PRESENTAZIONE: Il numero del settembre 1990 de "LAngelo di Verola", già voluminoso e ricco molto più del consueto, recava come allegato un fascicolo di 48 pagine (quasi un numero di quelli normali del nostro bollettino), numerate con cifre romane, recante in copertina il disegno, ben tracciato e simbolicamente efficace, di un compasso: era il Progetto Educativo dellOratorio (PEO). Si stava per riaprire lOratorio, dopo più di due anni di chiusura e di snervante attesa per una ripresa dellattività che ci vedevamo costretti a dover rimandare di data in data. Dopo quella dei muri, era necessaria un altra ristrutturazione, quella della mentalità: quella di coloro che avrebbero ripreso a frequentarlo e, soprattutto, quella di chi avrebbe operato in questo ambiente. E così, mentre muratori, idraulici, falegnami, lattonieri, ecc. ecc., lavoravano sodo a sistemare i muri, i Consigli dellOratorio (a quei tempi ancora identificati con il Direttivo Anspi) succeditisi in quel periodo furono impegnati in una seria e lunga riflessione per sistemare gli atteggiamenti: era necessaria unopera di ricostruzione soprattutto di questi; la sistemazione del tetto e degli ambienti forniva uno stimolo che non poteva essere lasciato perdere; diversamente lo slogan che accompagnò lavvio dei lavori - Ricostruire per costruirci - sarebbe rimasto una frase ad effetto. La riflessione coinvolgeva anche le altre persone che collaboravano allopera educativa dellOratorio, in primo luogo i catechisti. Anche la comunità parrocchiale fu invitata a farsi sentire: attraverso "LAngelo" venivano pubblicate di volta in volta le bozze, sulle base delle quali non giunsero però grandi suggerimenti. Da ultimo, il tutto passò al vaglio del Consiglio Pastorale Parrocchiale. Lo presentiamo su questo sito web, senza la pretesa di offrire nulla di originale o geniale, ma semplicemente con lintento di metterlo a disposizione, per un confronto o, semplicemente, per la lettura. Si possono anche esprimere delle critiche o dei rilievi scrivendo a: parrocchia@verolanuova.com oppure a: dongv.gritti@tin.it Rispetto al testo originale sono state apportate solo pochissime correzioni, per lo più nella disposizione grafica dei paragrafi e dei titoli. È nostra intenzione, non sappiamo se avremo tempo di attuarla, arricchire, con il tempo, queste pagine con commenti, spiegazioni o riflessioni, a partire dai vari paragrafi che compongono questo progetto educativo. Si ringrazia chi ha collaborato alla stesura materiale del testo, attraverso la scansione del fascicolo originale.
Presentazione (delledizione 1990) Lapertura del "nuovo Oratorio" offre loccasione per presentare alla nostra comunità cristiana il "Progetto Educativo dellOratorio". Non è una novità assoluta. LAngelo di Verola, il nostro mensile di vita parrocchiale, ha già riportato, in alcuni numeri, le bozze che, rivedute, sono ora pubblicate nella stesura definitiva. Il progetto è frutto di riflessioni e discussioni tenute a vari livelli. Hanno offerto il loro contributo i sacerdoti, le religiose, il Consiglio Pastorale Parrocchiale, il Consiglio dellOratorio con lapporto degli animatori. È stata una fatica "concertata", il cui frutto, oso sperare, contribuirà a donare "lanima" alledificio rinnovato dopo due anni di intenso lavoro. Sono certo che questo Progetto Educativo aiuterà i giovani ed i ragazzi a vivere lOratorio ed offrirà alle famiglie lopportunità per sentirsi coinvolte come soggetti di animazione dellOratorio stesso. La parrocchia con la ristrutturazione delledificio si è assunta un grosso impegno finanziario che sta onorando con lo stile della generosità di sempre. È una responsabilità di cui si è fatta carico nei confronti dei ragazzi e dei giovani del duemila. Verolanuova cristiana sente che lOratorio "è lo strumento del quale essa si serve per educare alla fede coloro che alla fede ha generato attraverso il Battesimo". Il presente Progetto Educativo costituisce la guida nel cui ambito saranno chiamati ad operare i sacerdoti, le religiose, gli animatori e lintera comunità cristiana affinché il Vangelo sia annunciato, accolto e vissuto dalle nuove generazioni della nostra parrocchia. Il Signore benedica il progetto e lo renda fecondo con la sua grazia. Il Prevosto (Verolanuova, 10 Agosto 1990 Festa di San Lorenzo, Patrono della Parrocchia)
PRINCIPI GENERALI a - LOratorio è lespressione della sollecitudine educativa della comunità cristiana parrocchiale nei confronti delle giovani generazioni. È strumento del quale essa si serve per educare alla fede coloro che alla fede ha generato attraverso il battesimo. b - LOratorio, dopo la famiglia, è pertanto il luogo privilegiato, anche se non lunico delleducazione alla fede. c - LOratorio non è perciò, prima di tutto, il bar, il campo o altre strutture. Esso è dato invece dalle persone che vi operano e da quelle che lo frequentano, dai rapporti educativi che esse instaurano. d - In quanto è espressione di una comunità cristiana consapevole della sua vocazione missionaria, lOratorio riconosce la possibilità di una appartenenza diversificata: esso non ha preclusioni nei confronti di nessuno e non pone come condizione lessere credenti o disponibili, comunque, ad una proposta di fede. LOratorio è aperto a tutti purché, da parte di ciascuno, non vi siano preclusioni nei confronti delle sue specifiche finalità e vi si rispettino le elementari norme della convivenza sociale civile. e - LOratorio, nelleducazione alla fede, tiene conto della gradualità della maturazione umana e cristiana e perciò non si limita a proporre la catechesi ma offre una vasta gamma di attività, capaci di coinvolgere educativamente quante più persone è possibile, partendo dal diverso livello di maturazione umana e cristiana in cui ciascuno si trova. Le attività che lOratorio propone, per una educazione globale della persona, vanno da quelle specificatamente formative a quelle ludiche (gioco), sportive o di altro genere. In tal modo, lOratorio non trascura nulla di ciò che può aiutare la persona a raggiungere in pienezza la maturità umana e cristiana. In sintesi: LOratorio è "laboratorio di evangelizzazione", "cantiere" nel quale si testimonia, si annuncia, si celebra, si accoglie, si progettano e sperimentano iniziative, ponendo attenzione alleducazione globale della persona, chiamata ad accogliere il dono della vita e a viverla. A tutti vengono proposti i valori cristiani, nel rispetto della libertà di ciascuno che liberamente li accoglie, nella misura della propria disponibilità a crescere e a vivere in Cristo, nella gioia di una vita liberamente donata a Lui e ai fratelli.
a - LOratorio vuole accogliere fanciulli, ragazzi e giovani ed educarli a costruirsi secondo il modello di uomo proposto dal Vangelo. Uomo perfetto è Gesù Cristo; nel suo mistero trova luce il mistero delluomo. b - LOratorio vuole accogliere luomo e, attraverso unazione educativa, introdurlo gradualmente alla conoscenza del piano di salvezza di Dio realizzato in Gesù Cristo, coinvolgendovelo. LOratorio si mette al servizio della vita di coloro che accoglie. c - LOratorio mette Cristo al centro, come motivazione prima ed ultima di ciò che in esso si fa. Accoglie Cristo, presente in ogni persona. Essa va educata e stimolata:
d - LOratorio accoglie il ragazzo e il giovane senza pregiudizi o selezioni, promuovendo il rispetto, il dialogo, la tolleranza, la responsabilità, puntando, sempre nel rispetto delle libere scelte personali, alleducazione della capacità di integrare fede e vita. In sintesi: LOratorio vuole aiutare il fanciullo, il ragazzo, il giovane a trovare il suo posto nella società e nella Chiesa, mettendo la propria vita a servizio degli altri, sullesempio di Cristo, modello di umanità riuscita, che chiama tutti a seguirlo.
a - Ogni attività dellOratorio deve avere obiettivi
chiari, che i vari animatori perseguono con consapevolezza e verificano al termine
delliniziativa. b - Ogni cammino educativo deve essere costruito secondo tappe chiare, possibili da raggiungere e da verificare. c - Gli obiettivi delle singole attività o proposte, come quelli di ogni intervento educativo, devono essere in linea con la finalità generale dellOratorio, della quale costituiscono le tappe intermedie.
