1.
La parola Visita richiama l'usanza e il gesto di persone
che lasciano il proprio ambiente e si recano, per un certo tempo, presso conoscenti con
intenzioni di benevolenza e con l'attesa di diventare ospiti per una durata breve o anche
più lunga. 2.
Dio abita i cieli; lo diciamo nel "Padre
nostro", quindi può realizzare un passaggio, un ingresso sulla terra, nelle nostre
abitazioni. E' chiaro che Dio indica i cieli come sua abitazione per adattarsi al nostro
linguaggio e per dirci che abita ben lontano dal nostro pianeta. Dio è altro da noi e la
sua "abitazione" è oltre il creato che è opera delle sue mani e della sua
parola. E tuttavia la potenza del Creatore sostiene tutto l'universo e il suo sguardo si
posa su ogni aspetto della creazione. Il Salmo 32,14/15 ricorda che " Il Signore guarda
dal cielo, Egli vede tutti gli uomini. Dal luogo della sua dimora scruta tutti gli
abitanti della terra, Lui che, solo, ha plasmato il loro cuore e comprende tutte le loro
opere." 3.
Dio quindi è nei cieli, ma ha una sua presenza intima alla
terra e alle persone. Usando la terminologia filosofica potremmo dire: Dio è
trascendente, ma nello stesso tempo è immanente a tutto il creato. A noi è più intimo
di noi stessi. Dio quindi quando visita la terra viene in casa sua e presso i suoi. Non
c'è per Lui passaggio o visita in senso locale: Dio visita quando manifesta un tratto
della sua premura; si tratta di una visita del suo amore che si fa storia; è un
intervento nel disegno di salvezza. 4.
La sua visita più vistosa è descritta nell'Esodo; dal
roveto che non si consuma pur bruciando Dio chiama Mosè:" Ho osservato la miseria
del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido
Sono sceso per liberarlo dalla
mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese
Il grido degli Israeliti è
arrivato fino a me
ora va! Io ti mando
" ( 3, 7 sg.) E' Dio che
interviene e scende dal suo cielo dopo aver osservato le sofferenze del suo popolo e udito
il suo lamento. La iniziativa è di Dio; e per la liberazione del popolo che è suo,
coinvolge e manda Mosè. 5.
Per gli uomini la salvezza autentica ha la sua unica
sorgente in Dio; le salvezze di origine umana sono inefficaci; quelle poi che provengono
da ideologie recano enormi danni; l'umanità li ha sperimentati nei due secoli ultimi. Il
demonio Simia Dei non poteva trascurare di inserirsi nel nostro bisogno di salvezza, ma a
modo suo, e si è servito di messianismi ideologici per la nostra rovina. 6.
Le Visite di Dio attingono il loro vertice con il Natale
del Signore: il Figlio di Dio diventa anche vero uomo e apre un passaggio definitivo tra
il cielo e la terra. " Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio
unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna." ( Gv
3,16). E' inaudito che Dio diventi uomo; non ci meraviglieremo mai abbastanza della
arditezza dell'amore di Dio. Comprendiamo il rigetto dei Musulmani e degli Ebrei verso il
Natale: proviene dal profondo senso della trascendenza con la quale pensano a Dio. Il
testo di Giovanni, appena citato, nel colloquio di Gesù con Nicodemo esprime in maniera
telegrafica la sintesi del disegno della nostra salvezza. Dopo la sua risurrezione,
apparendo agli undici, Gesù aggiunge un tassello importante:" Pace a voi! Come il
Padre ha mandato me, così io mando voi." (Gv 20,21). La missione di visitare
gli uomini parte dal Padre, viene affidata al Figlio e dal Figlio agli Apostoli e ai loro
successori fino alla fine del tempo. 7.
Gli Apostoli visitano le comunità fondate da loro o da
collaboratori; ai credenti indirizzano lettere per incoraggiare e sostenere la speranza;
oppure ritornano nelle chiese con una permanenza di lunghezza varia. Atti 9,32
racconta:" E avvenne che, mentre Pietro andava a far visita a tutti, si recò anche
dai fedeli che dimoravano a Lidda." Pietro passa in visita pastorale a tutti. E Atti
15,36 ricorda come Paolo si rivolge a Barnaba:" Ritorniamo a far visita ai fratelli
in tutte le città nelle quali abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come
stanno." Ritiene utile una presenza sensibile "per vedere come stanno". La
presenza di Cristo, secondo la sua promessa, continua anche mediante questi incontri dei
missionari che tessono un rapporto diretto; la fede ha bisogno di essere alimentata dallo
Spirito Santo, ma pure dalla parola di Dio annunciata e ripresentata. 8.
a Visita pastorale del Vescovo Giulio Sanguineti alla
Diocesi di Brescia si inserisce a giusto titolo nella visita di Dio e degli Apostoli. Gode
della derivazione dal Padre e da Gesù risorto e continua gli esempi del Signore e degli
Apostoli. Noi lo accogliamo in tale contesto. Se venisse a noi mandato dalle più alte
autorità della terra, non varrebbe la pena di prepararci spiritualmente; non ci
toccherebbe dentro; non sarebbe una visita di grazia che riguarda il nostro essere di
uomini e di cristiani. Siccome il Vescovo è inviato da Dio, allora la sua presenza incide
sul nostro essere e sul nostro destino eterno. Importa prepararsi per non perdere
l'incontro con Dio, mediante il Vescovo suo inviato. 9.
