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La Visita Pastorale
di Mons. Giulio Sanguineti

 

 

 

Appunti in preparazione
della Visita Pastorale

 

1.       La parola Visita richiama l'usanza e il gesto di persone che lasciano il proprio ambiente e si recano, per un certo tempo, presso conoscenti con intenzioni di benevolenza e con l'attesa di diventare ospiti per una durata breve o anche più lunga.
La Visita Pastorale utilizza questo vocabolo e inoltre si ispira alle visite di Dio, degli Apostoli inviati di Gesù Buon Pastore.Tante volte la Bibbia attribuisce a Dio il gesto della visita; possiamo ricordare il Benedictus di Zaccaria: "Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha Visitato e redento il suo popolo".( Lc 1,68).

2.       Dio abita i cieli; lo diciamo nel "Padre nostro", quindi può realizzare un passaggio, un ingresso sulla terra, nelle nostre abitazioni. E' chiaro che Dio indica i cieli come sua abitazione per adattarsi al nostro linguaggio e per dirci che abita ben lontano dal nostro pianeta. Dio è altro da noi e la sua "abitazione" è oltre il creato che è opera delle sue mani e della sua parola. E tuttavia la potenza del Creatore sostiene tutto l'universo e il suo sguardo si posa su ogni aspetto della creazione. Il Salmo 32,14/15 ricorda che " Il Signore guarda dal cielo, Egli vede tutti gli uomini. Dal luogo della sua dimora scruta tutti gli abitanti della terra, Lui che, solo, ha plasmato il loro cuore e comprende tutte le loro opere."

3.       Dio quindi è nei cieli, ma ha una sua presenza intima alla terra e alle persone. Usando la terminologia filosofica potremmo dire: Dio è trascendente, ma nello stesso tempo è immanente a tutto il creato. A noi è più intimo di noi stessi. Dio quindi quando visita la terra viene in casa sua e presso i suoi. Non c'è per Lui passaggio o visita in senso locale: Dio visita quando manifesta un tratto della sua premura; si tratta di una visita del suo amore che si fa storia; è un intervento nel disegno di salvezza.

4.       La sua visita più vistosa è descritta nell'Esodo; dal roveto che non si consuma pur bruciando Dio chiama Mosè:" Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido… Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese…Il grido degli Israeliti è arrivato fino a me…ora va! Io ti mando…" ( 3, 7 sg.) E' Dio che interviene e scende dal suo cielo dopo aver osservato le sofferenze del suo popolo e udito il suo lamento. La iniziativa è di Dio; e per la liberazione del popolo che è suo, coinvolge e manda Mosè.

5.       Per gli uomini la salvezza autentica ha la sua unica sorgente in Dio; le salvezze di origine umana sono inefficaci; quelle poi che provengono da ideologie recano enormi danni; l'umanità li ha sperimentati nei due secoli ultimi. Il demonio Simia Dei non poteva trascurare di inserirsi nel nostro bisogno di salvezza, ma a modo suo, e si è servito di messianismi ideologici per la nostra rovina.

6.       Le Visite di Dio attingono il loro vertice con il Natale del Signore: il Figlio di Dio diventa anche vero uomo e apre un passaggio definitivo tra il cielo e la terra. " Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna." ( Gv 3,16). E' inaudito che Dio diventi uomo; non ci meraviglieremo mai abbastanza della arditezza dell'amore di Dio. Comprendiamo il rigetto dei Musulmani e degli Ebrei verso il Natale: proviene dal profondo senso della trascendenza con la quale pensano a Dio. Il testo di Giovanni, appena citato, nel colloquio di Gesù con Nicodemo esprime in maniera telegrafica la sintesi del disegno della nostra salvezza. Dopo la sua risurrezione, apparendo agli undici, Gesù aggiunge un tassello importante:" Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi." (Gv 20,21). La missione di visitare gli uomini parte dal Padre, viene affidata al Figlio e dal Figlio agli Apostoli e ai loro successori fino alla fine del tempo.

7.       Gli Apostoli visitano le comunità fondate da loro o da collaboratori; ai credenti indirizzano lettere per incoraggiare e sostenere la speranza; oppure ritornano nelle chiese con una permanenza di lunghezza varia. Atti 9,32 racconta:" E avvenne che, mentre Pietro andava a far visita a tutti, si recò anche dai fedeli che dimoravano a Lidda." Pietro passa in visita pastorale a tutti. E Atti 15,36 ricorda come Paolo si rivolge a Barnaba:" Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come stanno." Ritiene utile una presenza sensibile "per vedere come stanno". La presenza di Cristo, secondo la sua promessa, continua anche mediante questi incontri dei missionari che tessono un rapporto diretto; la fede ha bisogno di essere alimentata dallo Spirito Santo, ma pure dalla parola di Dio annunciata e ripresentata.