Gli operatori di ogni singola attività educativa determinano i mezzi concreti per raggiungere gli obiettivi ad essa inerenti. Qui si danno alcuni principi metodologici fondamentali: a - Fedeltà allIncarnazione, In Cristo, Figlio di Dio fatto uomo per opera dello Spirito Santo, Dio assume la vita umana come veicolo della sua presenza. Pertanto:
b - Centralità della persona. La persona è valore fondamentale. LOratorio non misura la riuscita educativa delle sue iniziative in base alla consistenza quantitativamente notevole della massa anonima che occasionalmente riesce ad aggregare. Pertanto:
c - Pluralità delle presenze educative: lOratorio valorizza le capacità di quanti prestano il loro servizio come educatori o collaboratori di vario genere; alloccorrenza ne sollecita la disponibilità o ne propone ladesione. d - Molteplicità delle proposte. Riaffermato come primario limpegno della catechesi, si riconferma pure la necessità di attività ludiche, artistiche, ricreative, sportive o, in genere, tese allanimazione del tempo libero. L Oratorio è aperto a tutto luomo, è aperto alla vita. e - Tappe della vita di Oratorio:
ITINERARIO FORMATIVO CATECHISTICO
a - La catechesi è educazione alla vita di fede; questa non è, prima di tutto, un insieme di verità da credere ma, soprattutto, è scoperta, incontro e rapporto vivo che lo Spirito Santo ci fa realizzare con Gesù Cristo, dono del Padre. (cfr. RdC 56-68). b - Perciò la catechesi non consiste solo nellinsegnare e nellapprendere delle nozioni riguardanti la dottrina cristiana; non è la pura e semplice comunicazione di verità. Essa è cammino comunitario di fede che conduce alla scoperta e alla accettazione, nella vita, di questa Persona, con cui condividere il cammino della propria esistenza personale e comunitaria. Essa mira alla formazione di personalità cristiane, consapevoli ed autonome: è percorso di iniziazione alla vita cristiana. c - Va pertanto superata la mentalità che vede lincontro di catechismo come una sorta di lezione scolastica, affinché prenda consistenza la capacità di vivere lincontro come esperienza di gruppo, nel quale sia il catechista, sia i ragazzi o i giovani, insieme, camminano verso Cristo, guidati dallo Spirito (cfr. RdC 30-52-55).
La catechesi, con le altre attività formative ad essa connesse (vedi parte 3, sez. B, par. 2), raggiunge la sua finalità generale mediante il perseguimento di questi essenziali e fondamentali obiettivi: a - sviluppo costante di una mentalità di fede: "Educare al pensiero di Cristo, a vedere la storia come Lui, a giudicare la vita come Lui, a scegliere e ad amare come Lui, a sperare come insegna Lui, a vivere con Lui la comunione con il Padre e lo Spirito Santo" (RdC 38). b - formare atteggiamenti conseguenti, conformi al Vangelo, in modo tale che il cristiano sia segno sacramentale di Cristo nel mondo; la catechesi, in quanto incontro con la Parola di Dio, fa sorgere un impegno di costante conversione per una vita nuova in Cristo risorto (cfr RdC 52-53). c - introdurre gradualmente alla conoscenza della Storia della Salvezza e dei contenuti principali della fede cristiana (Dio - Trinità, Gesù Cristo, la Chiesa, i Sacramenti) e delle esigenze morali derivanti dalla vita nuova in Cristo. Tutto questo viene presentato non come astratta dottrina ma come insieme di realtà che gettano continua luce sulla storia e sulla vita di ciascuno e la interpellano continuamente (cfr. RdC 39-41). d - Il conseguimento di questi obiettivi viene realizzato tenendo presenti alcuni aspetti o dimensioni che devono costantemente caratterizzare il cammino di Iniziazione Cristiana.
e - Dal parlare di Dio deve gradualmente scaturire lesigenza e la capacità di parlare con Dio: la catechesi, almeno in forma essenziale, ha il compito di educare alla preghiera, personale e comunitaria (V. Parte III, sez. B, par. 2d)
a - Il cammino di Iniziazione Cristiana (catechesi) devessere:
b - Nel cammino di catechesi vengono coinvolti i genitori e le famiglie. Con loro si promuovono perciò incontri periodici, o, almeno, occasionali come anche -auspicabilmente- momenti di preghiera e/o celebrativi e di festa (cfr parte 3, sez. A, par. 6). c - Il rapporto tra catechista e ragazzi dovrebbe continuare, nel limite del possibile, anche al di fuori dellincontro catechistico, in momenti di amicizia, di gioco, ecc.
a - Il catechista si sente impegnato in prima persona a vivere e praticare ciò che comunica al suo gruppo; ne fa oggetto di personale riflessione e preghiera. Anchegli si sente in cammino e in ricerca con i ragazzi o i giovani che gli sono affidati. In questo modo, lincontro di catechesi risulterà sempre meno un insegnamento cattedratico di nozioni e sempre più un cammino di crescita nella fede, compiuto insieme. b - li catechista prega costantemente per tutti e singoli i membri del gruppo; allazione dello Spirito Santo affida, sempre nella preghiera, ogni incontro di catechesi affinché, al di là dei segni esteriori di riuscita o fallimento, il seme gettato con la parola e la testimonianza attecchisca nei cuori e porti frutto. c - Per gli adolescenti o i giovani che decidono di svolgere questo prezioso e fondamentale servizio, è auspicabile listituzione di un corso a livello parrocchiale o zonale o la partecipazione a quelli organizzati dalla Diocesi. È pure opportuno un periodo di "tirocinio" come assistente di un catechista già dotato di una certa esperienza. d - Vale in primo luogo per il catechista quanto viene affermato degli animatori in genere, in modo particolare per quanto riguarda la formazione personale: partecipazione al magistero dei catechisti e agli incontri di preparazione in gruppo (vedi Parte Terza, sez. A, par. 5). B - CONTENUTI FORMATIVI SECONDO
1 - ITINERARIO EDUCATIVO DEI FANCIULLI (1):
a - Destinatari Nei fanciulli di questetà vanno caratterizzandosi:
Lesperienza intellettuale è ancora fortemente legata alla vita affettiva ed emotiva. Per apprendere, il fanciullo ha bisogno di vivere in clima di gioia e serenità. Iniziano i rapporti sociali, positivi e negativi. Sul piano dellesperienza religiosa, è il momento dellosservazione e della contemplazione, che può esprimersi in atteggiamento di stupore e riconoscenza e che predispone alle prime confessioni di fede. b - Meta globale Si tratta di promuovere una serie di esperienze che introducano il fanciullo nella vita della comunità cristiana; curare una prima forma di catechesi che riprenda annunci già ricevuti in famiglia e nella scuola materna; iniziare alla socializzazione, al senso di appartenenza, alla preghiera personale e liturgica. c - Obiettivi 1) OBIETTIVI DI CONTENUTO: non si tratta tanto di puntare sullacquisizione di nozioni, ma di favorire e potenziare la disponibilità alla scoperta: scoperta della persona di Gesù e del suo rapporto con la vita di ognuno; scoperta della positività dello stare insieme come fratelli nel gioco, nelle attività, nella ricerca, nella festa; scoperta della Chiesa come famiglia di tutti coloro che seguono Gesù. 2) OBIETTIVI Dl ATTEGGIAMENTO: le attività proposte al bambino devono avere di mira e promuovere:
d Esperienze 1) CATECHESI, SPIRITUALITÀ E LITURGIA. Di fondamentale importanza è il modo di porsi del catechista e la relazione che riesce a stabilire. È necessario parlare allimmaginazione del bambino, ma sempre in modo da non tirarla fuori strada con raffigurazioni errate; far agire i suoi sensi, ma sempre in modo da fargli capire che cè qualcosa che va al di là di essi; comportarsi con lui in modo da fargli intravedere lamore del Padre. Vanno valorizzati vari metodi espressivi (disegno, mimo, canto, drammatizzazione) per favorire lassimilazione di quanto insieme si va scoprendo. Il bambino devessere gradualmente introdotto a scoprire tutti i modi della presenza di Gesù nel mondo: la creazione, la famiglia, gli amici, la comunità, la Parola e i Sacramenti. Egli va educato a scoprire la Messa anzitutto come esperienza di una famiglia più grande della sua: la famiglia dei figli di Dio che è la Chiesa. È unetà dove è possibile lavorare per educare una coscienza morale basata sui valori della generosità, rispetto, rettitudine. La Riconciliazione con Dio, il Padre buono, diventa unoccasione per far comprendere la misericordia ed il perdono che Dio offre ad ogni persona. La preghiera devessere presentata come il dialogo affettuoso tra il Padre ed i suoi figli sulle piccole e grandi cose della vita. È importante introdurre il bambino alla comprensione del simbolismo religioso. La luce, lacqua, il pane sono simboli che ritornano nella vita quotidiana del fanciullo; egli è particolarmente aperto allespressione simbolica e gestuale. 2) SOCIALIZZAZIONE Il fanciullo, in questi anni, fa una prima scoperta dellOratorio tramite gli incontri di catechismo e di animazione. Questa scoperta si allarga allambiente più vasto della Chiesa-comunità parrocchiale, dei responsabili della comunità, delle feste e tradizioni religiose del paese. La presenza in Oratorio dei fanciulli di questa fascia di età non dovrebbe essere limitata allincontro di catechismo. 3) GIOCO A questetà si deve privilegiare il gioco, lespressività, la creatività. I campi di interesse e di impegno sono vari: mimo, drammatizzazione, musica, disegno. 2- ITINERARIO EDUCATIVO DEI FANCIULLI (2): 4a - 5a elementare a - Destinatari I fanciulli di questetà sono ancora strettamente legati allambiente della famiglia, ma la loro vita si è arricchita dellesperienza scolastica e parrocchiale. Sono già in possesso di buone capacità: possono sopportare un ritmo di impegno abbastanza costante, sono attenti osservatori di quanto capita intorno a loro, riescono a formulare giudizi sui comportamenti della gente, scrutano con curiosità il mondo e gli adulti, desiderano partecipare alle attività di gruppo, godono di un potenziale affettivo enorme. La vita di gruppo si caratterizza con una forte spinta alla socializzazione e con una spiccata tendenza allamicizia. Non mancano certamente esperienze negative: piccole sofferenze e delusioni, chiusure personali, frustrazioni, sensi di colpa che aprono il fanciullo alla crescita. Le prime note negative dellesperienza introducono i fanciulli ad una concezione più realistica della vita; aiutati dagli educatori, essi possono aprirsi al senso della solidarietà verso chi soffre. b - Meta globale Il momento è particolarmente favorevole ad una educazione che insista sui rapporti interpersonali, sulle regole di una serena convivenza. In questa fase si introduce il fanciullo ad una conoscenza più piena di Gesù, visto come Maestro (che insegna come vivere) e come Salvatore (che stabilisce un rapporto unico e decisivo con la vita di ognuno). Seguire Lui significa anche creare legami di comunione fra gli uomini, a cominciare dal proprio gruppo. c Obiettivi 1) OBIETTIVI Dl CONTENUTO: Tramite il Vangelo e la narrazione del catechista, il fanciullo viene gradualmente introdotto in una conoscenza più sistematica della vita di Gesù (nascita, vita pubblica, morte e risurrezione), con una particolare attenzione alle reazioni suscitate dalla sua presenza nei vari ambienti e nelle persone da Lui incontrate. Lincontro con Gesù attraverso i Sacramenti va presentato come mezzo per aderire più profondamente a Lui. 2) OBIETTIVI DI ATTEGGIAMENTO E importante favorire liniziativa propria dei fanciulli di questetà, valorizzandone le attitudini e i doni. Lanimazione educativa deve tendere a promuovere uno sguardo sereno alla vita, un confidente senso di generosità e sincerità, un costante clima di gioia. Il fanciullo va educato ad alcuni atteggiamenti basilari della vita cristiana:
