento forte nel quale i giovani del mondo avrebbero potuto incontrare Cristo, leternamente giovane, ed imparare da Lui a divenire gli evangelizzatori degli altri giovani. 2. Il nuovo millennio si è inaugurato con due scenari contrastanti: quello della moltitudine di pellegrini venuti a Roma nel Grande Giubileo per varcare la Porta Santa che è Cristo, Salvatore e Redentore delluomo; e quello del terribile attentato terroristico di New York, icona di un mondo nel quale sembra prevalere la dialettica dellinimicizia e dellodio. La domanda che si impone è drammatica: su quali fondamenta bisogna costruire la nuova epoca storica che emerge dalle grandi trasformazioni del secolo XX? Sarà sufficiente scommettere sulla rivoluzione tecnologica in corso, che sembra essere regolata unicamente da criteri di produttività e di efficienza, senza un riferimento alla dimensione religiosa delluomo e senza un discernimento etico universalmente condiviso? È giusto accontentarsi di risposte provvisorie ai problemi di fondo e lasciare che la vita resti in balia di pulsioni istintive, di sensazioni effimere, di entusiasmi passeggeri? La domanda ritorna: su quali basi, su quali certezze edificare la propria esistenza e quella della comunità cui sappartiene? 3. Cari amici, voi lo sentite istintivamente dentro di voi, nellentusiasmo dei vostri giovani anni, e lo affermate con la vostra presenza qui stasera: solo Cristo è la pietra angolare su cui è possibile costruire saldamente ledificio della propria esistenza. Solo Cristo, conosciuto, contemplato e amato, è lamico fedele che non delude, che si fa compagno di strada e le cui parole riscaldano il cuore (cfr. Lc. 24, 13-35). Il XX secolo ha spesso preteso di fare a meno di quella pietra angolare, tentando di costruire la città delluomo senza fare riferimento a Lui ed ha finito per edificarla di fatto contro luomo! Ma i cristiani lo sanno: non si può rifiutare o emarginare Dio, senza esporsi al rischio di umiliare luomo. 4. Lattesa, che lumanità va coltivando tra tante ingiustizie e sofferenze, è quella di una nuova civiltà allinsegna della libertà e della pace. Ma per una simile impresa si richiede una nuova generazione di costruttori che, mossi non dalla paura o dalla violenza ma dallurgenza di un autentico amore, sappiano porre pietra su pietra per edificare, nella città delluomo, la città di Dio. Lasciate, cari giovani, che vi confidi la mia speranza: questi costruttori dovete essere voi! Voi siete gli uomini e le donne di domani; nei vostri cuori e nelle vostre mani è racchiuso il futuro. A voi Dio affida il compito, difficile ma esaltante, di collaborare con Lui nelledificazione della civiltà dellamore.
Brano VI - 5. Abbiamo ascoltato dalla lettera di Giovanni - lapostolo più giovane e forse per questo più amato dal Signore - che "Dio è luce e in lui non ci sono tenebre" (1 Gv. 1, 5). Dio, però, nessuno lha mai visto, osserva san Giovanni. È Gesù, il Figlio unigenito del Padre, che ce lha rivelato (cfr. Gv. 1, 18). Ma se Gesù ha rivelato Dio, ha rivelato la luce. Con Cristo, infatti, è venuta nel mondo "la luce vera, quella che illumina ogni uomo" (Gv. 1, 9). Cari giovani, lasciatevi conquistare dalla luce di Cristo e fatevene propagatori nellambiente in cui vivete . Nella misura in cui la vostra amicizia con Cristo, la vostra conoscenza del suo mistero, la vostra donazione a Lui saranno autentiche e profonde, voi sarete "figli della luce", e diventerete a vostra volta "luce del mondo". Perciò io vi ripeto la parola del Vangelo: "Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli" (Mt. 5,16). 6. .Cristo è luce delle genti, Egli è morto ed è risorto per ridare agli uomini, che camminano nel tempo, la speranza delleternità. Il suo Vangelo non mortifica lumano: ogni valore autentico, in qualunque cultura si manifesti, è da Cristo accolto e sublimato. Consapevole di ciò, il cristiano non può non sentir vibrare in sé la fierezza e la responsabilità di farsi testimone della luce del Vangelo. Proprio per questo io dico a voi questa sera: fate risplendere la luce di Cristo nella vostra vita! Non aspettate di avere più anni per avventurarvi sulla via della santità! La santità è sempre giovane, così come eterna è la giovinezza di Dio. Comunicate a tutti la bellezza dellincontro con Dio che dà senso alla vostra vita. Nella ricerca della giustizia, nella promozione della pace, nellimpegno di fratellanza e di solidarietà non siate secondi a nessuno!