I doni affidati alla missione del Vescovo appaiono nel
Vangelo di Luca (24,46/47): "
nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la
conversione e il perdono dei peccati
" e in quello di Gv. 20,22/23 :" Detto
ciò, soffiò su di loro e disse loro " Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimettete i
peccati, sono loro rimessi; a chi li ritenete, sono ritenuti."Il compito principale
della Visita si configura come un ministero di misericordia, di pace, di ricomposizione
dell'armonia nelle persone e tra le persone; deve riversare sui fedeli i sette doni dello
Spirito Santo e i relativi frutti:" Amore, gioia, pace, longanimità, bontà,
benevolenza, fiducia, mitezza, padronanza di sé.." Gal. 5,22/23. 10. Ritornando
al significato della Visita di Dio possiamo dire che l'immagine sottesa al vocabolo è
icona o metafora tipica per esprimere la presenza operosa di Dio. 11. Ognuno può
accogliere per suo alimento spirituale, nel contesto del venire di Dio, l'invito
rivolto all'Angelo della Chiesa di Laodicea:" Ecco: sto alla porta e busso: Se uno,
udendo la mia voce, mi apre la porta, io entrerò da lui, cenerò con lui ed egli con
me."Ap 3,20. La visita di Dio è "invito a cena". 12. Per le
singole comunità parrocchiali potrebbe essere indicato, come scopo della visita, un
ulteriore sviluppo della spiritualità di comunione, così come implorata da Gesù
all'ultima cena, nella sua preghiera di testamento:" ..perché tutti siano una cosa
sola. Come tu Padre sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola
siano
perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato
me." ( Gv 17,23). E' la spiritualità nella quale il Vaticano II° ha rivisitato il
volto della chiesa: mistero, comunione e missione.Per nostro sprone mi pare bello,
rileggendo gli Atti degli Apostoli, sottolineare la gioia di quanti allora accoglievano la
visita di Dio nella persona degli Apostoli, piuttosto che, a nostro ammonimento, ricordare
il lamento di Gesù su Gerusalemme e sulle città della Galilea che non hanno capito il
tempo della visita del Signore. 13. La visita
pastorale è prescritta per il Vescovo. Egli ormai può incontrare sacerdoti e fedeli in
tanti modi e occasioni. Anche il Vescovo Giulio da quando è giunto tra noi ha già potuto
far conoscenza di tante parrocchie e realtà pastorali. Tuttavia la visita mantiene la sua
validità. E'un passaggio sistematico per l'intera Diocesi in modo che tutti ci rendiamo
conto diretto delle opportunità e delle difficoltà che il Vangelo incontra. Il Vescovo
passa per rafforzare i nostri passi sulla via della Fede e per illuminare più ampi spazi
alla Speranza cristiana. 14. La
fruttuosità della visita è legata anche alla sua preparazione nella preghiera e alla
disponibilità pastorale di quanti sono più sensibili alla chiamata missionaria; in
questo senso sarebbe bello poter far leva in particolare sui partecipanti alle assemblee
liturgiche domenicali. 15. Ogni
parrocchia e ogni battezzato visiti sé stesso anzitutto. 16. Quali temi
sono a fondamento della visita? 17. Ci sono
particolari attenzioni? I giovani, le giovani coppie e l'eventuale studio se può
risultare utile o necessario progettare Unità Pastorali in zona. 18. Il Vescovo
incontrerà ogni sacerdote, i religiosi, le religiose e i membri dei Consigli; ci saranno
tempi riservati per colloqui con laici. Ogni comunità parrocchiale avrà un momento di
preghiera e di comunione col Vescovo: o con 19. I giorni
dedicati alla visita saranno: venerdì, sabato e domenica, con poche eccezioni. 20. E' in
distribuzione il testo di una apposita preghiera: reca a fronte una artistica immagine del
Buon Pastore; il Vescovo elegge Gesù buon pastore come guida e modello della visita. 21. Quando è
iniziata? Il 5/10/01 a Boario con la presentazione alla valle Camonica degli scopi, degli
obiettivi e delle attese. 22. Ogni Zona
avrà presente il Vescovo per 3/4/5 settimane. Obiezione
alla visita:
Il Convisitatore Preghiera per la Visita Pastorale Calendario degli appuntamenti e degli incontri La relazione sulla parrocchia presentata al Vescovo |
||||||