I fanciulli vanno anche educati a vivere un clima di accoglienza nel gruppo. A questa età, essi sono potenzialmente aperti alla comprensione del valore di alcune regole; si può perciò insistere su una interiorizzazione e traduzione nella vita concreta dei Dieci Comandamenti, riassunti nel duplice Comandamento dellamore. d - Esperienze 1) CATECHESI, LITURGIA E SPIRITUALITÀ. La proposta di catechesi trova il suo nucleo centrale nella figura di Cristo. In questo ambito, è importante sottolineare:
Lesperienza di gruppo può riservare momenti particolarmente significativi per provocare i ragazzi alla preghiera spontanea di lode, ringraziamento, domanda, invocazione, prendendo spunto da fatti di vita concreta e da situazioni che riguardano la comunità. È importante approntare esperienze di preghiera che valorizzino lespressione corporea. Bisogna inoltre consolidare la conoscenza delle preghiere tradizionali, spiegandone il significato, e consolidare la pratica della preghiera quotidiana. Varie esperienze ed attività devono concorrere alla creazione di un atteggiamento attivo e partecipe nella celebrazione eucaristica. Il Sacramento della Riconciliazione va valorizzato come momento della sequela di Gesù. Esso diventa occasione per un rapporto costante con la persona del sacerdote e, quindi, per lavvio della guida spirituale. È importante anche educare ad intendere il peccato come rifiuto, negazione, opposizione a crescere secondo la mentalità di Cristo. 2) SOCIALIZZAZIONE Lesperienza portante del fanciullo, in questi anni, è quella dellamicizia, che trova nel gruppo una significativa espressione. Il fanciullo va educato a prendere coscienza delle proprie responsabilità e delle proprie caratteristiche (limiti e doti). Non solo il gruppo catechistico, ma tutto lOratorio con le sue attività (recitals, mostre, Grest, campi estivi, incontri zonali, ecc.) e proposte associative (gruppo chierichetti, coro, gruppo sportivo, ACR, AGESCI) deve favorire una socializzazione sempre più ampia. 3) GIOCO A questetà emerge una più sviluppata coscienza di sé e una maggiore padronanza del proprio corpo. Le attività motorie possono essere maggiormente orientate verso lo sport. È però da evitare ogni attività sportiva agonistica o di addestramento allo sport nel senso tecnico-funzionale del termine. 3 - ITINERARIO EDUCATIVO DEI PREADOLESCENTI: 1a - 2a - 3a media. a - Destinatari
I ragazzi di questetà vivono un momento di particolare crescita, caratterizzato dalla capacità di aprirsi alla vita con generosità e fiducia; essi hanno bisogno di sistemare in modo più organico le loro conoscenze, pretendono di formulare in modo più personale giudizi di valore, crescono nella volontà di agire e di partecipare.
Dopo la stagione relativamente "tranquilla" della fanciullezza, i ragazzi avvertono dentro di sé aspirazioni potenti e forze misteriose che premono. Il preadolescente passa da uno stato di dipendenza dalladulto, e in particolare dalla famiglia, a uno stato sempre più autonomo, avviando così il confronto con la società e cercando in essa il suo posto (termina il ciclo scolastico dellobbligo). Cominciano a svilupparsi nuove spinte nella vita affettiva e sessuale. Tutto questo è accompagnato da una certa insicurezza ed inquietudine che esploderà nelladolescenza e che si esprime in uno spiccato conformismo, nel bisogno di essere accettato e valorizzato; tali bisogni trovano risposta soprattutto allinterno di un gruppo ristretto di coetanei ("banda", compagnia, ecc.). b - Meta globale Bisogna aiutare i ragazzi a uscire dal proprio egocentrismo per stabilire un rapporto di collaborazione con gli altri; essi vanno educati a diventare collaboratori del progetto che il Padre ha per il mondo. Gesù viene riscoperto come il primo testimone di questo progetto: Egli è il Vivente ed il Risorto. Il suo Spirito ci conferma nellimpegno di adesione a Lui (Cresima) per costruire un mondo nuovo. I ragazzi vanno aiutati a conoscere meglio le loro capacità e ad acquistare fiducia in se stessi; bisogna presentare loro modelli credibili con cui identificarsi e grazie ai quali scoprire il progetto di vita; insegnare a valutare ciò che è veramente importante, per poter fare delle scelte sempre più personali; educarli al dialogo, a riconoscere il valore dellaltro, a stabilire con gli altri un rapporto di amicizia autentica. È opportuno trovare i modi perché il preadolescente possa riscoprire Gesù come amico: Colui che dà un senso a tutto ciò che i ragazzi vivono ed esperimentano. c Obiettivi 1) OBIETTIVI DI CONTENUTO: A conclusione delliniziazione sacramentale, bisogna aiutare i ragazzi a motivare la loro fede cristiana mediante una conoscenza approfondita, anche se essenziale, dei grandi misteri della fede: Dio Padre, che si rivela come creatore, alleato, liberatore; Gesù Cristo come amico, modello, Salvatore; Io Spirito santo come portatore di novità e di amore; la Chiesa come popolo di Dio radunato dallo Spirito e "luogo fondamentale dellesperienza di fede". A questo si aggiunga una conoscenza elementare delle fonti della fede: Bibbia, liturgia, Tradizione, segni creaturali. Parallelamente, bisogna aiutare i ragazzi a conoscere più approfonditamente se stessi e a mettersi in ricerca del personale progetto di vita, interpellati dal progetto di Dio sulla storia. Il ragazzo deve anche essere aiutato a conoscere criticamente e, quindi, a valutare i valori offerti dallambiente in cui vive. 2) OBIETTIVI Dl ATTEGGIAMENTO Il bisogno di essere protagonista e di sperimentare in prima persona, va educato e sostenuto, in modo che diventi senso di responsabilità, capacità di sentirsi coinvolti, affezione ad un ambiente e ad un gruppo, positiva gratificazione che rafforza la fiducia in sé. Soprattutto in questa età non valgono tanto i lunghi discorsi: sono più efficaci lesempio, le azioni, i suggerimenti di un educatore-amico (specialmente il sacerdote) che aiutino i ragazzi a scegliere positivamente. Si favorisce così Io sviluppo della responsabilità personale. La vita di gruppo devessere particolarmente curata: in essa il preadolescente è aiutato a vivere unesperienza di Chiesa e ad esprimere un moderato livello di anticonformismo nelle scelte e nei valori. Il ragazzo devessere quindi condotto ad assumere un comportamento cristiano più motivato, consapevole e critico, in conseguenza del suo rapporto di amicizia con Gesù. È sollecitato a scoprire che ci sono fatti e realtà che dipendono da lui, dal suo impegno, per cui deve maturare una maggiore disponibilità a mettere in gioco i propri doni. Inoltre il ragazzo è chiamato a:
Affinché il suo cammino di sequela dietro a Gesù sia completo, il preadolescente va educato a superare rancori, divisioni, egoismi e a perseverare nellimpegno di testimonianza derivante dal dono dello Spirito ricevuto nella Cresima. d - Esperienze 1) CATECHESI, SPIRITUALITÀ, LITURGIA. Si completa in questa fascia di età litinerario di preparazione al Sacramento della Confermazione. La Catechesi mira allincontro con Colui che è venuto a cogliere ogni desiderio di vita. Cristo va riscoperto come persona viva, presente nella nostra vita; egli ci chiede di essere suoi testimoni, con la forza dello Spirito. La catechesi deve tener conto dellemergere del senso critico e dellesigenza di unulteriore motivazione della fede; della tendenza ad apprendere ciò che valorizza la propria esperienza ed il proprio mondo interiore. È necessario trovare i modi per superare la crescente disaffezione che i ragazzi provano per lincontro tradizionale, a scadenza settimanale. Il raggio delle proposte di catechesi deve farsi sempre più ampio. Lassociarsi, a questetà, può costituire una forma di appartenenza specifica e gratificante. Vanno valorizzate iniziative anche saltuarie di incontro su alcuni temi di riflessione e, in alcuni momenti, di festa. Importante è che non venga cambiata, in questi anni, la figura del catechista: spesso costituisce un valido punto di riferimento per il ragazzo e per il gruppo. Il ragazzo è portato a scoprire la presenza di doni diversi nella comunità; la celebrazione del giorno del Signore è espressione dellunità di questa Chiesa diversificata. Con i suoi propri doni, spinto dallo Spirito Santo (Cresima) il ragazzo si rende disponibile al progetto di Dio, nella Chiesa e nel mondo. Stante la ricerca di autonomia dalla famiglia e dalle istituzioni, si determina quellinizio di crisi, che si manifesta come crisi di appartenenza nei confronti della comunità ecclesiale, con un distacco graduale dalla pratica religiosa. Bisogna allora offrire al preadolescente esperienze liturgico-spirituali di forte coinvolgimento. Bisogna evitare che questa momentanea disaffezione comprometta tutto lo sviluppo successivo della spiritualità del ragazzo. I ragazzi vanno aiutati a riscoprire e a vivere in modo personale sia il Sacramento della Riconciliazione, sia la celebrazione dellEucarestia. La Parola di Dio deve essere sempre più sperimentata come ciò che illumina la vita, la interpreta, le dà il senso definitivo. Nella preghiera spontanea, il preadolescente devessere aiutato ad esprimersi superando lemotività e la fretta dellimprovvisazione. Nel gruppo e nel rapporto personale, leducatore deve abituare i ragazzi ad entrare in se stessi, per valutare il proprio comportamento con un lavoro della mente e del cuore che giudica il proprio stile di vita e sollecita una decisione personale. Opportuna è la pratica della direzione spirituale che diventa dialogo, in clima di amicizia, sulle cose importanti della vita, anche se questo risulta particolarmente difficile a questetà. 