D) OMELIA DEL SANTO PADRE
GIOVANNI PAOLO II
Brano VII -
1. Su una montagna vicino al lago di Galilea, i discepoli di Gesù erano in ascolto della sua voce soave e pressante: soave come il paesaggio stesso della Galilea, pressante come un appello a scegliere tra la vita e la morte, fra la verità e la menzogna. Il Signore pronunciò allora parole di vita che sarebbero risuonate per sempre nel cuore dei discepoli. Oggi Egli dice le stesse parole a voi, giovani di Toronto e dellOntario, e di tutto il Canada, degli Stati Uniti, dei Caraibi, dellAmerica di lingua spagnola e portoghese, dellEuropa, dellAfrica, dellAsia e dellOceania. Ascoltate la voce di Gesù nel profondo dei vostri cuori! Le sue parole vi dicono chi siete in quanto cristiani. Vi insegnano che cosa dovete fare per rimanere nel suo amore. 2. Gesù offre una cosa; lo "spirito del mondo" ne offre unaltra. San Paolo afferma che Gesù ci conduce dalle tenebre alla luce (cfr. Ef. 5,8). Forse il grande Apostolo stava pensando alla luce che lo aveva accecato, lui il persecutore dei cristiani, sulla via di Damasco. Quando aveva riacquistato la vista, niente era rimasto come prima. Paolo era rinato e ormai nulla avrebbe potuto sottrargli la gioia che gli aveva inondato lanima. Anche voi, cari giovani, siete chiamati ad essere trasformati. "Svegliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà" (Ef. 5, 14): è ancora Paolo che parla. Lo "spirito del mondo" offre molte illusioni, molte parodie della felicità. Non vi è forse tenebra più fitta di quella che si insinua nellanimo dei giovani quando falsi profeti estinguono in essi la luce della fede, della speranza, dellamore. Il raggiro più grande, la maggiore fonte di infelicità è lillusione di trovare la vita facendo a meno di Dio, di raggiungere la libertà escludendo le verità morali e la responsabilità personale. 3. Il Signore vi invita a scegliere tra queste due voci, che fanno a gara per accaparrarsi la vostra anima. Gesù, lamico intimo di ogni giovane, ha parole di vita. Quello che voi erediterete è un mondo che ha un disperato bisogno di un rinnovato senso di fratellanza e di solidarietà umana. È un mondo che necessita di essere toccato e guarito dalla bellezza e dalla ricchezza dellamore di Dio. Il mondo odierno ha bisogno di testimoni di quellamore. Ha bisogno che voi siate il sale della terra e la luce del mondo.
Brano VIII - 4. Il sale viene usato per conservare e mantenere sano il cibo. Quali apostoli del terzo millennio, spetta a voi di conservare e mantenere viva la consapevolezza della presenza di Gesù Cristo, nostro Salvatore, specialmente nella celebrazione dellEucaristia, memoriale della sua morte redentrice e della sua gloriosa risurrezione. Dovete mantenere viva la memoria delle parole di vita da lui pronunciate, delle splendide opere di misericordia e di bontà da lui compiute. Dovete costantemente ricordare al mondo che "il Vangelo è potenza di Dio che salva" (cfr. Rm. 1, 16)! Il sale condisce e dà sapore al cibo. Nel seguire Cristo, voi dovete cambiare e migliorare il gusto della storia umana. Con la vostra fede, speranza e amore, con la vostra intelligenza, coraggio e perseveranza, dovete umanizzare il mondo nel quale viviamo. Il modo per ottenere ciò lo indicava già il profeta Isaia : "Sciogliere le catene inique... dividere il pane con laffamato... [togliere di mezzo] il puntare il dito e il parlare empio... Allora brillerà fra le tenebre la tua luce" (Is. 58, 6-10). 5. Anche una fiamma leggera che sinarca solleva il pesante coperchio della notte. Quanta più luce potrete fare voi, tutti insieme, se vi stringerete uniti nella comunione della Chiesa! Se amate Gesù, amate la Chiesa! Non scoraggiatevi per le colpe e le mancanze di qualche suo figlio . E se, nel profondo del vostro cuore, sentite risuonare la stessa chiamata al sacerdozio o alla vita consacrata, non abbiate paura di seguire Cristo sulla strada regale della Croce. Nei momenti difficili della storia della Chiesa il dovere della santità diviene ancor più urgente. E la santità non è questione di età. La santità è vivere nello Spirito Santo, come hanno fatto moltissimi giovani. Voi siete giovani, e il Papa è vecchio e un po stanco. Ma egli ancora si identifica con le vostre attese e con le vostre speranze. Anche se sono vissuto fra molte tenebre, sotto duri regimi totalitari, ho visto abbastanza per essere convinto in maniera incrollabile che nessuna difficoltà, nessuna paura è così grande da poter soffocare completamente la speranza che zampilla eterna nel cuore dei giovani. Non lasciate che quella speranza muoia! Scommettete la vostra vita su di essa! Noi non siamo la somma delle nostre debolezze e dei nostri fallimenti; al contrario, siamo la somma dellamore del Padre per noi e della nostra reale capacità di divenire limmagine del Figlio suo.
Brano IX (ANGELUS Toronto, Downsview Park, Domenica, 28 luglio 2002 A Maria, Madre del Redentore, affido i frutti di questa Giornata Mondiale della Gioventù, perché ne assicuri lefficacia nel tempo Desidero inoltre annunciare ufficialmente che la prossima Giornata Mondiale della Gioventù si svolgerà nel 2005 a Colonia, in Germania. Come pellegrini, il vostro cammino verso Colonia comincia oggi. Cristo vi attende là per la celebrazione della 20ª Giornata Mondiale della Gioventù. Vi accompagni la Vergine Maria, Madre nostra nel pellegrinaggio della fede). |