Palazzo Gambara

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Palazzo Gambara

Prospetto di palazzo Gambara, imponente palazzo della pianura bresciana soprattutto per la sua implicazione di carattere urbanistico - territoriale.
La costruzione del palazzo risale agli inizi del Cinquecento per iniziativa di Gianfrancesco e Brunoro Gambara.

La costruzione proseguì con Nicolò Gambara (1538-1592) mentre non è stato possibile, sino ad oggi, conoscere quando e ad opera di chi sia avvenuto il completamento. Dai 1835 divenne di proprietà di Annamaria Ghisi, detta "La Rovettina" perché madre dello scrittore e commediografo Gerolamo Rovetta. Dal 1922 è sede del Municipio e della Biblioteca Civica. L'intemo è ricco di fastosi affreschi attribuiti in gran parte alla scuola del cremonese G. Battista Trotti detto il Malosso (1556-1611). Visitabile anche un'elegante galleria al primo piano ed il cui decorato soffitto ligneo è venuto alla luce e restaurato nel 1983. Con la Basilica è il monumento sempre maggiormente visitato da turisti italiani e stranieri.
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Torrione superstite nell'ala sud di palazzo Gambara
(XVI sec.)

Vale la pena confrontarlo con lo scenario proposto dalla tela nell'altare di San Carlo nella Basilica di San Lorenzo a Verolanuova.
I suoi beccatelli smessa la loro funzione difensiva, si fanno ammirare quale elemento decorativo dei cornicioni che caratterizzano ancora tante architetture originali del '500 e del '600.

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