2) SOCIALIZZAZIONE Il ragazzo continua, aiutato dai propri animatori e dal gruppo, ad approfondire e a rendere più chiara la propria collocazione nella realtà e nella Chiesa a livello di celebrazione, annuncio e servizio. Va stimolato un comportamento coerente e responsabile con la propria fede, in rapporto ai problemi dello sviluppo affettivo e sessuale e dei valori cui si fa riferimento per le scelte del futuro (scuola e lavoro). In questetà in cui si prende coscienza della propria identità sessuale risulta opportuno anche educare al maschile e al femminile. Lamicizia devessere approfondita come valore che può richiedere anche sacrificio e, comunque, un supplemento di donazione e amore. Va educata una maggiore sensibilità ai problemi sociali e un più spiccato interesse ai vari modelli di realizzazione che il mondo degli adulti presenta; lo scopo è quello di uneducazione vocazionale e missionaria. 3) GIOCO Il ragazzo non è ancora un atleta; è un soggetto che sta acquisendo una mentalità, un costume, delle abilità sportive, intese come strumento di educazione personale e sociale. Le attività si fanno specifiche senza diventare specialistiche; si intensificano, senza imporre esasperati impegni fisici e tensioni psichiche; lagonismo assume per letà stessa una parte di rilievo, ma occorre che non degeneri in competitività aggressiva e prolungata. 4- ITINERARIO EDUCATIVO DEGLI ADOLESCENTI: 14 - 17 anni a - Destinatari I ragazzi dai 14 ai 17 anni vivono quella stagione della vita in cui ciascuno è chiamato a dare un orientamento alla propria esistenza. Essi sono alla ricerca di unautonomia sempre più grande: vogliono fare le "loro" esperienze, cominciano a discernere in maniera più chiara i vari progetti di vita. Tuttavia, non sono disposti ancora a scegliere una strada, rinunciando alle altre. Sono protesi verso ideali ma fanno fatica a tradurli in un concreto progetto di vita e ad accettare la realtà così comè. Si sentono portati ad operare nellambiente, ma la loro "generosità" sembra essere determinata, più che altro, dallesigenza di gratificazione e di realizzazione personale. Il loro impegno va continuamente sostenuto. Per quanto riguarda il problema religioso, gli adolescenti, di solito, vivono la crisi di fede in forme ancora più radicali che nella preadolescenza. Limmagine di Dio che si è formata dentro di loro non sempre è adeguata alle nuove esperienze. Nei confronti della proposta cristiana assumono sempre più spesso un atteggiamento di indifferenza e tendono ad abbandonare anche la pratica religiosa. Eppure nelladolescenza i ragazzi avvertono un profondo bisogno di dare senso alla vita e vanno alla ricerca di un "Tu" totale, che dia una risposta definitiva agli interrogativi di fondo della vita. b - Meta globale Si tratta di promuovere una serie di esperienze che introducano il preadolescente ad una conoscenza di sé sempre più approfondita, affinché viva con consapevolezza e criticità la propria esperienza. Va educata, alfine di un suo potenziamento, la capacità di relazione. Gli adolescenti hanno bisogno di essere aiutati a delineare un progetto di vita, a fare le loro scelte e a vivere con coerenza; hanno bisogno di essere stimolati ad assumere impegni concreti e a maturare un atteggiamento di responsabilità e di servizio nella realtà in cui vivono. È di estrema importanza aiutarli a riappropriarsi personalmente del messaggio cristiano, a cogliere il rapporto strettissimo che intercorre tra la fede e la loro vita e a sperimentare direttamente la validità e credibilità del messaggio evangelico. c - Obiettivi 1) OBIETTIVI Dl CONTENUTO: Agli adolescenti bisogna presentare Cristo come la risposta ai problemi della vita e come senso delle esperienze: Gesù è il Signore della vita, colui che rivela luomo a se stesso. Si deve cercare di approfondire la conoscenza della Chiesa come mistero, sacramento di unione, sacramento dello Spirito, corpo dalle molte membra. Infine, ladolescente va introdotto in una sempre più profonda conoscenza di sé e dei propri doni, dei bisogni del mondo, delle iniziative della Chiesa locale, delle proposte dei movimenti ecclesiali. Devessere inoltre aiutato a vagliare criticamente i progetti di vita offerti dallambiente sociale e dalla cultura contemporanea. Va ulteriormente valorizzata la capacità critica propria di questa età. La passione per la ricerca della verità deve opportunamente correggere una criticità sterile e verbosa. Ladolescente va educato a vivere con coerenza nella vita concreta e in ogni ambiente le proprie convinzioni di fede. In questa fase di insorgenza delle pulsioni e di esplosione dellaffettività, è importante incoraggiare e guidare ladolescente ad esprimere la propria emotività non esclusivamente in termini logico-razionali, ma attraverso una pluralità di linguaggi, quali il disegno, la danza, il mimo, il teatro (spettacoli, recitals, ecc.). 2) OBIETTIVI DI ATTEGGIAMENTO: Il gruppo, con la presenza dellanimatore, è il luogo privilegiato allinterno del quale la componente emotivo-affettiva può essere compartecipata e quindi serenamente integrata nella personalità di ognuno. Uneducazione alla sessualità e allamore è quanto mai opportuna. Essa deve mirare ad una conoscenza del progetto di Dio sulla sessualità umana e dei valori che poi si traducono nella norma etica. Lesperienza dellinnamoramento non deve diventare il pretesto per lisolamento e la fuga dallamicizia del gruppo. Va valorizzata la sensibilità che i ragazzi mostrano per il valore della vita: pace, giustizia, libertà. Si deve inoltre potenziare il senso di responsabilità di fronte al mondo. Leducazione alla passione per la vita deve incentivare un atteggiamento più positivo e responsabile anche di fronte ai valori legati allesistenza fisica, per prevenire esperienze degenerative sempre più diffuse nel mondo adolescenziale (droga, alcoolismo, incidenti...). Atteggiamenti da curare particolarmente sono: costanza, fortezza, dominio di sé, fiducia e speranza nella realizzabilità del progetto di un mondo nuovo. Ladolescente va aiutato a sperimentare che il senso autentico della libertà è lamore; esso è vero nella misura in cui percorre le vie concrete del perdono, della solidarietà, del servizio. In questa direzione vanno anche educati a vivere anche il loro tempo libero. d - Esperienze 1) CATECHESI, SPIRITUALITÀ, LITURGIA Gli adolescenti vanno portati dalla accoglienza "teorica" del messaggio di fede alla vita di fede che si esprime in gesti ed opere, poiché "la fede, senza le opere, è morta" (Gc 2,26) e cresce nella misura in cui viene vissuta, professata, celebrata. Il principio della vita nuova è Cristo risorto; colui che ci rende capaci di attuarla è Io Spirito Santo; lo spazio in cui sperimentare questa nuova vita è la comunità cristiana; lambito in cui portare frutti è il mondo. Per la catechesi agli adolescenti, il gruppo assume grande importanza. Esso influisce sui suoi membri in modo più incisivo di quanto può avvenire allinterno di un rapporto individuale. La catechesi, perciò, deve ordinariamente rivolgersi a gruppi. Ad essa si può affiancare una catechesi occasionale, legata ad incontri particolari, come ritiri, ecc., che cerchi di recuperare e riallacciare quei legami che, per una larga fetta del mondo giovanile si spezzano col postcresima. Lo stimolo della catechesi devessere linsieme di domande emergenti dalla vita che impelle negli adolescenti. Gli adolescenti hanno bisogno di vedere la spiritualità incarnata in alcuni modelli; è importante, perciò, che trovino nella comunità adulta e nella stessa comunità educativa dellOratorio alcune persone significative, cristiani maturi, testimoni gioiosi e coerenti. Aumenta in questetà limportanza del dialogo o direzione spirituale che aiuti ladolescente a camminare concretamente nella costruzione della propria identità di uomo e di cristiano. Bisogna aiutare gli adolescenti a cogliere laspetto vitale dei sacramenti, al di là della loro dimensione rituale. Questo processo di riscoperta può essere innescato anche da esperienze spirituali significative: campi scuola, ritiri... È importante offrire nuovi modelli celebrativi per il Sacramento della Riconciliazione, affinché ladolescente possa viverla in modo più maturo rispetto alla fanciullezza: il disagio nei confronti di questo sacramento è spesso causato dallincapacità di trovare un più cosciente senso del peccato nel proprio cammino spirituale. Ladolescente, inoltre, ha di fronte chiare norme etiche e vive il disagio di non riuscire ad adeguarvisi: la disaffezione alla pratica religiosa e al sacramento è spesso generata da questa conflittualità. La preghiera deve assumere nuove forme ed espressioni, che facciano esperimentare limportanza dello "stare con Gesù". 2) SOCIALIZZAZIONE: LOratorio deve diventare luogo di ampia comunicazione: allinterno del gruppo o in occasione di convocazioni più vaste, bisogna portare sul tappeto i problemi attuali che toccano gli adolescenti più da vicino. Essi devono essere introdotti in esperienze guidate di servizio, per sperimentare che il proprio modo di agire può cambiare la vita propria e degli altri. Va sottolineata quella particolare forma di volontariato che è il servizio educativo: lanimazione dei più piccoli. Attraverso di essa, ladolescente matura il proprio senso di responsabilità, prende Coscienza dei suoi doni, sperimenta la gratuità come valore che Io apre a comprendere esistenzialmente il carattere proprio dellesperienza cristiana. 3) GIOCO Per questa fascia di età è valida lespressione "attività sportiva" poiché è a questetà che lo sport può estrinsecarsi nella completezza delle sue componenti fisiche, psichiche e tecnico-organizzative. Le attività sportive vanno realizzate secondo i criteri ed i principi che vengono accennati nella PARTE III sez. B, par. 3b/2 Esse vanno integrate con altre, di carattere più specificamente ricreativo, a beneficio di coloro che non scelgono lo sport come attività principale nellambito dei tempo libero.
