Il
Coccoratto delle Vincellate
Sulle acque
dello Strone, il sole crea attraverso le fronde straordinari giochi di ombre e di luce.
Tra i riflessi iridescenti della superficie dell'acqua si intravedono delle grandi macchie
scure ed allungate: sembrano tronchi d'albero semi sommersi.
Se però ci avviciniamo, possiamo distinguere due grandi occhi giallastri dalla pupilla
verticale, due narici pelose e baffute e due file minacciose di denti aguzzi...
I tronchi semi sommersi sono i terribili Coccoratti.
Se vi capita
di passare dalle parti delle Vincellate vi sarà facile sentire, all'improvviso, un tonfo
in acqua spezzare il silenzio che regna in quei luoghi.
Con un po' di fortuna e di coraggio potreste trovarvi alle prese con un Coccoratto.
Se lo si osserva
bene ci si rende di quanto poco di naturale ci sia in questo animale.
Il Coccoratto, infatti, è il frutto di una mutazione genetica dovuta ai veleni
tossici che in passato venivano impunemente scaricati nei nostri fiumi.
Il manto peloso nero, la coda sottile, i lunghi baffi sono caratteristiche tipiche della
sorga ma le dimensioni, gli occhi gialli con pupille verticali e i denti aguzzi sono come
quelle di un coccodrillo.
L'alimentazione di questo animale è stagionale in quanto, durante la stagione invernale
si ciba filtrando la mucillagine semi decomposta che trova sui melmosi fondali dello
Strone. Nel periodo estivo, invece, prevale l'istinto predatore.
Gli occhi e le narici sono collocati in modo da sporgere dall'acqua quando tutto il corpo
dell'animale è immerso e gli consentono di respirare e puntare la preda rimanendo quindi
nascosto.
Esso così può, facendo ondeggiare la lunga coda pelosa, scivolare, veloce e silenzioso
verso lo sfortunato animale che, anche di grosse dimensioni, giunge alle rive del
fiume per abbeverarsi e che qui trova tremenda fine.
La caccia al Coccoratto è aperta dal 21 marzo, con l'inizio della primavera al 21 marzo,
con la fine dell'inverno.
Il Coccoratto, infatti, non è a rischio di estinzione, anzi, è in piena espansione.
Infatti si riproduce durante tutto l'arco dell'anno dedicandosi alla Coccosorga, la
femmina della specie, per diverse ore ogni giorno.
Tra i prodotti ricavati dalla cattura di tali animali, i più ricercati sono la morbida
pelliccia grigio verde marcio ed il prezioso avorio delle zanne, usati dai più famosi
stilisti per creare capi d'alta moda.
Altri sottoprodotti
invece, sono esportati in estremo oriente dove sono considerati potenti afrodisiaci. |