- Mirella ci ha lasciato lunedì 21 febbraio 2005
a causa di una improvvisa quanto assurda malattia.
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- Per tutta quella settimana Radio Basilica ha
sospeso i programmi in diretta per ricordare la collega e amica e per rispetto verso i
suoi familiari.
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- Abbiamo ripreso domenica 27 ma ... con un buco
nel cuore.
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- Ci siamo chiesti come ricordarla.
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- Potremmo parlare di lei come insegnante e tante
sono le attestazioni della sua dedizione ad una scuola che le era ancora profondamente nel
sangue.
- Potremmo ricordarla per il suo servizio in radio, per la sua radio, alla quale
dedicava una buona parte delle sue mattine e nella quale aveva trovato il modo di dar
sfogo alla sua voglia di fare, di raccontare e di raccontarsi e di rimettersi in
discussione dopo aver lasciato la scuola; potremmo parlare della sua paura di non essere
adatta al microfono per il suo accento non propriamente lombardo e dallinflessione
orgogliosamente siciliana e della sua tenacia nellimparare ad usare le
apparecchiature, non semplicissime della radio. Quante volte, arrivando la mattina alle
8,30, la trovavo già al lavoro per preparare al meglio la sua trasmissione con pacchi di
giornali, pagati sempre di tasca sua. Più di unora di preparazione per
mezzora di trasmissione.
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- Potremmo parlare del suo entusiasmo quando
partì per andare a vedere la sagra del mandorlo in fiore ... glieli vedevi negli occhi.
Potremmo ... ma ci fa male.
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- Nei giorni scorsi Piero, suo figlio, ci ha
detto una cosa bellissima che racchiude tutto: La mia mamma è stata mamma sempre.
Era una mamma amorevole con noi a casa, lo era con i nipoti, cercava di esserlo anche con
i suoi studenti e poi lo è stata per la radio. Pochi giorni prima di partire aveva, per
così dire, adottato a distanza alcuni bambini africani.... Più mamma di così ....
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- Piero ha ragione; Mirella è stata
mamma anche per noi. Quante volte ha incoraggiato i più giovani. Quante volte
mi ha dato la spinta ad andare avanti quando mi vedeva scoraggiato di fronte alle tante
difficoltà che comporta il mandare avanti questa radio fatta tutta di volontari, senza
soldi, con tante amarezze per chi la dirige e
con tanti che remano contro e che ignorano quanto lavoro ci sia dietro. Quante volte!
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- Ci consola la certezza, che ci viene dalla
nostra Fede, che Mirella è qui, ancora accanto a noi e lo sarà sempre e che ci darà
ancora una mano.
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- A Stefano, Piero, Giulia, Michele e a tutti i suoi cari va labbraccio
affettuoso di tutti i collaboratori della radio.
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- A te Mirella, il nostro grazie con la promessa
che cercheremo di portare avanti ciò che tu hai cominciato.
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- A chi ci ascolta e a chi legge linvito e
lappello per trovare qualcun altro che non abbia paura di rimettersi in discussione
e, come Mirella, regali un po del suo tempo per un servizio a tutta la comunità
verolese. Sarebbe il modo più bello per ricordarla.
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- Tiziano Cervati
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