18-25 anni a - Destinatari Nei giovani si riscontra una ricerca talvolta esasperata di gratificazione immediata, si constata una notevole difficoltà ad impegnarsi nella realtà sociale con senso di responsabilità e continuità. Si profila di fronte ad essi la necessità di dover decidere sulla propria identità, di prendere delle decisioni in base alle quali essi "giocheranno" la propria vita. Si rendono conto della necessità di dover dare un senso personale alla propria esistenza, secondo il quale muoversi nella provvisorietà del quotidiano. Anche il problema religioso esige in questetà delle scelte più personali che mai, non basta lappartenenza ad un gruppo ecclesiale, non basta vivere delle esperienze religiose per continuare a credere; occorre darsi delle motivazioni, una conoscenza più approfondita e personalizzata del messaggio cristiano. b - Meta globale I giovani, allinterno di una proposta articolata, devono essere aiutati a formulare un progetto di vita. Per una lettura di fede dellesperienza affettiva, la catechesi deve educare ad una vita morale che integra la fede e la vita. La spiritualità giovanile sente lesigenza di un cammino metodico e quotidiano. Assume particolare rilievo il ruolo e la figura del "direttore" spirituale. c Obiettivi
È importante che il giovane impari a sostenere latto di fiducia, con cui aderisce a Dio e al suo messaggio, attraverso il ricorso sia alla verificabilità storica del fatto salvifico, sia al fatto che il messaggio evangelico risponde nella maniera più adeguata alle tensioni e alle aspettative delluomo (dimensione razionale dellatto di fede).
la riscoperta del volto autentico di Cristo e della Chiesa, lassunzione del progetto di Cristo nella propria vita sono tappe che vanno sostenute con un atteggiamento di coraggio, disponibilità, donazione. Questi alcuni degli atteggiamenti da interiorizzare: - la tensione ad un progetto fondato su valori grandi, ricavati dal Vangelo, che devono guidare ogni scelta concreta; - lasciarsi coinvolgere da una scelta (di fede) e da un progetto in modo definitivo, testimoniandolo con coerenza;
Si supera così il gruppo ristretto come proprio esclusivo orizzonte e si ha la possibilità di testimoniare la propria fede in più numerosi ambienti di vita. d Esperienze
Il soggetto della proposta di catechesi è sempre meno lanimatore e sempre più una comunità di credenti che si trasmettono la propria esperienza di fede. È importante, quindi, favorire la costituzione di piccoli gruppi (tra famiglie, amici, che condividono lo stesso servizio ecclesiale o sociale) al cui interno la fede viene comunicata e fatta oggetto di riflessione nei suoi vari aspetti e contenuti. A questa età sono particolarmente significative ed incidono in profondità nella vita spirituale le esperienze cosiddette forti: ritiri, corsi di esercizi spirituali, ecc. La direzione spirituale, come momento di discernimento, devessere offerta. I giovani devono essere educati alla lettura di carattere spirituale, agiografico (vita di santi o cristiani contemporanei impegnati), biblico. È buona cosa avviare la pratica della meditazione o dialogo personale prolungato, non occasionale, con Gesù Cristo. Bisogna rimotivare le celebrazioni nel giorno del Signore, individuando, anche a livello di giovani laici, le possibilità di una ministerialità liturgica. La sensibilità liturgica (segni e riti) devessere maggiormente educata per favorire una partecipazione più attiva e consapevole. Oltre alla preghiera personale, fatta nei luoghi dellesistenza quotidiana, è importante riscoprire limportanza del tempio, come spazio e tempo di preghiera e adorazione. Le celebrazioni penitenziali comunitarie, oltre che esplicitare il carattere comunitario del peccato e del perdono, sono occasione di catechesi per la riscoperta del Sacramento della Riconciliazione. 2) SOCIALIZZAZIONE: I valori dominanti su cui fanno perno le varie esperienze di questo ambito sono la corresponsabilità, la partecipazione e la ministerialità (servizio). Devono essere valorizzati i momenti della comunicazione e della festa. È importante offrire la possibilità di fare concretamente esperienze di servizio per un tempo limitato o prolungato, sia allinterno della parrocchia sia a servizio della comunità civile (obiezione di coscienza e servizio civile, anno di volontariato sociale per le ragazze, volontariato nel terzo mondo, ecc.). Va evitato il rischio che queste esperienze rappresentino momenti di "fuga" da situazioni alienanti o poco soddisfacenti, sperimentate nella vita quotidiana (lavoro, famiglia ecc.). 3) GIOCO: Cfr. fascia precedente. Loffrire possibilità di incontro e socializzazione non deve essere visto come occasione strumentale in vista dellevangelizzazione, ma come momento di promozione umana e occasione di dialogo e comunicazione. Sempre più decisamente si può proporre ai giovani di orientare la propria passione sportiva nel servizio di animazione ludico-motoria per i più piccoli.
LA COMUNITÀ EDUCATIVA La Comunità Educativa dellOratorio è linsieme di tutti coloro che si impegnano, a diversi livelli e con compiti diversi, a realizzare il Progetto Educativo dellOratorio. Ogni collaboratore vive la sua presenza in Oratorio con atteggiamento di servizio e di umile disponibilità; in quanto condivide con loro lo stesso ideale di servizio educativo, cerca e promuove lunità e larmonia tra tutti coloro che si dedicano allanimazione e alla gestione dellOratorio.
a - LOratorio è parte integrante della Parrocchia e di essa costituisce unespressione fondamentale (vedi Principi Generali 1a). b - La partecipazione alla vita dellOratorio è il modo fondamentale con cui ragazzi, adolescenti e giovani sono inseriti nella Parrocchia: essi, in quanto vivono nellOratorio e partecipano alle sue attività, sono parte di essa. Per molti di loro, lOratorio rimane addirittura lunico punto di contatto con la realtà parrocchiale. c - In quanto educa alla vita di fede e alla partecipazione responsabile, lOratorio prepara i futuri membri attivi della Comunità parrocchiale. d - Vista la sua funzione di "vivaio" della Parrocchia, lOratorio devessere oggetto di particolare cura ed attenzione da parte di essa. Di questattenzione si fa particolarmente carico il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP) e - La presenza dei sacerdoti, della direttrice dellOratorio femminile e di alcuni, animatori dellOratorio nel CPP, garantisce il collegamento tra questultimo e lOratorio stesso. f - Il CPP fornisce eventuali indicazioni o proposte ai responsabili dellOratorio; cura che lazione educativa dellOratorio si inserisca nella più vasta azione pastorale della Parrocchia.
2- IL PARROCO a - In quanto responsabile primo, a nome del Vescovo, di tutta la Parrocchia, il Parroco è il punto di riferimento principale anche dellOratorio. Come tale, egli presiede, di diritto, gli organismi di gestione dellOratorio stesso (Consiglio dellOratorio, ecc.). b - Nelladempimento delle sue responsabilità, si avvale della collaborazione del direttore dellOratorio maschile e della direttrice dellOratorio femminile, ai quali spetta il compito di agire concordando con lui scelte e iniziative, sulle quali lo tengono costantemente informato.