8.       a Visita pastorale del Vescovo Giulio Sanguineti alla Diocesi di Brescia si inserisce a giusto titolo nella visita di Dio e degli Apostoli. Gode della derivazione dal Padre e da Gesù risorto e continua gli esempi del Signore e degli Apostoli. Noi lo accogliamo in tale contesto. Se venisse a noi mandato dalle più alte autorità della terra, non varrebbe la pena di prepararci spiritualmente; non ci toccherebbe dentro; non sarebbe una visita di grazia che riguarda il nostro essere di uomini e di cristiani. Siccome il Vescovo è inviato da Dio, allora la sua presenza incide sul nostro essere e sul nostro destino eterno. Importa prepararsi per non perdere l'incontro con Dio, mediante il Vescovo suo inviato.

9.       I doni affidati alla missione del Vescovo appaiono nel Vangelo di Luca (24,46/47): "…nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati…" e in quello di Gv. 20,22/23 :" Detto ciò, soffiò su di loro e disse loro " Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimettete i peccati, sono loro rimessi; a chi li ritenete, sono ritenuti."Il compito principale della Visita si configura come un ministero di misericordia, di pace, di ricomposizione dell'armonia nelle persone e tra le persone; deve riversare sui fedeli i sette doni dello Spirito Santo e i relativi frutti:" Amore, gioia, pace, longanimità, bontà, benevolenza, fiducia, mitezza, padronanza di sé.." Gal. 5,22/23.

10. Ritornando al significato della Visita di Dio possiamo dire che l'immagine sottesa al vocabolo è icona o metafora tipica per esprimere la presenza operosa di Dio. La Apocalisse in più passi ricorda il venire di Dio fino a farci pensare che l'autore della Apocalisse ci offra una definizione descrittiva di Dio come "Colui che viene". Così Ap 1,4: " Grazia a voi e pace da Colui che è, che era, che viene…" E ancora Ap 3,11: " Vengo presto: tieni stretto ciò che hai, affinché nessuno ti prenda la corona." E verso la fine, Ap 22,20:" Colui che attesta queste cose dice: Sì! Vengo presto! Amen. Vieni Signore Gesù!" E sembra affidare una meta alla nostra vita spirituale dicendo al v. 22, 12:" Ecco vengo presto; con me ho la mercede che darò a ciascuno secondo le sue opere". E poi al v. 22, 17: " Lo Spirito e la Sposa dicono:"Vieni!" E chi ascolta dica "Vieni!"

11. Ognuno può accogliere per suo alimento spirituale, nel contesto del venire di Dio, l'invito rivolto all'Angelo della Chiesa di Laodicea:" Ecco: sto alla porta e busso: Se uno, udendo la mia voce, mi apre la porta, io entrerò da lui, cenerò con lui ed egli con me."Ap 3,20. La visita di Dio è "invito a cena".

12. Per le singole comunità parrocchiali potrebbe essere indicato, come scopo della visita, un ulteriore sviluppo della spiritualità di comunione, così come implorata da Gesù all'ultima cena, nella sua preghiera di testamento:" ..perché tutti siano una cosa sola. Come tu Padre sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola…siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me." ( Gv 17,23). E' la spiritualità nella quale il Vaticano II° ha rivisitato il volto della chiesa: mistero, comunione e missione.Per nostro sprone mi pare bello, rileggendo gli Atti degli Apostoli, sottolineare la gioia di quanti allora accoglievano la visita di Dio nella persona degli Apostoli, piuttosto che, a nostro ammonimento, ricordare il lamento di Gesù su Gerusalemme e sulle città della Galilea che non hanno capito il tempo della visita del Signore.

13. La visita pastorale è prescritta per il Vescovo. Egli ormai può incontrare sacerdoti e fedeli in tanti modi e occasioni. Anche il Vescovo Giulio da quando è giunto tra noi ha già potuto far conoscenza di tante parrocchie e realtà pastorali. Tuttavia la visita mantiene la sua validità. E'un passaggio sistematico per l'intera Diocesi in modo che tutti ci rendiamo conto diretto delle opportunità e delle difficoltà che il Vangelo incontra. Il Vescovo passa per rafforzare i nostri passi sulla via della Fede e per illuminare più ampi spazi alla Speranza cristiana.

