| Della fine del sec. XIV o ai primi del XV, fu la prima parrocchiale nonché la cappella gentilizia dei Gambara i cui componenti vi accedevano salendo una scalinata (scomparsa a causa di una frana del 1930) posta quasi di fronte a Castel Merlino. Nell'interno trovansi: la tomba del grande condottiero, comandante generale dell'esercito dell'imperatore Carlo V, conte Nicolò Gambara (1538-1592) e affreschi attribuiti a Lattanzio Gambara (1530-1574). La chiesa oggi è chiusa. Sono programmati, a non lontana scadenza, lavori di restauro in seguito al ritrovamento dell'originale soffitto oggi ancora nascosto dall'attuale navata. Dell'anno 1980 è invece il completo recupero del campanile, felicemente restaurato, già dotato fin dal 1748 di sei campane e sempre, purtroppo, privo della cuspide conica di cui era sormontato dal 1600. | ![]() |
Basilica Romana Minore San Lorenzo
M.re Il Campanile Castel
Merlino Piazza Libertà Palazzo
Gambara
Chiesa della Disciplina Chiesa
di San Donnino Chiesa di San Rocco Chiesa di Sant'Anna
Palazzo Maggi a Cadignano Chiesa
dei SS Nazzaro e Celso Parco del Fiume Strone
Parrocchia di Verolanuova Torna alla mappa
Associazione "Terra e Civiltà" Trascrizione, in sintesi, delle relazioni tenute in occasione di una visita guidata del 22 dicembre 1997 con la guida dellarchitetto S. Carini. Ledificio fu la vecchia
parrocchiale di Verolanuova, forse la Chiesa Madre, ma fino al 1100 non si hanno notizie
certe. Riguardo alle istituzioni religiose, si sa che nel 1267 venne data al proprete don
Pietro una carta di procura, attestante la dipendenza dalla Pieve di Quinzano
dOglio. A questa data, pertanto, Verolanuova non era ancora parrocchia. Fino al 1430
non è prepositura, ma viene eletta tale dal Vescovo Francesco Marerio con un documento
inoppugnabile. Seguono poi una Breve del 9 gennaio e una Bolla del 7 maggio 1502 con le
quali il papa Alessandro VI dà in giuspatronato la prepositura e il relativo beneficio ai
Gambara. * * * * A destra dellabside troviamo il
monumento barocco di Nicolò Gambara, sul quale si leggono due iscrizioni; la prima così
recita: "Al conte Nicolò Gambara, uomo chiarissimo e per la nobiltà della famiglia
e per le sue virtù e imprese, poiché nella guerra subalpina sotto gli auspici di
Ferrante Francesco, marchese di Pescara, comandante generale dellesercito di Carlo
V, condusse con somma sua lode mille fanti; milite volontario in Ungheria, prestò
egregiamente la sua opera al duca di Ferrara, Alfonso II, nella guerra navale della
Repubblica Veneta contro i Turchi, dimostrò una singolare fedeltà e forza, risplendette
in casa come nella milizia per la grande pietà e prudenza. Francesco Gambara, nipote,
eresse questo monumento al benemerito zio che morì lanno della Redenzione 1592, il
27 gennaio, qua avendo vissuto 54 anni, mesi 4 e 16 giorni". |
![]() Uno degli altari laterali è dedicato alla Madonna delle Grazie |
Sempre a sinistra dellabside, nella zona delle sagrestie, allinterno della cella del campaniletto, è evidente lesistenza di una volta impostata su un primitivo vano quadrangolare di dimensioni più ampie e ridotto allo stato attuale per linserimento della scala di accesso al piano superiore. Linterno della chiesa era abbellito da una teoria di affreschi votivi e decorativi del Cinquecento, dei quali si vede ancora qua e là qualche pregevole avanzo. Durante le indagini sulla seconda campata è stato aperto un piccolo pertugio, perché, tastando la parete, si intuiva lesistenza di uno spazio vuoto. Questo intervento ha portato alla luce un affresco attribuito ad un certo Gatti, pittore verolese, e datato 1521. Esso rappresenta S. Lucia, S. Agnese e S. Caterina (?). Dello stesso ciclo fa parte anche la Madonna del Campanile, di autore ignoto, che inizialmente si trovava in fondo alla chiesa, da dove fu poi tolto a causa dellumidità e ubicato sopra un altare. Al suo posto fu collocata unelegantissima iscrizione latina che ricorda il trasporto dellimmagine venerata; di essa si riporta la versione italiana: "Qui stava la miracolosa immagine dellalma Vergine che vien chiamata da tutti col titolo del campanile ma fu trasportata e splende sul nitido altare il 19 aprile 1765". |
| Sulla seconda campata a sinistra
cè un quadro del Mainardi, che rappresenta la Madonna con in braccio il Cristo,
affiancata da S. Giovanni Battista e da un altro santo; tale dipinto era probabilmente la
pala dellAltare Maggiore della Disciplina. * * * * La struttura muraria esterna presenta
aspetti interessanti. Il fianco sud della chiesa è costituito da un fronte di sei
campiture, sottolineate dalle lesene poste in corrispondenza degli interni archi diaframma
della navata. * * * * La Cinta Muraria Il 12 marzo 1930, alle ore 22,00, è crollato il lato sud per una ventina di metri e per 12 metri il lato di sera. La ricostruzione del muro fa fatta su progetto dell'ing. P. Morelli, che era il proprietario del Castello. Fu aggiunta la balaustra e fu spostato l'ingresso che, a quei tempi, era di fronte all'accesso della chiesa della Disciplina. La spesa fu sostenuta per metà dalla Fabbriceria e per l'altra metà dal Comune di Verolanuova, che aveva nel contempo attrezzata la piazzetta Beata Paola Gambara a mercato del bestiame. La Fossa Castello Sul lato di mattina e su quello di monte correva la Fossa Castello, che si congiungeva con il castello preesistente. Il lato di mattina fu ceduto dal Comune ai confinanti con una delibera del 31-5-1874 per metri quadrati 1104, divisi fra quattro frontisti, come attesta la relazione dell'ing. G. Tadini. Questo fa pensare che il complesso della Disciplina occupasse una area più vasta di quella attuale. Dalle mappe antiche emerge, infatti, che la zona del castello aveva un andamento a scacchiera, quindi è probabile che la fossa delimitasse anche altri edifici. Si potrebbe quasi pensare ad una cittadella racchiusa nella cerchia delle proprie mura, circondate dalla relativa fossa. Sul lato di tramontana esisteva la chiesetta del Suffragio, che grosso modo partiva all'altezza della torre e si estendeva per 12,85 metri con una larghezza di 7,60 metri, come risulta dalla relazione dell'ing. C. Gazetti. La chiesetta è stata abbattuta nel 1907 per lasciar posto al nuovo campanile. P.S. Per maggiori informazioni sulle vicende legate alla chiesetta del Suffragio si rimanda al volume "Ombre senza voce", curato dall'associazione "Terra e Civiltà". |
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