3- SACERDOTE RESPONSABILE (DIRETTORE) a - La figura del direttore si ispira al don Bosco dellOratorio: vocazione, simpatia e competenza per il lavoro tra i giovani, passione educativa ed evangelizzatrice, capacità di rapporti diretti e profondi con i collaboratori e di presenza incoraggiante tra i ragazzi e i giovani. Suo ruolo primario è lanimazione e il coordinamento della Comunità Educativa. b - Suo punto di riferimento è il Parroco, responsabile primo anche dellOratorio alla cui gestione è da lui delegato. c - Egli, in quanto responsabile delleducazione alla fede anche della gioventù femminile, svolge il suo compito intrattenendo un rapporto di collaborazione e di intesa con la direttrice dellOratorio femminile. d - Con i collaboratori si mostra disponibile nellascoltare esigenze, idee e proposte. Da parte dei collaboratori va tenuto un atteggiamento consapevole delle sue responsabilità e di accettazione del suo ruolo, anche quando non si condividessero alcune sue scelte. Il direttore usa particolare attenzione per la formazione degli animatori. e - È sua responsabilità il collegamento e la collaborazione con le varie forze operanti per leducazione dei ragazzi e dei giovani nel Territorio. f - Ha il compito di presenza e di sensibilizzazione nel Consiglio Pastorale. A lui tocca far sentire lOratorio come unattuazione della comunità cristiana e aiutarne linserimento nella programmazione parrocchiale.
4 - RELIGIOSE (Suore), con particolare riferimento alla Direttrice dellOratorio femminile. a - La suora presente in Oratorio è segno e testimonianza per quello che è e non per quello che fa. È una figura di valore, portatrice di un dono singolare, derivante dalla sua vocazione di appartenenza totale a Dio in una famiglia (comunità religiosa), dalla quale è inviata a compiere il servizio educativo nellOratorio. b - La suora è in stretta collaborazione col direttore dellOratorio, ne condivide responsabilmente le scelte mediante uno scambio fraterno e franco e un dialogo costruttivo. c - È animatrice con gli animatori e i catechisti e collabora attivamente nella formazione. Tale presenza gioiosa e generosa testimonia, pubblicamente, che lamore-servizio è possibile e che è via di realizzazione e di libertà. d - La suora partecipa alle scelte educative dellOratorio portando il contributo della sua sensibilità femminile. e - La crescita del numero di laici impegnati in Oratorio non porti allesclusione allaccantonamento della presenza della religiosa come animatrice. f - La suora partecipa a momenti di formazione promossi dalla Parrocchia e dalla Diocesi perché nellopera educativa tra fanciulli, adolescenti e giovani e tra gli animatori, si esprima con avvedutezza e competenza. g - La direttrice dellOratorio femminile può essere la superiora della comunità religiosa o unaltra suora, a ciò delegata dalla comunità stessa.
a - Si ritengono animatori: i responsabili di gruppi, i catechisti, i coordinatori di servizi e programmi, i dirigenti, gli allenatori sportivi, gli animatori di attività turistiche, artistiche, ricreative ecc. b - Essi svolgono il loro servizio in stretta collaborazione con il direttore dellOratorio, con il quale concordano iniziative, discutono di eventuali problemi e intrattengono un rapporto personale di fiducia e di stima. Essi per primi devono vedere nel direttore dellOratorio innanzitutto il sacerdote, a cui chiedere, prima di ogni altra cosa, la Parola di vita e la Grazia dei Sacramenti. c - Nessun animatore compie la sua opera senza collegarsi a quella della Comunità Educativa di cui è parte. Oltre al direttore dellOratorio, suo punto di riferimento è perciò il Consiglio dellOratorio. d - Caratteristiche dellanimatore di Oratorio:
4 - un compito di responsabilità "minuta" nel condurre lattività quotidiana della vita oratoriana (funzionamento e adeguamento dei locali, degli impianti sportivi, ecc.) 5 - impegno nello stimolare la partecipazione dei ragazzi e dei giovani alla vita dellOratorio, coinvolgendoli nelle varie attività 6 - al di sopra di tutto, lanimatore deve curare la propria formazione cristiana e trovare, nella sua giornata, spazi di preghiera e riflessione che culminano in una intensa vita sacramentale. Con ciò egli testimonia che il servizio di cui si fa carico è espressione del suo personale rapporto con Cristo e da esso trae alimento; ciò gli permetterà altresì di vivere con sempre maggior coerenza sia il suo servizio educativo, sia la sua vita personale. In essa deve comunque sempre essere di esempio nei confronti di tutti, specialmente dei ragazzi e dei giovani, sia nei momenti strettamente legati alla sua opera educativa sia in tutte le altre circostanze. Egli è il primo ad assumere, sia in Oratorio che fuori, un comportamento ed un linguaggio conformi alla natura e alle finalità educative dellOratorio.
6- GENITORI a - La testimonianza e linserimento dei genitori nellOratorio sono necessari per la ricchezza dellesperienza e per la loro primaria responsabilità educativa. b - Spetta a loro per primi educare cristianamente i figli sul piano civile, morale e, soprattutto, su quello della fede. Allinterno dellOratorio è possibile attuare una efficace complementarietà educativa tra genitori cristiani e comunità parrocchiale, evitando indebite ingerenze e nello stesso tempo deleghe deresponsabilizzanti. c - In concomitanza col cammino di fede dei figli, lOratorio organizza incontri con i genitori - per aiutarli a capire meglio i Sacramenti a cui i figli accedono; - per coinvolgerli attivamente nella preparazione e nella celebrazione dei Sacramenti stessi; - per approfondire alcuni argomenti specifici di fede; - per studiare dei problemi tipici della preadolescenza e delladolescenza. d - Una rappresentanza dei genitori è chiamata a far parte del Consiglio dellOratorio. e - Per i genitori che svolgono attività di animazione, vale quanto affermato al punto 5.
7 - ALTRI COLLABORATORI NellOratorio prestano la loro opera anche collaboratori occasionali, legati a specifiche attività. Essi possono essere singoli o gruppi, parrocchiali e non, la cui presenza si rivela utile e preziosa. Nello svolgimento della loro opera devono agire in conformità al Progetto Educativo, sentendosi partecipi dellazione formativa dellOratorio.
8 - IL CONSIGLIO DELLORATORIO a - Natura e compiti 1 - Il Consiglio dellOratorio (CdO) è espressione della Comunità Educativa dellOratorio;
2 - Nellattuazione di tali compiti il CdO tiene conto
b - Funzioni del CdO Il CdO rispecchia lo stile di vita della Chiesa, della quale è espressione. In essa, il sacerdote, in quanto pastore, è investito della responsabilità ultima delle scelte di carattere educativo e formativo e di quelle ad esse collegate (la Chiesa è gerarchica). Tale responsabilità va però condivisa con coloro che, in base ad una scelta personale, radicata nel Battesimo e nella Cresima, fanno parte della Comunità Educativa delloratorio (la Chiesa è comunione). Questo, da parte del Sacerdote, richiede capacità di ascolto e attenta valutazione dei pareri che vengono espressi dai membri del CdO e da tutti coloro che fanno parte della Comunità Educativa, in ordine alle varie scelte e iniziative. Ciò premesso, al CdO viene attribuita: b1 - funzione direttiva per quanto concerne - la gestione dei fondi a disposizione dellOratorio - gli aspetti amministrativi delle diverse attività, di ognuna di esse lamministratore dà al Consiglio puntuale e dettagliato rendiconto economico - luso per fini extraoratoriani di ambienti, strumenti o sussidi dellOratorio - lacquisto di mobili, macchine e sussidi in genere, sia per lOratorio maschile che per quello femminile - le iniziative o attività che coinvolgono in prima persona il Consiglio stesso, in quanto tale - ciò che attiene le specifiche competenze dei laici. b2 - funzione consultiva o propositiva per ciò che riguarda - la specifica competenza del sacerdote o della suora. Rientra nellambito ditale competenza il compito di fornire valutazioni, nel caso di urgenza, sulla validità educativa di talune iniziative - la specifica competenza dei singoli membri del Consiglio stesso e dei gruppi di cui sono rappresentanti, fatto salvo quanto affermato al punto a.1, 3 di questo paragrafo (8- il Consiglio...). c - Composizione e funzionamento del CdO 1 - Fanno parte del CdO: 1 - il Parroco, che di esso è presidente di diritto
2 - Incarichi particolari allinterno del CdO sono quelli di segretario e amministratore, nominati dal Consiglio stesso. 3 Il CdO viene convocato dal Parroco o dal Sacerdote responsabile a scadenza mensile e/o, eventualmente, su richiesta di un terzo dei suoi componenti. La convocazione viene effettuata tramite il segretario che la notifica almeno cinque giorni prima, presentando lordine del giorno che egli stende secondo le indicazioni del presidente, dei direttori e, eventualmente di altri membri del CdO. 4- Ogni anno il CdO, tramite lamministratore, rende conto della situazione economica dellOratorio al Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici, qualora questultimo ne facesse richiesta. La Comunità educativa dellOratorio realizza il suo compito mediante molteplici attività, tra loro coordinate, servendosi delle strutture a sua disposizione. Tutte le attività dellOratorio devono avere carattere educativo, secondo quanto affermato riguardo alla natura dellOratorio, alle sue finalità e agli obiettivi di ciascuna iniziativa (vedi Parte I, paragrafi 1-2-3)
a - Nella tradizione della Comunità parrocchiale di Verolanuova esistono due ambienti nei quali si attua la vita di Oratorio: quello maschile e quello femminile. Questultimo ha sede nella casa delle Suore; le sue attività si svolgono compatibilmente con gli altri servizi che questa ospita. b - Se distinti sono gli ambienti, cè però un solo Oratorio: unico è il sacerdote responsabile della pastorale oratoriana, che agisce in comunione con la direttrice della sezione femminile; il Consiglio dellOratorio coordina le iniziative di ambedue gli ambienti, unico è il gruppo dei catechisti e convergenti le iniziative di formazione di questi e degli altri animatori. c - Ogni iniziativa ha uguale valore ed importanza sia che venga promossa nella sezione maschile dellOratorio, sia in quella femminile; viene assunta con uguale interesse dagli animatori e portata avanti con lo stesso impegno. d - Ambedue gli ambienti dellOratorio sono aperti a ragazzi e giovani di entrambi i sessi. Tuttavia, lOratorio femminile ha particolare cura delleducazione delle ragazze, a favore delle quali è promotore di specifiche iniziative formative, per le quali sceglie religiose idonee a questo particolare compito. e - I fondi a disposizione dellOratorio sono destinati allattività di ambedue gli ambienti nei quali esso opera. Il Consiglio dellOratorio provvede anche alla riparazione di danni alla struttura che ospita la sezione femminile, quando questi siano causati dalluso per attività oratoriane. Questi ed altri interventi vengono effettuati dintesa con listituto delle Suore e, quando sono di una certa entità, con il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici. f - È auspicabile, nel limite del possibile, la presenza della Suora anche allOratorio maschile.