14. La fruttuosità della visita è legata anche alla sua preparazione nella preghiera e alla disponibilità pastorale di quanti sono più sensibili alla chiamata missionaria; in questo senso sarebbe bello poter far leva in particolare sui partecipanti alle assemblee liturgiche domenicali.

15. Ogni parrocchia e ogni battezzato visiti sé stesso anzitutto.

16. Quali temi sono a fondamento della visita?
Il tema della chiesa comunione chiamata alla missione; il tema della Nuova Evangelizzazione nella quale si sentano coinvolti anche tutti i laici con i loro carismi.

17. Ci sono particolari attenzioni? I giovani, le giovani coppie e l'eventuale studio se può risultare utile o necessario progettare Unità Pastorali in zona.

18. Il Vescovo incontrerà ogni sacerdote, i religiosi, le religiose e i membri dei Consigli; ci saranno tempi riservati per colloqui con laici. Ogni comunità parrocchiale avrà un momento di preghiera e di comunione col Vescovo: o con la Messa o con una liturgia della parola.

19. I giorni dedicati alla visita saranno: venerdì, sabato e domenica, con poche eccezioni.

20. E' in distribuzione il testo di una apposita preghiera: reca a fronte una artistica immagine del Buon Pastore; il Vescovo elegge Gesù buon pastore come guida e modello della visita.

21. Quando è iniziata? Il 5/10/01 a Boario con la presentazione alla valle Camonica degli scopi, degli obiettivi e delle attese.
Nella
Zona 1° è partita Giovedì sera 11 Ottobre 2001 con una Concelebrazione
di apertura nella parrocchiale di Edolo.

22. Ogni Zona avrà presente il Vescovo per 3/4/5 settimane.
Il calendario della visita prevede un impegno di cinque anni; l'itinerario seguirà quello tracciato dalla visita di Mons. Bruno Foresti, con poche varianti.
Questa visita intende riprendere aspetti di quelle di Mons. Luigi Morstabilini e di Mons. Bruno Foresti.
Alcuni Uffici di Curia verranno coinvolti a seconda delle emergenze delle singole zone: appare utile una osmosi di esperienze dalle parrocchie alla curia e viceversa: espressione della fraternità pastorale tra preti impegnati prevalentemente in curia e preti nelle parrocchie.

Conclusa la visita in una zona sembra opportuno che il Vescovo incontri sacerdoti e membri dei consigli per presentare, a caldo, riflessioni e indicazioni e per procedere con loro a una verifica. Successivamente invierà una lettera conclusiva.

Obiezione alla visita:

  • "Sarà, come altre iniziative, un fuoco di paglia". Dipenderà anche da come sarà stata preparata, attesa e vissuta. Noi siamo "discorsivi" cioè bisognosi di fornire frequente alimento alla nostra fede, altrimenti diventiamo come un imbuto che non trattiene nulla della grazia di Dio. Abbiamo bisogno di udire, ascoltare, masticare e digerire la parola di Dio perché entri nella nostra vita quotidiana, permei il nostro modo di pensare, parlare e agire e ci renda "cristiani adulti nella fede". A questo scopo la parrocchia deve diventare "casa e scuola di comunione e laboratorio di fede"; e così gli oratori, i gruppi e le associazioni siano luoghi di formazione alla fede.
  • L'approfondimento della fede non è mai terminato e il sostegno a questa virtù teologale oggi è molto più necessario che in passato: secondo alcuni sociologi della religione è in atto una specie di "apostasia sotterranea, silenziosa, nascosta" e questo non solo nei riguardi della morale, ma anche verso verità fondamentali come la creazione, le realtà ultime e la vita eterna. Non soltanto i giovani si trovano a crescere in un contesto culturale e di mentalità che emargina le cose di fede, ma anche gli adulti e noi stessi subiamo una lenta, subdola corrosione. Rischiamo così di vanificare in tutto o in parte il lavorio della grazia immessa in noi dal Battesimo e di non accorgerci delle attese più intime che lo Spirito Santo tiene vive nel cuore di quanti abbiamo attorno; noi, preti e laici, dobbiamo accorgercene per diventare servi della gioia e della speranza di tutti.

Il Convisitatore
LUCIO CUNEO


La lettera del Vescovo

Preghiera per la Visita Pastorale

Calendario degli appuntamenti e degli incontri

La relazione sulla parrocchia presentata al Vescovo

La lettera finale del Vescovo