2- CATECHESI ED ATTIVITÀ FORMATIVE a - LOratorio di Verolanuova cura la formazione dei fanciulli, dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani mediante varie iniziative miranti allesplicito annuncio della fede, alleducazione dei rapporto con Dio e alla formazione delle coscienze. Queste attività sono: la catechesi, i ritiri spirituali, le celebrazioni, le proposte di preghiera, lanimazione liturgica, ecc. b - Di molta utilità può risultare il contributo offerto dalle associazioni o dai movimenti ecclesiali: Azione Cattolica dei Ragazzi e dei Giovani, Agesci (scouts), ecc. Secondo lopportunità se ne favorisce la nascita e linserimento in Oratorio, ferma restando la loro finalizzazione a servizio della sua azione educativa. c - La Catechesi. Resta il principale mezzo educativo dellOratorio; ad essa tutte le altre attività sono subordinate e fanno riferimento. Per quanto concerne gli obiettivi e i contenuti della catechesi, si veda la parte seconda di questo Progetto Educativo. d - La Preghiera. 1) Complemento indispensabile della catechesi, nella formazione della vita di fede, è la proposta della preghiera, da attuare nei modi e nei tempi che si ritengono di volta in volta più opportuni. 2) La parola "Oratorio" significa proprio "luogo di preghiera" . Gli ambienti destinati a questo specifico scopo (cappellina dellOratorio maschile e chiesetta del femminile) devono essere tenuti con cura, di modo che chiunque desidera recarvisi per lincontro personale con il Signore, li trovi accoglienti. 3) È cosa buona che i gruppi catechistici vivano alcuni momenti di preghiera comunitaria nei suddetti ambienti. 4) È auspicabile la nascita di gruppi di preghiera, affinché chi vi partecipa sia meglio educato al dialogo con il Signore e alla meditazione della sua Parola. Va attuata leducazione alladorazione e alla visita eucaristica. e - I Ritiri spirituali. Sono da vivere, generalmente, come tappe significative del cammino di catechesi. Vanno collocati nei tempi forti dellanno liturgico, in preparazione alle solennità natalizie, alla Pasqua, allAscensione-Pentecoste, come pure a particolari avvenimenti o circostanze della vita ecclesiale parrocchiale, diocesana o universale. È bene promuovere anche la partecipazione a ritiri proposti dalla Diocesi, dalla Zona e da Istituti Religiosi. f - Animazione liturgica. 1) LOratorio, mediante opportune iniziative, promuove la partecipazione, attiva e consapevole, alle celebrazioni liturgiche della Comunità parrocchiale. 2) Tale compito viene realizzato soprattutto, ma non solo, mediante il normale catechismo. 3) Riveste particolare valore la celebrazione del sacramento della Riconciliazione per ragazzi e giovani, in particolari circostanze della vita dellOratorio. g - Conferenze, incontri-dibattito, tavole rotonde. Nei momenti significativi della sua vita, lOratorio promuove incontri di riflessione per i ragazzi e i giovani. Cicli di conferenze su temi di vita spirituale, di impegno ecclesiale o sociale sono un servizio utile ed opportuno. Per i temi da trattare in questa ed in altre sedi specialmente la catechesi vedi Parte Terza, sez. C.4, b.
Lazione educativa dellOratorio non è indirizzata alla formazione di una spiritualità che non tiene conto della globalità della persona; di essa, invece, cura la crescita integrale: "LOratorio è aperto a tutto luomo, è aperto alla vita" (parte I, par. 4.d) a - Il bar 1) Il bar dellOratorio è una risposta al bisogno dei ragazzi e dei giovani di incontrarsi in modo sereno, per occupare parte del tempo libero. 2) Il bar dellOratorio non è lOratorio, ma una delle sue attività, nemmeno la più importante: lOratorio non si identifica con il bar. Chi lo frequenta, ne deve usufruire nel rispetto delle finalità e della natura dellOratorio (vedi parte I, par. 1.d). 3) GESTIONE a - Il bar devessere affidato a persone sensibili ai valori educativi cristiani, allo scopo di impedire che esso somigli ad un qualsiasi locale pubblico. Esso non va pertanto dato in gestione a persone che perseguono scopi diversi da quelli dellOratorio o ad enti ad esso estranei. b - Coloro ai quali viene affidata la gestione del bar sono considerati a tutti gli effetti, educatori. Pertanto, devono svolgere il loro compito sentendosi corresponsabili dellazione educativa del lOratorio. Devono perciò tenere un atteggiamento di disponibilità e cordialità nei confronti dei ragazzi e dei giovani, adempiere coscienziosamente i doveri inerenti alla loro specifica funzione, usare un comportamento ed un linguaggio esemplari. c - È, ancora, loro compito vigilare affinché il comportamento ed il linguaggio dei frequentatori del bar siano corretti e rispettosi sia delle elementari norme della buona educazione, sia delle convinzioni di fede di cui lOratorio è al servizio. 4) Non devessere lOratorio stesso ad offrire alternative ad attività di particolare importanza. Perciò, del bar viene effettuata la chiusura ogni volta che si ritiene necessario attirare lattenzione di ragazzi, giovani ed animatori verso particolari iniziative, soprattutto quelle di carattere formativo. Tale chiusura non ha scopo costrittivo ma educativo: vuoi contribuire a far nascere una corretta mentalità circa lOratorio e le sue finalità. 5) Norme particolari. a - Il bar dellOratorio deve essere in regola con tutte le norme vigenti, sia quelle igienico sanitarie, sia quelle di altro tipo. b - Nel bar, come in tutti gli altri ambienti ed attività dellOratorio, è vietato fumare agli adolescenti di età inferiore agli anni 16 (compiuti). Anche gli altri facciano il possibile per limitarsi, specialmente, in presenza dei più piccoli. c - Non si somministrano alcolici di nessun tipo e in nessuna quantità ai minori di anni 18. Anche a coloro che hanno raggiunto la maggiore età è permessa la consumazione solo in misura ragionevole, tale che non risulti nociva alla salute della persona e alla pubblica sicurezza. d - È rigorosamente vietata ogni forma di gioco dazzardo. e - I videogiochi, qualora vi fossero, funzionano solo quando non ostacolano le attività catechistiche e le iniziative di animazione. f - Il bar dellOratorio, in quanto ambiente di ritrovo, deve favorire lincontro e il dialogo tra coloro che lo frequentano. Pertanto, lapparecchio televisivo in esso eventualmente installato, funziona solo in occasione di trasmissioni sportive. È comunque vietata la visione di programmi o spettacoli che non diano sufficienti garanzie di moralità. È esclusivo compito dei responsabili, indicati dal direttore, manipolare lapparecchio TV. 6 - Gli orari di apertura e chiusura del bar vengono stabiliti dal Consiglio dellOratorio. b - Il gioco e lo sport. Attrezzature sportive. 1) Il gioco come valore educativo. a - Il gioco è espressione tipica delluomo, soprattutto per letà che va dalla fanciullezza alladolescenza. È un valore che lOratorio accoglie ed educa, non tanto come tecnica competitiva, ma come momento forte di socializzazione e tramite di formazione. b - È compito degli animatori preposti alle attività ricreative organizzare, in determinate circostanze, giochi "comunitari" che sviluppano la capacità di relazione tra i ragazzi. c - Buona parte del gioco praticato in Oratorio è di tipo spontaneo (non organizzato). Anche in questo caso è importante la presenza amichevole e vigile degli animatori. 2) Sport a - Particolare forma di gioco è lo sport. Esso in Oratorio, non può essere considerato solo come attività fine a se stessa; va invece inteso come mezzo per lo sviluppo delle potenzialità psicofisiche e per la formazione di determinati valori, che stanno alla base sia della convivenza umana, sia della vita cristiana: lealtà, valorizzazione del corpo e delle proprie doti, rispetto delle capacità altrui, dominio di sè, spirito di sacrificio, rispetto dellavversario, collaborazione. b - È compito degli allenatori e dei dirigenti sportivi inculcare tali valori nei ragazzi e nei giovani. Essi sono educatori a tutti gli effetti. Vale, quindi, anche per loro quanto affermato degli animatori in genere (vedi Parte Terza, sez. A, par. 5) È tuttavia possibile che il compito di allenatore sia affidato anche a persone non impegnate in un cammino di fede. Anche in questo caso, è loro compito educare ai valori sopra indicati e offrire un esempio di correttezza sia nel comportamento che nel linguaggio, specialmente per quanto concerne la bestemmia. c - Le iniziative sportive dellOratorio devono ispirarsi a questi irrinunciabili principi: - tutti hanno diritto allo sport, anche i più deboli e i meno dotati; - va rifiutato un agonismo ad oltranza, in quanto pregiudica la lealtà nel gioco e il rispetto della persona. d - Nella misura in cui lo si ritiene utile dal punto di vista educativo, vengono organizzati dei tornei, per le varie età. - A coloro che vi partecipano, specialmente se adulti, devessere fatto presente in modo chiaro e preciso lo stile secondo cui devessere vissuta la competizione sportiva in Oratorio. Venga perciò esteso un regolamento da consegnare ai singoli giocatori. - Gli organizzatori del torneo e gli arbitri devono mostrarsi particolarmente severi nellesigere un comportamento corretto da parte dei giocatori.
a - Gli impianti sportivi dellOratorio sono patrimonio di tutta la Comunità parrocchiale. È perciò diritto di tutti utilizzarli, fatti salvi, però, i prevalenti diritti dei ragazzi. Lutilizzo avviene nei giorni e negli orari di apertura dellOratorio stesso. b - Il noleggio degli impianti sportivi oratoriani viene effettuato solo la sera, da lunedì a venerdì, escluso il giorno di chiusura del bar. I noleggiatori agiscano in conformità allapposito regolamento. c - Tutti coloro che usano degli impianti sportivi dellOratorio, devono farlo nel rispetto di questo ambiente e delle sue specifiche finalità educative. La fruizione o il noleggio di questi impianti possono essere negati a gruppi che manifestano un comportamento contrario a queste finalità, nonostante i richiami in tal senso.
4- ATTIVITÀ TEATRALI, MUSICALI, ESPRESSIVE, TURISTICHE a - Leducazione integrale della persona esige che si valorizzi il bisogno di sano protagonismo e le capacità espressive dei ragazzi e dei giovani. b - Obiettivi Tali attività 1) sono occasione per creare nuovi rapporti tra i ragazzi; 2) permettono la scoperta e la valorizzazione delle doti che ciascuno ha ricevuto in dono; 3) offrono ai ragazzi e ai giovani la possibilità di un contatto più continuo e perciò maggiormente fruttuoso con gli animatori;
dellOratorio; 5) rappresentano un mezzo attraverso cui comunicare agli altri determinate convinzioni e, perciò, una forma di educazione al servizio e allapostolato di testimonianza. c - 1) È compito degli animatori preposti a queste attività perseguire con consapevolezza gli obiettivi sopraindicati e renderli chiari a coloro che vi partecipano. 2) È pure loro impegno fare in modo che anche la forma espressiva e lallestimento di esse siano il più possibile curati, al fine di evitare improvvisazioni, che risultano nocive al messaggio che si vuoi comunicare. d - Iniziative di carattere turistico. 1) Obiettivi: a - Vengono effettuate per permettere ai ragazzi, ai giovani e alle famiglie di socializzare, nellambito di una cornice diversa da quella in cui si vive la vita quotidiana. b - Devono inculcare lidea che è possibile far coesistere momenti dedicati allincontro con Dio con il tempo dedicato allo svago e al sano divertimento: Dio è Signore anche del tempo libero! 2) Tali iniziative vanno però attuate solo se vi sono sufficienti garanzie riguardanti la sicurezza e la vigilanza, soprattutto dei minori.
5- ATTIVITÀ CULTURALI a - Nella misura delle sue possibilità, lOratorio deve farsi promotore di iniziative di carattere culturale. b - Esse mirano a far conoscere, approfondire e diffondere una visione cristiana della vita, difatti e problemi; devono educare ad una riflessione critica sulle culture, sulle idee correnti, sulle mode che pervadono il nostro tempo. c - Le attività di cui al precedente paragrafo (n. 4) possono, in parte, assolvere questo compito. Ad esse se ne aggiungono altre, più specificatamente indirizzate a tale scopo. d - Sempre in questo ambito, si deve cercare di educare ragazzi e giovani ad un uso costruttivo e critico dei mezzi di comunicazione sociale.
6- ATTIVITÀ ESTIVE - Molti aspetti delle attività finora descritte confluiscono nelle iniziative estive. Loro obiettivo fondamentale è quello di educare i ragazzi e i giovani a vivere da cristiani anche la vacanza; offrono a coloro che vi partecipano la possibilità di armonizzare valori umani e cristiani; propongono unutilizzazione fruttuosa del tempo libero. b - Il tema formativo dellesperienza viene concordato dal direttore (o dalla direttrice) con gli animatori, con i quali si incontra per analizzare la traccia del cammino, da lui eventualmente predisposta, per svilupparla nel modo più opportuno. c - Il programma di massima di queste esperienze viene portato a conoscenza di coloro che intendono parteciparvi e dei loro genitori. d - Nel corso dellesperienza, la prima testimonianza che direttore (direttrice) e animatori offrono ai partecipanti è la comunione tra loro e la condivisione di ogni esperienza con spirito di servizio e di corresponsabilità. e - Ogni persona che contribuisce alla realizzazione dellesperienza, qualsiasi servizio compia, deve agire in collaborazione e comunione con il direttore e gli animatori. f - Durante il cammino, direttore e animatori si incontrano per verificare landamento dellesperienza. Un incontro di verifica globale va effettuato anche al termine di essa. g - Il tipo di attività estive da realizzare viene stabilito di anno in anno, secondo lopportunità. Di ciascuna venga stilato e pubblicato un Progetto Educativo. C - LORATORIO E GLI ALTRI CENTRI EDUCATIVI
a - LOratorio si apre alla famiglia, ne integra lopera educativa e la stimola; la sostiene nel difficile compito di educare alla fede i figli. b - Da parte sua la famiglia deve assecondare e favorire lazione educativa dellOratorio, caldeggiando la partecipazione dei figli alle attività che esso propone, prima fra tutte la catechesi. Impegno particolare dei genitori è anche quello di partecipare alle iniziative nelle quali sono invitati a coinvolgersi. c - Si veda, in questo stesso Progetto Educativo: parte li, sez. A, par. 3/b; parte Il sez. A, par.
2- LA SCUOLA a - Lopera formativa nei confronti delle nuove generazioni richiede la convergenza educativa tra Famiglia, Oratorio e Scuola. b - Tra Oratorio e Scuola, nel pieno rispetto della autonomia e delle caratteristiche delle due istituzioni, possono essere proposte e coordinate iniziative di comune interesse; può essere utile lo scambio di informazioni su attività che riguardano i ragazzi. c - Nella misura delle sue possibilità e della disponibilità di persone che prestino con competenza la loro opera, lOratorio valuta lopportunità di affiancarsi alle famiglie per seguire ragazzi ed adolescenti nellimpegno scolastico.
3-IL MONDO DEL LAVORO a - LOratorio deve prestare particolare attenzione ai problemi del lavoro, perché linizio di questa attività avviene, di solito, nel periodo di vita oratoriana. b - La catechesi delle varie età e lazione educativa in genere dellOratorio devono formare ladolescente e il giovane al "senso cristiano" del lavoro, anche nella prospettiva di unautentica solidarietà. c - Si studino iniziative adatte a preparare il giovane allimpatto con il mondo del lavoro e a seguirlo nelle concrete difficoltà.
4- IL TERRITORIO a - La persona vive in un Territorio, al quale lOratorio si apre per creare, nel limite del possibile, occasioni di collaborazione educativa. LOratorio presta tale collaborazione senza rinunciare alla propria specifica finalità e metodologia. b - È compito dellOratorio formare i ragazzi e i giovani affinché si sentano partecipi dei problemi che interessano la gente nel Territorio, come la casa, la cultura, la sanità, le strutture a servizio dei bisognosi (casa di riposo, ecc.), le iniziative contro la droga, la violenza e lemarginazione. In questo ambito, realtà a cui lOratorio deve sensibilizzare o preparare sono: limpegno sociale, il servizio alla comunità civile mediante lassunzione di responsabilità amministrative, politiche e sindacali, il volontariato, lobiezione di coscienza, il servizio militare e civile, ecc. c - Frutto della collaborazione tra Oratorio e Territorio è il Centro di Aggregazione Giovanile. Documenti e testi a cui si è fatto riferimento nella stesura del Progetto Educativo
- Segretariato Diocesano Oratori e Circoli Giovanili, - Segretariato Diocesano Oratori e Circoli Giovanili, - Documenti del CONCILIO VATICANO SECONDO, in particolare:
- Conferenza Episcopale Italiana, - Il rinnovamento della Catechesi (RdC), Roma 1970 - Mons. Pietro Faita, Verolanuova, Brescia 1968 - Villata-Anfossi, ORATORIO, COME FARE?, Torino 1988 - Ufficio per la Pastorale dellEtà Evolutiva della Diocesi di Bergamo, LINEE PASTORALI PER GLI ORATORI DELLA DIOCESI, Bergamo 1986 - XXVIII Sinodo Diocesano, LIBRO DEL SINODO, Brescia 1981 |
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